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Questo tag è associato a 179 articoli.

In una settimana il mondo è cambiato

di Alberto Negri (da Il Manifesto del 17/10/19)

La guerra siriana. Sanzioni ad Ankara? Bene! Ma il 70% dei prestiti delle aziende turche sono con banche europee e sono migliaia le società delocalizzate in Turchia (anche Barilla e Benetton). L’atlantismo è sul viale del tramonto. L’obiettivo di Mosca: non ci sarà più un altro Kosovo (’99), né un’altra Libia (2011), né rivoluzioni «colorate», compreso il Venezuela.

In una settimana il mondo è cambiato: è arrivato il Capo, quello vero. Questa non è una guerra come le altre: il mondo uscito dal crollo del muro di Berlino nell’89 è cambiato ancora una volta. Continua a leggere

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La “guerra dei dazi” è solo all’inizio

di Claudio Conti (da contropiano.org)

L’emersione di una certa classe politica è sempre l’indice di una “necessità storica”, non uno scherzo del destino cinico e baro. Anche e forse soprattutto quando questa classe politica è “impresentabile” secondo i canoni politically correct della fase che si è chiusa.

Vale per i Salvini e le Meloni, vale a maggior ragione per Donald Trump o Boris Johnson. Se Stati Uniti (l’imperialismo in crisi) e Gran Bretagna (l’imperialismo dominante fino a metà Novecento) si sono ridotti a far salire sul trono temporaneo personaggi del genere è perché questi pagliacci – in modo sicuramente miope e contorto – rappresentano un’esigenza neanche tanto confusa di “cambiamento” rispetto al tran tran precedente. Continua a leggere

Siria Martoriata

di Ali Rashid

Sono molti anni che la “guerra” dilania la Siria. Ha seminato morte, distruzione immane, lo sfollamento di più della metà della popolazione all’interno del territorio nazionale e oltre confine, la distruzione difensiva di un patrimonio storico e culturale di tutta l’umanità e lo smembramento di un tessuto sociale, frutto di migliaia di anni di convivenza. Una storia simile a quella avvenuta in Iraq poco prima continua fino ai nostri giorni, con la differenza che nel caso iracheno fu una coalizione internazionale guidata dagli USA “fuori dalla legalità internazionale” ad assumere la responsabilità dell’invasione del paese “con motivazioni risultate in seguito false”. Continua a leggere

Incredibile e pericoloso. Tre fondi indicizzati controllano tutte le US corporation

di Mario Lettieri* e Paolo Raimondi**

Le grandi istituzioni economiche, come il Financial Stability Board e il Fmi, alla fine hanno dovuto ammettere che il sistema finanziario non bancario, ufficialmente chiamato “shadow banking”, ha surclassato il tradizionale sistema bancario nella gestione del risparmio e degli investimenti finanziari.

Un recente paper “The specter of giant three”, preparato da due professori americani, Lucian Bebchulk e Scott Hirst, e pubblicato dalla rinomata Harvard Law School University di Cambridge, Massachusetts, analizza in dettaglio il ruolo dominante degli exchange trade funds (etf) nel variegato e sempre meno controllato mondo della finanza. Continua a leggere

Il G7 approfitta degli incendi per provare a internazionalizzare l’Amazzonia?

di Aram Aharonian *

I terribili incendi che già hanno devastato quasi mezzo milione di ettari di selva amazzonica in Brasile hanno acceso il fuoco anche alla riunione del Gruppo dei Sette in Francia e hanno bruciacchiato, e lasciato in condizioni critiche, anche il trattato di libero commercio firmato recentemente tra l’Unione Europea e il Mercosur.

Paradossalmente, la vigliacca arrendevolezza dei governi neoliberisti del Mercosur ha salvato la riunione dei sette paesi capitalisti più industrializzati (Stati Uniti, Canada, Francia, Italia, Germania, Gran Bretagna e Giappone) e ha dato una bella mano al presidente francese Emmanuel Macron per rilanciarsi come figura internazionale “a difesa dell’ambiente”. Continua a leggere

Venezuela. Alla fine del 2019 si dovrà raggiungere l’obiettivo di 3 milioni di case.

