di Roberto Musacchio
La prima cosa che colpisce  sono le firme in calce alla risoluzione sulla politica UE che è stata approvata  al Senato: Gasparri, Finocchiaro, D’Alia, Rutelli, Viespoli, Pistorio, Quagliarello, Zanda. Essendo i dirigenti dei gruppi parlamentari, Pdl, Pd, Terzo polo, che votano per il governo Monti, difficile dire che non si tratta di una mozione politica visto che per altro non si confluisce in aula da testi diversi ma si arriva, a differenza della Camera, con un testo congiunto. Tanto più che il tema è quello per eccellenza che definisce lo spartiacque della politica oggi, e cioè quello dell’ Europa. Europa che è poi il baricentro della fase costituente che si è aperta e che riguarda tutto, dagli assetti costituzionali, alle politiche economiche e sociali. La seconda cosa che colpisce, ma che poi è la sostanza, è la convergenza sui punti chiave delle politiche messe in campo da Bruxelles e dai vari livelli intergovernativi. In primis l’adesione al Nuovo Trattato, più precisamente al Patto Fiscale Intergovernativo che costituzionalizza le politiche di austerity. E l’adesione al modo in cui il Trattato costituzionalizza e cioè la modifica delle Costituzioni nazionali con l’inserimento della cosiddetta “ regola d’oro “, cioè l’obbligo al pareggio di bilancio. E poi l’adesione al “six pack “ e cioè al pacchetto delle direttive che sostanzia la struttura istituzionale e la mission di “ euro plus “ cioè la cabina di regia intergovernativa e tecnocratica che impone l’austerity dettando numeri assoluti e metodologie.
Naturalmente poi ci sono un poco di distingui e di “ ma anche…” che riguardano l’esigenza di un ruolo più comunitario e federale…di spazio parlamentare… di misure per la crescita compresi gli eurobond.. di una agenzia di rating europea…financo di una tassa Tobin. Cose, anche giuste, di cui sono pieni i documenti europei di ogni tipo. Non a caso vengono approvate anche le altre mozioni, di altri gruppi, che puntavano di più su distingui e i “ma anche”. Bocciata quella della Lega, che però porta a casa l’approvazione di un emendamento, al testo “ unitario“, sulle radici cristiane della UE.
Resta la sostanza operativa che è l’adesione al Trattato e al six pack. E sarà il caso di riflettere perché questo e ciò che si fa mentre tutto il resto rimane fra i desiderata. Sono venti anni che si parla per l’Europa di una politica dei due tempi  dove prima c’era l’unione monetaria e poi sarebbe seguita la politica. E ora prima ci sarebbe il rigore, poi lo sviluppo; prima la tecnocrazia poi l’arrivo di una nuova democrazia europea. Visto come sono andate, e stanno andando, le cose, sarebbe bene chiedersi se invece la cosiddetta austerity non sia più credibilmente un nuovo e definitivo colpo al modello sociale europeo non a caso affidato al commissariamento tecnocratico.
Comunque sia, è bene ricordare che sul Trattato c’è una posizione critica, anche se un poco affievolita, del Parlamento Europeo e che in Francia le sinistre si dicono contrarie. Ed è bene anche ricordare che sul six pack, approvato ai tempi del governo Berlusconi, ci fu un voto all’Europarlamento che, almeno parzialmente, contrappose le sinistre alle destre.
In Italia, invece, si arriva a questa grossa coalizione a sostegno dei due punti cardine, entrambi assai discutibili e discussi, delle politiche europee di austerità. Difficile continuare a non accorgersi che qualcosa di profondo sta maturando nella politica italiana, del resto in sintonia con quello che accade in Europa dove la dottrina di Bruxelles detta le compatibilità ed “ ispira “ la politica verso grandi coalizioni formali o sostanziali,  e che questa fase che stiamo vivendo è sostanzialmente costituente. La domanda è: ma chi si oppone? La buona notizia è che il 29 ci sarà una giornata di protesta europea indetta dalla CES.

————————

Scarica l’ultima versione della bozza del trattato europeo


Scopri di più da cambiailmondo

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

VOCI DAL MONDO CHE CAMBIA

Seguiamo i cambiamenti da punti diversi del mondo. Ci accomuna il rifiuto di paradigmi ideologici e unilaterali. Un mondo multipolare implica pari dignità dei luoghi da cui lo si legge. Magari ci si avvicina alla realtà…
Sostienici !




Altre news

da EMIGRAZIONE NOTIZIE


da RADIO MIR



da L’ANTIDIPLOMATICO


1.385.879 visite

META

Scopri di più da cambiailmondo

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere