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Le intenzioni di Trump contro il Venezuela bolivariano: basta petrolio da Caracas

di Geraldina Colotti (da Il Manifesto del 18/6/2017)

Dal 19 al 21 giugno si svolge a Cancun, in Messico, il vertice dell’Organizzazione degli Stati americani (Osa), presieduta dall’uruguayano Luis Almagro. In primo piano, di nuovo il Venezuela. Almagro ha fissato una riunione dei ministri degli Esteri per chiedere l’applicazione della Carta democratica, ovvero un pacchetto di sanzioni sul modello del blocco imposto a Cuba e l’obbligo di un’agenda elettorale diversa da quella prevista nel paese caraibico. Continua a leggere

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Trump, il grande disvelatore

di Tonino D’Orazio

C’è una grande ola contro di lui. Invece è trasparente e chiaro su almeno due punti. Uno l’applicazione del suo programma votato dalla maggioranza degli americani; secondo ha tolto un alibi ipocrita che si trascinava da un paio di decenni, anche da prima di Kioto, sull’ecosistema mondo. E anche sui blandi, perché non coercitivi, accordi di Parigi (dic. 2015). E anche sul fatto che il capitalismo ha vinto e il socialismo (che l’ha seguito) ha perso. Continua a leggere

In Italia è vietato manifestare il proprio pensiero. Questa è la nuova costituzione materiale.

FONTE: PandoraTv

Possibile l’invasione della Siria, sulla via della seta.

di Tonino D’Orazio (17 maggio 2017).

Il copione è sempre uguale. Il pretesto è per entrare a casa d’altri con l’approvazione ipocrita degli esegeti parziali del diritto internazionale. Assad utilizza (o ha utilizzato) i forni crematori, come Hitler. “Le armi di distruzione di massa”, questa volta, quelle chimiche, non hanno funzionato. Non esistono e sono troppi a dirlo per rilanciare la bufala. Ma Assad = Hitler può funzionare. Basta pubblicare una foto di uno strano palazzo e certificare l’esistenza di un alto forno; da lì a certificare che sia un crematorio, la parola stessa è tabù, il passo è semplice e ad effetto sicuro. In sei anni di guerra non se ne erano mai accorti. Continua a leggere

La situazione in Venezuela: le violenze dell’opposizione, la contromossa di Maduro e la manipolazione dei media

manifestante auto ustionatosi nella protesta “pacifica”

CORRISPONDENZA di Attilio Folliero, (Caracas 03/05/2017 – Aggiornato 11/05/2017)

Da circa un mese, ed esattamente dal 6 aprile in alcune zone del Venezuela sono in corso manifestazioni di protesta portate avanti dalla coalizione di partiti che si oppongono al Governo di Nicolas Maduro.

Tali manifestazioni spesso sono sfociate in violenti disordini che hanno provocato alla data odierna (3 maggio 2017) 33 morti, centinaia di feriti, qualche migliaio di persone fermate ed arrestate, danni ingenti per milioni e milioni di dollari. Continua a leggere

Gli USA allertano 150 mila riservisti

Sta per iniziare una vera guerra? I segnali che giungono in queste ore sono molto allarmanti. L’esercito americano sta inviando in queste ore a 150 mila riservisti delle lettere con un preavviso di mobilitazione. L’annuncio ufficiale del ministero della Difesa dovrebbe essere dato a breve, ma alcuni riservisti che hanno già ricevuto la missiva lo stanno raccontando ad amici e parenti, i quali iniziano a far circolare le notizia. Secondo queste indiscrezioni provenienti dagli Stati Uniti, l’obiettivo del Pentagono sarebbe di poter disporre di questa forza entro un paio di settimane dall’annuncio della mobilitazione vera e propria. Il messaggio che viene lanciato in queste ore è chiaro: decisioni potrebbero essere imminenti, tenetevi pronti a partire. Continua a leggere

LA GUERRA CHE INCOMBE SULLA CINA, di John Pilger [VIDEO con sott. in italiano]

In un documentario impressionante per accuratezza e dimensioni, John Pilger rivela ciò che i canali ufficiali non dicono: che la più grande potenza del mondo militare, gli Stati Uniti, e la seconda potenza economica mondiale, la Cina, entrambe dotate di armi nucleari, sono sulla strada della guerra. Il film di Pilger è un avvertimento, e una ispirata storia di resistenza.