La Gran Mision Vivienda è la miglior risposta al bocco economico criminale voluto da Trump. Intervista a Ildemaro Villarroel, ministro venezuelano per l’Habitat e la Casa

“Stiamo surfando nella tormenta, cercando l’onda più grande”. Il ministro venezuelano per l’Habitat e la Casa, Ildemaro Villarroel, riassume con questa immagine la situazione in cui si trova il suo paese dopo il blocco economico-finanziario imposto da Trump e la minaccia di una “quarantena” che chiuderebbe l’accesso ai porti. Colto, inclusivo e preciso, Villarroel apre la riunione numero 28 dell’Organo Superior de Vivienda y Habitat. Un importante appuntamento di bilancio, trasparente e prospettico, che illustra lo sviluppo della Gran Mision Vivienda Venezuela sia al paese che agli ospiti internazionali. Continua a leggere

La maledetta ossessione di Trump per il Venezuela mette a rischio la pace mondiale

Il Venezuela è un grande paese, con il quale la natura è stata generosissima dal punto di vista naturale e paesaggistico, oltre che per la proverbiale bellezza dei suoi abitanti (vengono da qui una buona parte delle vincitrici di miss mondo e miss universo), con risorse minerarie ingenti e un popolo davvero forte e consapevole, che rappresenta la sua più ingente ricchezza.

Grazie a Hugo Chàvez e ai suoi seguaci, poi, da una ventina di anni il Venezuela è di fatto alla guida dei paesi non allineati e di un variegato movimento mondiale per la liberazione dei popoli dall’oppressione sociale e politica che deriva dall’imperialismo Usa. Eppure tutto questo non spiega a rigore di logica la maledetta ossessione dell’attuale inquilino della Casa Bianca per il paese di Simon Bolivar e per i suoi attuali legittimi governanti, che Trump vuole rovesciare a qualunque costo, come si è visto. Continua a leggere

Il governo dell’Uruguay denuncia ingerenze USA in vista delle prossime elezioni di ottobre

Gli Stati Uniti e le indebite ingerenze negli affari dei paesi sudamericani. Questo binomio si conferma purtroppo inscindibile.

Il governo uruguaiano accusa gli Stati Uniti di interferire nella campagna elettorale in vista delle elezioni presidenziali di ottobre in programma nel paese.

«Ho detto che gli Stati Uniti si stavano intromettendo (…) nella campagna elettorale uruguaiana», ha dichiratao il ministro degli Esteri uruguaiano Rodolfo Nin Novoa durante un’intervista con una radio locale. Continua a leggere

L’Europa deve svegliarsi, condannare le sanzioni al Venezuela e prendere una posizione autonoma rispetto agli USA

di Alberto Fazolo

Dopo il fallimento dell’ennesimo tentativo di golpe in Venezuela, lo scontro tra il Governo del legittimo Presidente Nicolas Maduro e l’opposizione guidata (almeno per il momento) da Juan Guaidò ritorna sul piano politico. I negoziati svoltisi in Norvegia e alle Barbados hanno dato la speranza di avviare un processo negoziale efficace e una soluzione pacifica della crisi.

Ma gli USA sono alla disperata ricerca di petrolio per far fronte al fabbisogno interno e per poter riaffermare il proprio ruolo a livello globale. In questa ottica si inquadrano le bellicose azioni contro il Venezuela e l’Iran. Nel caso del Venezuela l’aggressione al momento non sembra prendere le sembianze dell’attacco militare o del golpe, per ora gli USA proseguono sulla via della guerra economica e del tentativo d’isolamento politico. Continua a leggere

IL MODELLO USA DEL GOVERNO «SOVRANISTA»

di Manlio Dinucci

Anche se l’opposizione attacca sempre il governo e vi sono divergenze nel governo stesso, dall’intero arco parlamentare non si è levata alcuna voce critica quando il premier Conte ha esposto alla Conferenza degli ambasciatori (26 luglio) le linee guida della politica estera, a riprova del vasto consenso multipartisan.

Conte ha definito anzitutto qual è il cardine della collocazione dell’Italia nel mondo: «Il nostro rapporto con gli Stati Uniti rimane qualitativamente diverso da quello che abbiamo con altre Potenze, perché si fonda su valori, su principi condivisi che sono il fondamento stesso della Repubblica e parte integrante della nostra Costituzione: la sovranità democratica, libertà e uguaglianza dei cittadini, la tutela dei diritti fondamentali della persona».

