di Massimo Demontis (Berlino)
In Francia la decisone della Merkel di sostenere il presidente francese Francois Sarkozy nel suo tentativo di mantenere l’Eliseo ha sollevato un vespaio di polemiche.
Nei rapporti tra partiti fratelli, a livello internazionale, o apparentati al Parlamento Europeo ci sono sempre stati scambi di favori durante i rispettivi congressi e prima di elezioni politiche. Tuttavia, è forse la prima volta nella storia della Repubblica Federala Tedesca che un cancelliere decide di intervenire in via così diretta, annunciando iniziative comuni, nella campagna elettorale di un altro paese.
A Berlino, in ambienti politici e diplomatici e nelle redazioni dei giornali sono in tanti a porsi questa domanda: può la cancelliera “aiutare” Nicolas Sarkozy durante la campagna elettorale per le elezioni presidenziali francesi senza mettere a rischio i rapporti bilaterali tra Germania e Francia? E per quale motivo, le è stato chiesto, ma la Merkel ha risposto glissando, si rifiuta di incontrare il candidato socialista François Hollande dato in netto vantaggio su Sarkozy?

In un’intervista televisiva congiunta la Merkel ha annunciato il suo appoggio a Sarkozy con una frase che ha lasciato di stucco chi era in davanti alla tv: “a prescindere da quello che fa”. Appoggio incondizionato quello della Merkel o gioco di parole basato sul fatto che sino a quel momento il presidente francese non aveva ancora ufficializzato la sua ricandidatura per l’Eliseo? Difficile che Angela Merkel possa staccare un assegno in bianco a favore del suo alleato più forte sulla scena europea.

Il duo Merkozy tra alcuni mesi potrebbe essere solo un ricordo e lasciare il posto a una nuova stagione nei rapporti tra Germania e Francia. Ma anche nella gestione della crisi in Europa, se -come rivelano i sondaggi- il leader del partito socialista francese Hollande dovesse diventare presidente e tradurre in atto concreto l’idea di bloccare il patto fiscale dettato da Berlino per riportarlo sul tavolo delle trattative.

È evidente la preoccupazione del governo tedesco che un cambio della guardia all’Eliseo sarebbe un brutto colpo per la linea Merkel e rischierebbe di buttare all’aria il lavoro fatto sinora. Il venir meno della coppia Merkel-Sarkozy, ragionano i leader della coalizione di governo di Berlino, significherebbe la fine delle rigidità sul risparmio imposte con determinazione e ostinazione dalla Germania e la morte prematura del patto fiscale ancora in pectore.

In tv Merkel ha tenuto a sottolineare che l’annunciato aiuto e l’amicizia che la lega a Sarkozy si fonda su “storiche ragioni di responsabilità e affetto personale”.
Il passaggio televisivo della coppia che tiene in mano le redini dell’Europa, anche se è più corretto dire che è la cancelliera a dettare la linea e Sarkozy a correrle dietro con pochi spazi di manovra, ha fatto molto arrabbiare l’opinione pubblica francese. Un affront pour la Grand Nation. Sono pochi quelli pronti a scommettere che alla fine l’aiuto della Merkel possa giovare alla causa Sarkozy.

Sul fronte interno, il più duro è stato il capogruppo in Parlamento dei Grünen Jurgen Trittin. In una dichiarazione rilasciata al giornale di Dortmund “Ruhr Nachrichten”, Trittin ha detto che: “un capo di governo tedesco, che decide di sostenere elettoralmente un presidente che sta con le spalle al muro, nuoce ai rapporti franco-tedeschi. (La Merkel, ndr) Rifiutando di incontrare il suo concorrente democratico lede la debita neutralità di un cancelliere”.
Trittin ha anche voluto lanciare un auspicio: “L’asse franco-tedesco dovrebbe funzionare anche se, a maggio, Nicolas Sarkozy non dovesse essere più all’Eliseo”.

Più pacate le reazioni in casa SPD, che pure ha annunciato a sua volta di voler sostenere il candidato socialista François Hollande.
Per il segretario dell’SPD Sigmar Gabriel, l’intervista di Merkel e Sarkozy “è stata piuttosto penosa”. È chiaro che nessuno dei due ha risposte alle domande urgenti che pone l’Europa, dice Gabriel.


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Una replica a “La discesa in campo della Merkel a sostegno di Sarkozy. Gli interessi di Berlino.”

  1. Avatar Claudio Paroli - Amburgo

    A mio parere sono due i veri e maggiori responsabili dell’estrema criticità della situazione europea: W. Schäuble (cancelliere ombra con enorme potere, per chi non l’avesse ancora capito) e la CSU bavarese (senza il suo beneplacito il governo federale non fa un passo).

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