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Siria

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Siria: Corbyn e Mélenchon contro l’attacco alla Siria. Cuba, Bolivia, Venezuela condannano l’azione

Esponenti di quella sinistra che non ha abbandonato il pacifismo

In un’Europa drammaticamente allineata alla linea guerrafondaia del trio Trump, May, Macron, emergono alcuni leader politici che continuano a portare avanti alcuni concetti fondamentali come il rispetto del diritto internazionale e la salvaguardia della pace. Una circostanza non scontata visto il clima neomaccartista che si è venuto a creare sulle due sponde dell’oceano Atlantico.

Tra questi vi è sicuramente il laburista inglese Jeremy Corbyn. Lo storico esponente della sinistra britannica già prima dell’attacco quando iniziava a risuonare l’eco dei primi tamburi di guerra aveva ammonito le potenze occidentali dal non compiere atti unilaterali e contrari al diritto internazionale, oltre che al buon senso. Continua a leggere

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Guerra in Siria, ecco perché l’Italia non deve cascarci di nuovo (almeno stavolta)

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di Fulvio Scaglione

Il nuovo Governo nascerà, forse, a causa dell’urgenza bellica. Ma la nostra eventuale partecipazione alla guerra siriana è sintomo che non sappiamo stare nelle alleanze. Vedi i precedenti disastrosi di Iraq e Libia, e non solo

Adesso forse sì che avremo un Governo, visto che ci dobbiamo attrezzare alla guerra di Usa-Francia-Regno Unito alla Russia per interposta Siria. Un Governo del Presidente, magari, con tutti dentro, perché l’ora è solenne, il Paese non può restare senza guida, il funzionamento delle Camere e bla bla bla. Il che, naturalmente, equivale ad ammettere che l’Italia la governano altri e che l’agenda di Washington ci mette in riga anche quando siamo divisi su tutto. Ma pazienza. Così va spesso il mondo… voglio dire, così andava nel secolo decimo settimo, com’era scritto nelle pagine dei Promessi sposi che lo stesso Manzoni aveva definito “la notte degli imbrogli e dei sotterfugi”. Continua a leggere

La debàcle occidentale in Siria secondo i russi


Per un paese sovrano e neutrale


Gli straordinari tweets di Trump

di Tonino D’Orazio

Incredibile. Mai vista una strategia militare in cui uno dice:“sto arrivando con i missili nuovi e belli” affinché l’altro si possa preparare. Sembra una scenetta da teatro dell’arte con Capitan Fracassa. Trump non è completamente stupido e sembra quasi prevenire la Russia che per “la forma” deve colpire la Siria. Né strategicamente, conoscendo la determinazione e l’armamentario russo, può pensare di inviare una semplice fregata con quattro barchette d’appoggio. Ovviamente il dispiegamento hollywoodiano vero deve ancora avvenire. Stessa cosa per Macron, con una semplice fregata. Un po’ più insidiosa e nascosta la cugina May con un sommergibile visto che i loro aerei, non all’altezza, sarebbero in grave difficoltà. Pur di non toccare gli americani sono loro a rischiare i primi effetti collaterali come anelli deboli. Continua a leggere

In crisi l’impero americano d’Occidente

di Manlio Dinucci

La guerra dei dazi scatenata dagli Usa contro la Cina e le nuove sanzioni contro la Russia sono segnali di una tendenza che va oltre gli attuali eventi. Per comprendere quale sia, si deve risalire a una trentina di anni fa. Nel 1991 gli Stati uniti, usciti vincitori dalla guerra fredda e dalla prima guerra del dopo guerra fredda, quella del Golfo, dichiarano di essere rimasti «il solo Stato con una forza, una portata e un’influenza in ogni dimensione – politica, economica e militare – realmente globali» e che nel mondo «non esiste alcun sostituto alla leadership americana». Fidando sull’egemonia del dollaro, sulla portata globale delle proprie multinazionali e dei propri gruppi finanziari, sul controllo delle organizzazioni internazionali (Fmi, Banca mondiale, Wto), gli Stati uniti promuovono il «libero commercio» e il «libero movimento di capitali» su scala globale, riducendo o eliminando dazi e regolamenti. Sulla loro scia si muovono le altre potenze dell’Occidente. La Federazione Russa, in profonda crisi dopo la disgregazione dell’Urss, viene considerata da Washington facile terra di conquista, da smembrare per meglio controllarne le grandi risorse. Continua a leggere

“Occidente / Oriente LA FRATTURA”