Il premier Conte così non solo ribadisce che gli Usa sono nostro «alleato privilegiato», ma enuncia un principio guida: l’Italia assume gli Stati uniti come modello di società democratica.

Una colossale mistificazione storica. Continua a leggere

Il nuovo ordine mondiale a 30 anni dalla caduta del Muro di Berlino

Cartina tratta da LIMES

Pubblichiamo uno stralcio dell’intervento di Andrea Vento in preparazione dell’iniziativa dedicata a “Il nuovo ordine mondiale a 30 anni dalla caduta del Muro di Berlino” di martedì 23 luglio presso la Festa di Liberazione di Poggibonsi (Siena),

 

Sintesi storico-geopolitica della fase post-bipolare

La fine del bipolarismo, iniziata con la caduta del Muro di Berlino nel novembre 1989 e sancita dalla disgregazione dell’Urss nel dicembre del 1991, ha aperto una nuova fase storica che autorevoli analisti hanno denominato “Nuovo ordine mondiale”. Da una periodo storico protrattosi per circa 45 anni e caratterizzato dal predominio geopolitico e militare globale di Usa e Urss, si è repentinamente passati ad un nuovo scenario internazionale dominato da un’unica superpotenza. Continua a leggere

Venezuela: Pasqualina Curcio smonta punto per punto le fake news della relazione Bachelet

di Pasqualina Curcio (*)

È diventata pratica abituale la politicizzazione e strumentalizzazione dei diritti umani come scusa, da parte degli Stati Uniti, per invadere territori e violare la sovranità. Nel frattempo, il Sistema delle Nazioni Unite, con discorsi ambigui, senza prendere posizione e senza nessun rispetto per il diritto internazionale, si è allineato al potere imperiale e agli interessi dei grandi capitali. Si è prestato alla politica della guerra. In modo vergognoso e ignominioso si è unito alla menzogna e alla manipolazione. In una parola è stato un complice.

L’umanità sta ancora aspettando la prova delle armi di distruzione di massa in Iraq, una menzogna che è servita a giustificare l’invasione di quel paese da parte degli Stati Uniti nel 2003, causando la morte di oltre un milione di persone. Continua a leggere

VENEZUELA: Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero chiede la sospensione delle sanzioni su medicinali e cibo.

Nell’ambito dei lavori della 43° Assemblea plenaria del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero), nella giornata conclusiva di venerdì 5 luglio svoltasi alla Farnesina, sono stati approvati 3 ordini del giorno sulle problematiche degli italiani in Venezuela.

Il primo richiama la denuncia fatta dal Consigliere Nello Collevecchio nel suo intervento nella giornata di apertura del 3 luglio, con la richiesta di un’indagine sull’operato delle rappresentanze consolari di Caracas e Maracaibo nel periodo 2015-2019. (Vedi articolo) e (Video)

Il secondo richiede al Governo di adoperarsi per la sospensione delle sanzioni sull’importazione di medicinali e cibo e del blocco dei pagamenti internazionali su questi prodotti.

Il terzo richiama Governo e Regioni ad approntare adeguate misure di sostegno per gli italo-venezuelani che rientrano in Italia a seguito della grave crisi del paese e la possibilità di inserirli nelle misure attive come il Reddito di Cittadinanza, in deroga ai limiti temporali di residenza nel paese imposte dalla legge.

Tutti e tre gli ordini del giorno sono stati approvati all’unanimità dall’Assemblea plenaria del Cgie. Continua a leggere

IL PAESAGGIO SUDAMERICANO DURANTE LA TORMENTA

di Rodrigo Rivas

Scrivere sulla situazione latinoamericana oggi cercando di evitare luoghi comuni e diffusi fideismi non è semplice. Comunque ci provo, pur sapendo che il punto di partenza e l’analisi sono sempre discutibili.

Due chiarimenti metodologici:

    • l’analisi congiunturale ha sempre una valenza breve. In questo caso l’ottobre 2019;
    • salvo cenno diverso, queste osservazioni si limitano al Sudamerica. Rimando il Messico e l’America centrale e caraibica, le cui dinamiche coincidono solo occasionalmente, ad un’altra occasione.

