di Tito Pulsinelli

Tramonto storico dell’ egemonismo USA e fine della “Dottrina Monroe” – Caracas, Trentatre presidenti latinoamericani e dei Caraibi arriveranno nella capitale venezuelana per l’atto di nascita della Comunitá di Stati Latinoamericani e dei Caraibi (CELAC). E’ un nuovo organismo per l’integrazione continentale dal Messico al Centroamerica, dalle micronazioni dei Caraibi al Sudamerica, da cui sono stati esclusi gli Stati Uniti e il Canadá. E’ la fine della tutela del nord anglosassone sulla latitudine politico-sociale latinoamericana.
Vedi informazioni in diretta:http://www.celac.gob.ve/. Non si dovrá, pertanto, andare piú a Washington davanti alla OEA -autentico ministero delle colonie- per dirimere le controversie tra le nazioni Indo-afro-euro-americane. L’agonia della OEA giunge alla fase terninale, e con essa la autoassoluzione automatica degli USA per le sue invasioni seriali e golpes. E’ la fine della “dottrina Monroe” che dal 1830-sotto l’ingannevole dottrina de “l’America agli americani”- ha reso possibile l’egemonia assoluta degli Stati Uniti in campo politico, economico, commerciale e militare su tutti i Paesi che avevano estromesso i colonialisti spagnoli, portoghesi, francesi e olandesi.

Piú che una tutela USA, si é trattato di una secolare relazione di vassallaggio imposto con invasioni territoriali, colpi di Stato, attivitá destabilizzanti illegali, omicidi politici, tesi a impedire con ogni mezzo ogni potenziale alternativa. La geopolitica di Washington ha sempre differenziato tra il nord europeo ed anglosassone e il resto del continente; si é sempre fondata sul possedimento diretto e l’uso esclusivo dell’istmo centroamericano e i Caraibi come un “mare nostrum”. Per la grande estensione -amazzonica, andina e caraibica- che costituisce la gran “nazione-continente” sudamericana, si trattava di impedire con ogni mezzo qualsiasi aggregazione e confluenza che potesse preludere all’integrazione o unitá economica e politico-militare. Anche con la guerra.

La CELAC evidenzia oggi che -a sud del Rio Bravo- esiste un altro panorama, con presenza rafforzata di organismi regionali di coperazione economica e commerciale (Mercosur, Caricom, CAN) e soprattutto con l’integrazione del subcontinente nell’UNASUR. Di fronte alla disgregazione politico-sociale generata dal fallimento del modello liberista, l’UNASUR é un attore di gran vitalitá e prospettiva geopolitica. Ha saputo risolvere la crisi generata dal tentativo di separatismo ai danni della Bolivia, e quella succesiva al bombardamento dell’esercito della Colombia contro una base guerrigliera in territorio dell’Ecuador. Ha saputo neutralizzare sul nascere ogni tentativo di ingerenza di forze extra-regionali che -con l’alibi del nuovo “diritto umanitario”- disintegrano Paesi ed economie.

L’irruzione sulla scena della CELAC rafforza l’autonomia politica e diplomatica latino-americana, che accentua la sua capacitá di mantenere a distanza l’ingerenza del nord anglosassone, particolarmente pericolosa in questa fase della loro eclisse economica, che cerca di surrogare con il nichilismo della coalizione globalista della NATO. A Caracas ci sará anche un sedia vuota destinata ad accogliere il rappresentante di Portorico, per ricordare che -a due secoli dall’Indipendenza- con le Malvine ed alcuni paradisi-fiscali dei Caraibi sotto bandiera britannica, sono le ultime ferite del colonialismo a dover essere sanate. Coongiuntamente con la Guyana, Martinica e Guadalupe su cui sventola tuttora il tricolore francese.

 

FONTE: selvasorg.blogspot.com


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