Nuovo libro di Agostino Spataro

Dedicato ad Aldo Moro e a Enrico Berlinguer

 

(In copertina: soldati Usa all’assalto della Ziqqurat di Ur durante l’aggressione all’Iraq. Il monumento, innalzato dai Sumeri intorno al 2000 a.C., era consacrato al Dio Luna e simboleggiava l’unione cosmica tra Terra e Cielo, tra uomini e dei. Foto da Google)

 

 

Introduzione

La frattura, le fratture

1…           Questo lavoro ha uno scopo prevalentemente archivistico, ma vuole essere anche una  testimonianza del travaglio che stiamo vivendo in questa lunga e confusa fase di transizione dal vecchio al nuovo ordine internazionale. Continua a leggere

Siria, la guerra non deve finire

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di Tommaso Di Francesco

Medio Oriente. Chi guadagna dall’accusare Damasco di un presunto attacco al gas nervino o al cloro? Per rispondere bisogna sottolineare tre elementi: i due cosiddetti attacchi precedenti; l’attuale crisi di legittimità di Trump, lo scatenatore di dazi sotto tiro ancora per il Russiagate; il ruolo di Israele mentre gioca con prepotenza criminale e altrettanta impunità al tiro al piccione con le vite dei civili palestinesi a Gaza. Continua a leggere

Appello della Lista No Nato per fermare la guerra imperialista in Siria

Gli Usa, il Regno Unito, la Francia, Israele, con la Nato al seguito, dopo averlo minacciato, preparano un attacco alla Siria, Stato arabo laico, democratico e socialista  ancora in piedi dopo 7 anni di aggressione e massacri, attacco che inevitabilmente coinvolgerà i suoi alleati, russi, iraniani e Hezbollah e non potrà non provocare reazioni e  culminare in una catastrofe planetaria, addirittura nucleare. Continua a leggere

Storie siriane 2018 – Aleppo. La ricostruzione…dei corpi

Testimonianza di Naim Marachly, protesista ad Aleppo (*)

Ad Aleppo, la mia città, mentre studiavo lettere incontrai per strada un bambino poliomielitico che mendicava. La mia vita cambiò in quel momento. Cominciai con un piccolo gruppo a impegnarmi nel volontariato.

Andai a studiare in Svizzera, con l’obiettivo di tornare in Siria e mettere su un laboratorio ortopedico, per aiutare le persone a camminare. E così feci, nel 1985, una volta finiti gli studi. Non fu facile trovare altri con lo stesso amore per questo lavoro. Finalmente fui contattato dalle suore francescane che lavoravano a Raqqa e Assakè. Ogni due mesi visitavamo i bambini più poveri, prendendo le misure per costruire loro corsetti e altri dispositivi. Intanto continuavo a seguire i miei pazienti ad Aleppo: soprattutto bambini che colpiti da poliomielite o da scoliosi. Ho realizzato anche protesi per diabetici. Continua a leggere

Possibile l’invasione della Siria, sulla via della seta.

di Tonino D’Orazio (17 maggio 2017).

Il copione è sempre uguale. Il pretesto è per entrare a casa d’altri con l’approvazione ipocrita degli esegeti parziali del diritto internazionale. Assad utilizza (o ha utilizzato) i forni crematori, come Hitler. “Le armi di distruzione di massa”, questa volta, quelle chimiche, non hanno funzionato. Non esistono e sono troppi a dirlo per rilanciare la bufala. Ma Assad = Hitler può funzionare. Basta pubblicare una foto di uno strano palazzo e certificare l’esistenza di un alto forno; da lì a certificare che sia un crematorio, la parola stessa è tabù, il passo è semplice e ad effetto sicuro. In sei anni di guerra non se ne erano mai accorti. Continua a leggere

Attacco alla Siria: interventi di Scaglione, Dezzani, Mauro, Casari, Malacaria, Boassa.