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Pillole economiche n. 29

di Tonino D’Orazio

In un momento in cui la Corea del Sud annuncia di equipaggiare il suo esercito con robot (vettori di equipaggiamento), molte organizzazioni sono preoccupate per la corsa ai robot nell’esercito. Le famose armi SALA (Sistemi di Armi Letali Autonome). Di armi di IA (Intelligenza Artificiale) gli eserciti ormai sono pieni. Ma autonomi è già troppo in là. Dicono i militari: “Non succederà mai”, una frase ben nota già usata molte volte. “I nostri sistemi sono sicuri e non saranno mai hackerati”, “i dati sono protetti, non possono essere violati”. Troppe certezze! L’ONG pacifista olandese PAX, (di cui fa parte un certo Elon Musk), è preoccupata per questo in una recente relazione (8 maggio). Cita che la Corea del Sud ha installato mitragliatrici autonome lungo il confine con la Corea del Nord in grado di sparare senza un essere umano al comando. Cita anche e in ordine, oltre ai nostri sudcoreani, Stati Uniti, Cina, Russia, Regno Unito, Francia, e ovviamente Israele. Di nuovo, e come d’abitudine, all’ONU molti paesi si sono opposti all’introduzione di un testo vincolante a livello internazionale che regoli i SALA. Si sono espressi solo a favore di una semplice dichiarazione di principio non vincolante … cioè parlare bene e razzolare male. Continua a leggere

Gli uomini di Bannon contro il Papa. Si gira tra la Certosa di Trisulti e Caracas il sequel de “Il nome della rosa”

di Mario Castellano

In un nostro precedente articolo, abbiamo tracciato un parallelo tra i “borsisti” che Steve Bannon riunisce nella “sua” Abbazia di Trisulti, ormai assurta a tutti gli effetti al rango di un Vaticano tradizionalista alternativo ed i “contractors” spediti dal Governo degli Stati Uniti a destabilizzare il Venezuela.

E’ davvero un peccato che Umberto Eco non sia più tra noi: se fosse vivo, ambienterebbe nella Certosa della Ciociaria un “sequel” de “Il Nome della Rosa” ambientato ai nostri giorni: nei panni di Jorge, figurerebbe il “Piccolo Inquisitore” Padre Serafino Maria Lanzetta F. I.: il quale probabilmente troverà a Trisulti l’agognato “ubi consistam”. Continua a leggere

Venezuela e Iran. La preoccupazione dei 5 Stelle. Non è mai troppo tardi per difendere chi è sotto attacco per ragioni solo petrolifere

“Suscita estrema preoccupazione l’atteggiamento aggressivo e militarista che l’amministrazione Trump sta assumendo nei confronti dell’Iran e del Venezuela”. Lo dichiara il senatore M5s Vito Petrocelli, presidente della Commissione Affari Esteri di Palazzo Madama. “In Iran Washington, dopo aver mandato all’aria anni di successi diplomatici sul nucleare e aver qualificato come terrorista parte del suo esercito, sta ammassando forze armate e preparando piani per una guerra che difficilmente rimarrebbe regionale. Continua a leggere

Venezuela: quattro i tentativi golpisti Usa falliti dall’inizio dell’anno.

di Andrea Puccio (L’Avana)

Sono già quattro i principali tentativi da parte della destra estrema venezuelana con l’appoggio del governo Trump di compiere un colpo di stato in Venezuela dall’inizio del nuovo anno, da quando Nicolas Maduro ha assunto la presidenza del paese per aver vinto le elezioni del maggio 2018. Continua a leggere

Venezuela: Gli effetti criminali delle sanzioni USA e del sistema finanziario internazionale. (Relazione di Isaias Rodriguez, Ambasciatore del Venezuela in Italia). Anche gli emigrati italiani vittime delle sanzioni.