Traduzione in italiano:
Martina Zanette e Riccardo Radici

 

FONTE: pandoratv.it

 


 

 

Trump, i nuovi barbari e il “cortile di casa”

donald-trumpdi Marco Consolo

In questo articolo, non si pretende analizzare le linee della futura politica estera di Washington su scala globale, ma si cerca di mettere a fuoco il possibile rapporto con il suo tradizionale “cortile di casa”, l’America Latina ed i Caraibi. È più che probabile che continui e si intensifichi l’offensiva nei confronti dei governi “progressisti”, ed in particolare contro Cuba, la Repubblica Bolivariana del Venezuela, la Bolivia e l’Ecuador. Ma non c’è dubbio che le prime mosse hanno creato inquietudine e spiazzato anche gli alleati tradizionali degli USA in America Latina. Dopo la strategia del “soft power” dell’Amministrazione Obama e di Hillary Clinton (che ha organizzato ed appoggiato i “golpe istituzionali” in Honduras, Paraguay e Brasile), cambia la musica. Ma andiamo con ordine. Continua a leggere

L’ipocrita, il bullo e gli ubriaconi

obama-trumpdi Rodrigo A. Rivas

Barack Obama ha il merito di aver segnato un prima e un dopo sul terreno simbolico: un nero può arrivare alla presidenza di un paese pur così diseguale ed elitista come gli USA. Ma la mancanza di qualsiasi cambiamento strutturale ha propiziato il ritorno al passato: il nuovo presidente è bianco, autoreferenziale, razzista, ignorante e misogino. Continua a leggere

Il peccato mortale di Trump

di Tito Pulsinelli (Caracas) 

Il vero peccato mortale di Trump è il decreto di dissoluzione del TPP. L’èlite finanziaria non può perdonare il pollice verso al trattato di libero commercio con l’Asia. Non è affar suo se era la fossa comune in cui gettare la sparuta classe media, minoranze che ancora sopravvivono di lavoro salariato e la media industria. Inabissare il TPP è imperdonabile, forse si tratta di crimine neppure espiabile da parte di chi – in aggiunta- vuol riscrivere da cima a fondo il NAFTA (liberismo tra USA-Canadà Messico). E’ leso globalismo. Continua a leggere

Débâcle euro-atlantica

di Tonino D’Orazio

Panico generale nell’establishment europeo. I dirigenti euro-atlantici sono spaventati, traumatizzati, sconvolti, paralizzati, lividi, democraticamente vendicativi. Compresi tutti i mass media a loro fedeli. Arroccati, aggrappati. Continua a leggere

Un 2017 inquieto

trump-obamadi Tonino D’Orazio

L’arrivo alla presidenza degli Stati Uniti di Trump sta mostrando l’asprezza del dibattito politico in corso, che, per quel che rappresenta quel paese, diventa per forza mondiale. Obama, nelle sue ultime settimane, sta mostrando come impiantare mine ritardate sul tragitto del successore. Continua a leggere

Ramonet: le 7 proposte di Donald Trump che i media hanno censurato e spiegano la sua vittoria

trump-vincedi Ignacio Ramonet

Il candidato repubblicano è stato in grado di interpretare quella che potremmo chiamare la ‘ribellione della base’. Meglio di chiunque altro ha percepito la frattura sempre più profonda tra le élite politiche, economiche, intellettuali, e mediatiche da una parte, e la base dell’elettorato conservatore dall’altra.

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I segreti delle elezioni Usa: Julian Assange parla con John Pilger

pilger-assangeL’intervista è stata filmata presso l’Ambasciata dell’Ecuador a Londra – dove Julian Assange è rifugiato politico – e mandata in onda il 5 novembre 2016 da RT.

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LA NUOVA GUERRA DELL´OPPIO della NARCO NATO: Afghanistan 2001 – 2016

eroinadi Vittorio Stano  (Hannover)

Quando verrà scritta la storia della guerra in Afghanistan, il sordido coinvolgimento di Washington e dei militari della NATO nel traffico di eroina, e la loro alleanza con i signori della droga, sarà uno dei capitoli più vergognosi. Continua a leggere

Obama, la isla e il bloqueo

raul-obamadi Marco Consolo

Nei giorni scorsi, secondo i grandi mass-media internazionali, il governo statunitense ha allentato il blocco economico contro Cuba. Il presidente Barack Obama ha infatti emesso una Direttiva presidenziale per rendere “irreversibile” l’apertura verso l’isola. Una Direttiva grazie alla quale “consolida” i cambiamenti adottati dal suo governo, nel quadro di una normalizzazione bilaterale che cerca di promuovere un “maggiore impegno” tra i due Paesi. Continua a leggere