Attacco alla Siria: alcune interpretazioni a sinistra

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Monsignor Capucci e la pace, «ossigeno della vita»

mons-capuccidi Marinella Correggia

Monsignor Hilarion Capucci è morto a Roma il 1 gennaio 2017, dunque in occasione della cinquantesima giornata mondiale della pace (istituita da Paolo VI e celebrata per la prima volta il 1 gennaio 1968). E’ morto, a 95 anni, pochi giorni dopo la fine della battaglia di Aleppo, sua città natale. La guerra in Siria era stata fonte di grande dolore per lui, da decenni rifugiato in Italia con status sempre incerto a causa delle sue note vicissitudini come vicario di Gerusalemme…  Continua a leggere

Buone feste a Aleppo

aleppo-1di Tonino D’Orazio

Aspettando Mossul di cui non ci dicono più niente, anche se penso che qualcuno la stia bombardando “intelligentemente” colpendo un individuo cattivo alla volta. Qualche volta, forse, due o tre. Tanto c’è tempo e i curdi che non si fidano costruiscono trincee. Aleppo sembra la sconfitta (di nuovo) del mondo virtuale da parte di quello della realtà. Un ossimoro. Una città distrutta e un popolo in festa. Donne che liberano i loro capelli al vento, con gesti insofferenti, buttando veli e teli. E’ lo sfregio non solo all’Isis ma anche a tutti quelli che li hanno armati e protetti. Uomini e donne dell’occidente, anche con il loro silenzio. Continua a leggere

Occidente: la riscrittura del passato

The photo which was sent to European police authorities and obtained by AP on Wednesday, Dec. 21, 2016 shows Tunisian national Anis Amri who is wanted by German police for an alleged involvement in the Berlin Christmas market attack. Several people died when a truck ran into a crowded Christmas market on Dec. 19. (Police via AP)

di Manlio Dinucci

«Strage Berlino, perché il terrorista si è lasciato dietro i documenti?»: se lo chiede il Corriere della Sera, parlando di «stranezze». Per avere la risposta basta dare uno sguardo al recente passato, ma di questo non vi è più memoria. È stato riscritto dal «Ministero della Verità» che – immaginato da George Orwell nel suo romanzo di fantapolitica 1984, critico del «totalitarismo staliniano» – è divenuto realtà nelle «democrazie occidentali». Continua a leggere

La guerra di Aleppo non è solo come ve la raccontano

aleppodi Fulvio Scaglione

La battaglia di Aleppo, con le stragi di questi giorni e gli anni terribili che le hanno precedute, ha segnato tra le altre cose il collasso del sistema informativo occidentale, ormai quasi incapace di distinguersi dalla propaganda di parte. Continua a leggere

Esplosive mail della Clinton

hillary-clinton-regina-del-caosdi Manlio Dinucci

Ogni tanto, per fare un po’ di «pulizia morale» a scopo politico-mediatico, l’Occidente tira fuori qualche scheletro dall’armadio. Una commissione del parlamento britannico ha criticato David Cameron per l’intervento militare in Libia quando era premier nel 2011: non lo ha però criticato per la guerra di aggressione che ha demolito uno stato sovrano, ma perché è stata lanciata senza una adeguata «intelligence» né un piano per la «ricostruzione». Continua a leggere

VERSO LA TERZA GUERRA DEL GOLFO

verso la 3 guerra del golfodi Antonio Tricarico

Le immagini con relativi commenti sono stati curati da Marco Tremori e Andrea Vento del Coordinamento del Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati (Giga). Continua a leggere

OBAMA, IL MIGLIOR NEMICO DELL’ISIS

obama_131215di Fulvio Scaglione (da Famiglia Cristiana)
Il giorno prima delle stragi di Parigi il Presidente disse che l’Isis era stato ”contenuto”. Ieri il suo ministro degli Esteri ha detto il contrario. Nel mezzo, bombe che non centrano il bersaglio, alleanze che non funzionano, Al Baghdadi che viaggia per mezzo mondo. Voi ci credete ancora? Continua a leggere

Putin: ‘prepararsi a ogni evenienza’

Chiesa-Moscada Pandora TV. Il Punto di Giulietto Chiesa.

Giulietto Chiesa interviene da Mosca per riferire di un drammatico discorso del presidente russo Vladimir Putin davanti ai principali ufficiali delle forze armate del Paese.
In caso di eventuali minacce alle forze russe in Siria, le forze armate devono “agire molto duramente”, ha affermato Putin. Uno scenario internazionale sempre più teso nei mesi a venire. Continua a leggere

Cosa non ‘sappiamo’ del Califfato

Fabio Minidi Fabio Mini
Al-Baghdadi sarebbe il prodotto ‘involontario’ del sistema di detenzione USA. Ideò e creò il mostro ISIS sotto il naso dei secondini? Tesi suggestiva, ma non convince
Mentre Russia e Turchia si scambiano insulti e accuse è tornata di moda la madre di tutte le accuse: il sedicente Califfo Al-Baghdadi sarebbe il prodotto “involontario” del sistema di detenzione adottato dagli americani. Avrebbe ideato e creato il mostro Isis sotto il naso dei suoi secondini. Continua a leggere