In occasione del lancio della Campagna Internazionale #TrumpDesbloqueaVenezuela, l’Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela in Italia, Julian Isaias Rodriguez Diaz, ha offerto una conferenza stampa internazionale con l’obiettivo di approfondire l’impatto delle misure coercitive unilaterali contro il Venezuela. Continua a leggere

Gli USA non hanno il colpo del KO per mandare al tappeto il Venezuela

Che fara’ da grande l’UE?

di Tito Pulsinelli

Doveva essere un nuovo scoop spettacolare della macchina propagandistica del Pentagono: liberare il piu’ estremista dei capi dell’ultradestra dal carcere domiciliario in cui era ristretto, e caricarlo su un aereo che l’avrebbe espatriato. Si è trasformato in uno sconclusionato e imbarazzante tentativo fallito di conato golpista. Continua a leggere

Venezuela: A Caracas il boomerang golpista

Grande mobilitazione popolare a favore del governo Maduro nella giornata del 1° Maggio 2019

di Marco Consolo

C’è una calma tesa in queste ore a Caracas, capitale del Venezuela dopo l’ennesimo strano tentativo di golpe. In realtà, più che di un golpe si è trattato di uno show pubblicitario, mediatico, con nessuna consistenza. Lo spettacolo era cominciato alle 4 di mattina del 30 aprile, con un video dell’auto-proclamato presidente Guaidó  che incitava all’offensiva finale (sic) dell’”Operazione libertà”. Al suo fianco Leopoldo López, compagno di merende e dirigente dell’opposizione golpista. López, fino ad oggi agli arresti domiciliari per le sue responsabilità nelle manifestazioni violente del 2014 che hanno causato la morte di 43 persone. Vista la mala parata, Leopoldo a metà giornata è scappato prima nell’ambasciata del Cile di Piñera e poi in quella spagnola.  Nel video, in secondo piano, un gruppetto sparuto di persone in uniforme. Continua a leggere

Via della seta: “La Cina della nuova era” – Intervista di Pietro Lunetto a Francesco Maringiò (VIDEO)

Una interessante intervista di Pietro Lunetto (le Frites dal Belgio e non solo) a Francesco Maringió, esperto di Cina, che ci racconta della nuova via della seta. Francesco Maringiò ha pubblicato recentemente un suo libro “La Cina della nuova era” che consigliamo vivamente ai nostri lettori. Continua a leggere

DICHIARAZIONE DI FIRENZE: PER UN FRONTE INTERNAZIONALE NATO EXIT

Il rischio di una grande guerra che, con l’uso delle armi nucleari potrebbe segnare la fine dell’Umanità, è reale e sta aumentando, anche se non è percepito dall’opinione pubblica tenuta all’oscuro dell’incombente pericolo.

È di vitale importanza il massimo impegno per uscire dal sistema di guerra. Ciò pone la questione dell’appartenenza dell’Italia e di altri paesi europei alla NATO.

La NATO non è una Alleanza. È una organizzazione sotto comando del Pentagono, il cui scopo è il controllo militare dell’Europa Occidentale e Orientale. Continua a leggere

Assange / Ecuador: Il tradimento di Lenin Moreno

di Andrea Puccio (da Cuba)

Il Presidente ecuadoriano Lenin Moreno ha revocato il diritto di asilo politico al giornalista Julian Assange che dal 2012 risiedeva presso l’ambasciata dell’Ecuador a Londra. Questo gravissimo atto che viola tutte le regole del diritto internazionale perché non è stata fatta nessuna indagine ha permesso alla polizia, con il consenso del governo di Moreno, di entrare nell’ambasciata e arrestare Assange. Il fatto è grave perché anche revocando l’asilo politi ad un cittadino che gode della protezione di quel paese la polizia non può entrare in un’ambasciata per arrestare una persona, l’ambasciata è riconosciuta territorio della nazione e la polizia non ha giurisdizione. Per procedere all’arresto occorre il consenso del personale diplomatico, evidentemente ricevuto dal governo ecuadoriano visto che Assange è stato condotto fuori dall’ambasciata e montato sul furgone della polizia con la forza spingendolo e strattonandolo. Il governo ha invece cercato di far ingoiare la pillola dicendo che sarebbe uscito volontariamente. Continua a leggere

Pino Arlacchi ex vice segretario dell’Onu: “Il blackout del Venezuela ha un nome: Nitro Zeus”

di Pino Arlacchi*

Il blackout elettrico che sta affliggendo il Venezuela da quattro giorni può essere una speranza per i nemici del governo in carica ed è di sicuro una calamità per l’intera sua popolazione. Continua a leggere

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