Esplosive mail della Clinton

hillary-clinton-regina-del-caosdi Manlio Dinucci

Ogni tanto, per fare un po’ di «pulizia morale» a scopo politico-mediatico, l’Occidente tira fuori qualche scheletro dall’armadio. Una commissione del parlamento britannico ha criticato David Cameron per l’intervento militare in Libia quando era premier nel 2011: non lo ha però criticato per la guerra di aggressione che ha demolito uno stato sovrano, ma perché è stata lanciata senza una adeguata «intelligence» né un piano per la «ricostruzione». Continua a leggere

Bayer-Monsanto, l’offensiva dei colossi

monsanto-bayerLa notizia dell’acquisto di Monsanto da parte della Bayer fa tremare i polsi ma è solo un tassello importante di un vertiginoso processo di fusioni e aquisizioni in atto nell’industria sementifera-agrochimica e in altri settori strategici del business della catena agroalimentare. I nuovi colossi accrescono il loro potere nei mercati chiave e si aprono la strada per un incontrollabile aumento dei prezzi dei mezzi di produzione. Avranno inoltre più facilmente le leggi e i regolamenti necessari alla loro guerra contro la sovranità alimentare e l’agricoltura contadina. L’enorme concentrazione in corso non mira tuttavia al solo controllo dei mercati, vuole quello digitale e satellitare dell’intera agricoltura del pianeta. L’offensiva dei colossi dell’agro-business va fermata con ogni mezzo possibile

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In memoria di Salvador Allende

salvador-allende-2di Federico La Mattina per Marx21.it

Chi c’ha la forza e non la ragione
si affida solo al cannone

(Fausto Amodei, “Al Compagno Presidente”) Continua a leggere

11 settembre, 15 anni dopo tutta l’ipocrisia dei complici del terrorismo

torrigemelledi Fulvio Scaglione – (da Linkiesta)

Il problema non è la retorica. Le grandi tragedie la contemplano, in un certo senso la pretendono. E gli attentati dell’11 settembre sono stati una grande tragedia contemporanea. Il vero, insopportabile guaio è l’ipocrisia, già sparsa a piene mani nei primi articoli di commemorazione. Continua a leggere

La Fed persevera nelle politiche monetariste del Quantitative Easing

Federal reserve Bankdi Mario Lettieri e Paolo Raimondi

I governi dovrebbero assumere la piena responsabilità decisionale di rimettere in moto l’economia, senza lasciare alla politica monetaria e alle banche centrali questo compito eminentemente politico. Continua a leggere

“Regina del caos”, il vero volto di Hillary Clinton

hillary-clinton-regina-del-caosDisonesta e opportunista. Spietata e guerrafondaia. Con legami oscuri con l’Arabia Saudita. Un libro della giornalista americana Diana Johnstone offre un documentato controcanto alla narrazione prevalente sulla donna che potrebbe diventare il prossimo presidente della superpotenza americana. In questa intervista l’autrice ci spiega perché la Clinton non è un “male minore” rispetto a Trump.

intervista a Diana Johnstone di Fulvio Scaglione (da Micromega)
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NATO/EXIT, OBIETTIVO VITALE

Nato-Exitdi Manlio Dinucci

Mentre l’attenzione politico-mediatica è concentrata sulla Brexit e su possibili altri scollamenti della Ue, la Nato, nella generale disattenzione, accresce la sua presenza e influenza in Europa.

Il segretario generale Stoltenberg, preso atto che «il popolo britannico ha deciso di lasciare l’Unione europea», assicura che «il Regno Unito continuerà a svolgere il suo ruolo dirigente nella Nato». Sottolinea quindi che, di fronte alla crescente instabilità e incertezza, «la Nato è più importante che mai quale base della cooperazione tra gli alleati europei e tra l’Europa e il Nordamerica». Continua a leggere

VERSO LA TERZA GUERRA DEL GOLFO

verso la 3 guerra del golfodi Antonio Tricarico

Le immagini con relativi commenti sono stati curati da Marco Tremori e Andrea Vento del Coordinamento del Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati (Giga). Continua a leggere

Il Venezuela non sarà il nuovo Iraq

venezuela-1-maggiodi Fabio Marcelli * (da Il Fatto Quotidiano on line)

Altro che referendum revocatorio nei confronti del presidente Nicolas Maduro. Consapevole delle crescenti difficoltà che comporta una scelta del genere, dettagliatamente regolamentata dalla Costituzione bolivariana (art. 72), che pone precisi requisiti in termini di firme da raccogliere e di voti da esprimere, evidentementefuori dalla portata della destra di opposizione, i leader di quest’ultima stanno rivolgendo chiari appelli agli Stati Uniti affinché intervengano militarmente contro il governo chavista. Il “la” al vergognoso coro di invocazioni della guerra l’ha dato un professionista dei crimini contro l’umanità come l’ex presidente colombiano Uribe. Continua a leggere

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