One down, show down. La guerra mondiale conclamata

missili_russi-Siriadi Piotr (da megachip.globalist.it)

Chi avvertiva che si puntava al Caos rischiando di arrivare a uno stato conclamato di guerra mondiale era sbeffeggiato. Ma ora i fatti gli danno ragione [Piotr]

  1. A parte gli incorreggibili ciarlatani (qualcuno in questi giorni si sta correggendo), ormai è cosa nota, perché ormai ammessa, che la cosiddetta “guerra civile siriana” è in realtà un attacco sponsorizzato dagli ex partner dell’accordo Sykes-Picot contratto durante la I Guerra Mondiale, cioè Gran Bretagna e Francia, poi istigato ideologicamente, finanziato e armato dall’Arabia Saudita, dal Qatar, dalla Turchia, col concorso attivo di Israele, e condotto da mercenari e volontari jihadisti provenienti da 83 paesi differenti (se poi qualcuno insiste a chiamarla “guerra civile” almeno spieghi che non sta usando né l’Italiano né il raziocinio, ma qualcos’altro).

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L’ubriacamento guerriero

propaganda di guerradi Tonino D’Orazio
Sotto a chi tocca. Ma i ragionamenti non possono essere solo i bombardamenti. Anche se fino all’intervento russo erano solo finti. L’importanza strategica, come sempre in quell’area, è legata al furto del petrolio, forse non lo diremo mai abbastanza. I giacimenti scoperti in Siria e il passaggio dell’oleodotto russo-iraniano attraverso il Kurdistan, l’Irak curdo e la Siria (eludendo la Turchia-Nato) per raggiungere le coste del Mediterraneo, ovviamente non va bene al cosiddetto occidente rapinatore, quello americano-inglese-francese. Per questo motivo il recalcitrante presidente siriano Assad, inviso alla “democrazia armata occidentale”, deve andare via. Continua a leggere

Fulvio Scaglione (v. direttore Famiglia Cristiana): non c’è stata alcuna guerra occidentale all’ISIS

isisintervista di Alessandro Bianchi (da L’AntiDiplomatico)

Dopo gli attentati di Parigi, a mente più fredda, secondo Lei era possibile prevenire la strage da parte dei servizi francesi?
Credo sia molto difficile per qualunque servizio segreto, soprattutto in una democrazia occidentale che non ha rinunciato al proprio patrimonio di diritti civili, tenere sotto stretto controllo migliaia di persone in un bacino di milioni di persone che potrebbero, almeno in teoria, essere potenziali complici o fiancheggiatori. E cioè, le 5-6 mila persone “attenzionate” dai servizi in Francia, dove ci sono più di 6 milioni di immigrati.
Converrebbe spostare l’attenzione, invece, sui fenomeni di lungo periodo che aiutano la causa e l’azione dei terroristi. Dopo la strage di Parigi è diventato normale segnalare la connessione con il Belgio. Se ne parla, però, come di una cosa nuova mentre già nel 2001, il terrorista kamikaze che si fece saltare insieme con Ahmad Shah Massud, il Leone del Panshir, il capo guerrigliero schierato contro i talebani, aveva studiato in Belgio e aveva passaporto belga. Da molti anni è noto che il Belgio è uno snodo fondamentale, in Europa, per il traffico d’armi. Se c’è una “colpa”, secondo me, va piuttosto ricercata in ciò che non si è fatto (o non si è fatto fino in fondo) su questioni come queste. 

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Strategia del caos made in Usa

MauroBiani-18-11-15di Carlo Freccero e Daniela Strumia
Usciamo da una total immersion mediatica nei fatti di Parigi e la prima impressione non è buona: un misto tra retorica, buoni sentimenti, privato delle vittime, ma anche un appello ai nostri istinti peggiori. Hollande chiama l’Europa ad una guerra di religione. L’immagine del mussulmano sanguinario svolge oggi nell’immaginario collettivo europeo lo stesso ruolo che ai tempi del fascismo era interpretato dall’Ebreo. Dall’antisemitismo all’antislamismo in nome dei valori della cultura occidentale: democrazia, libertà, giustizia. Ed intanto questi stessi valori sono già sacrificati sull’altare della sicurezza. Continua a leggere

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5 Maggio 2018: 200° KARL MARX

Karl Marx

I dieci giorni che sconvolsero il mondo

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