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Renzi

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L’Assemblea generale della CGIL invita a votare NO in occasione del prossimo Referendum costituzionale

no-deforma-costituzionaleAssemblea Generale Cgil Nazionale Roma 7 – 8 settembre 2016

ORDINE DEL GIORNO APPROVATO

“La CGIL è partita da una discussione tutta di merito delle modifiche costituzionali, proposte volute dal Governo, approvate dal Parlamento e che saranno sottoposte al Referendum costituzionale, non volendo essere rinchiusa in una logica di schieramento o pregiudiziale. In tal senso andava l’ordine del giorno approvato dal Direttivo nazionale della CGIL il 24 maggio scorso. In questi mesi, a partire da quell’ordine del giorno, abbiamo organizzato centinaia di iniziative di confronto e approfondimento che hanno riscontrato anche posizioni diverse ma un consenso nei confronti dei giudizi espressi dalla Cgil. Continua a leggere

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Renzi stai sereno

pd-partito-democratico-770x513di Fabrizio Casari

Il dato emerso dalle urne è che nonostante una partecipazione superiore alle attese, il PD ha subito una severa sconfitta, certificazione di un indubbio ridimensionamento politico. Continua a leggere

Elezioni: le risposte dipendono anche dalle domande

sinistra-italianadi Roberto Musacchio

A leggere i fb, ma anche qualche ragionamento piu’ strutturato, la sinistra che ha provato a ritrovarsi unita alle recenti elezioni rischia già di riprecipitare in una crisi di nervi. Per carità, cose già viste. Diciamo che dai tempi dell’arcobaleno in poi non c’è mai stata grande serenità post elettorale. Continua a leggere

Europa: Il teatrino sul Titanic

eurotitanicdi Roberto Musacchio

Lo scambio di accuse e di battute e’ ormai quotidiano. Renzi e la UE se le mandano a dire di santa ragione. Per chi e’ abituato ai teatrini italici l’idea e’ quella di un gioco delle parti. Uno degli uomini, e dei governi, interpreti dei voleri della Troika e del pilota automatico manda in scena ora il repertorio del Partito della Nazione, quello che alza la voce e sbatte i pugni. D’altronde in tanti in Europa in questo momento riscoprono le loro prerogative di capi di Stato in particolare nell’orrida gara a chi si comporta peggio con i migranti. Continua a leggere

La campagna referendaria e’ partita

logo-comitato-CDCdi Alfiero Grandi

Consapevole o meno Renzi, con la sua affermazione che il suo futuro personale è legato all’esito del referendum sulle modifiche costituzionali, contribuisce a destare interesse per un appuntamento politico che molti elettori neppure sapevano ci sarebbe stato. Naturalmente sovrapporre il suo destino all’esito del referendum da parte di Renzi è strumentale, per mettere il merito del referendum in secondo piano, per sfuggire alle accuse di stravolgere la Costituzione nata dalla Resistenza, puntando ad una sorta di Sindaco d’Italia o, come dicono altri, ad un premierato forte mascherato. Renzi lo fa puntando a trasformare questo appuntamento in un referendum su di lui piuttosto che sullo stravolgimento della Costituzione che è il vero oggetto del referendum. Continua a leggere

I referendum una via impervia, ma è l’unica che resta per fermare il renzismo prima che diventi regime

alfiero grandi-1di Alfiero Grandi

Il 2015 si chiude con l’iniziativa, su diversi fronti, per arrivare a referendum contro provvedimenti del governo che Renzi stesso considera caratterizzanti.

Del resto nella conferenza stampa di fine anno Renzi ha confermato che in autunno cercherà un plebiscito a suo favore sulle modifiche della Costituzione. E’ una sfida che dovrebbero prepararsi a raccogliere quanti non condividono le scelte del governo e che dovrebbe far venire qualche dubbio alla parte del Pd non ancora normalizzata. Continua a leggere

I numeri falsi del governo

mago-merlino-economicodi Tonino D’Orazio

E quelle dell’ informazione televisiva prezzolata. Una semplice carrellata di dati e concetti da fine maggio 2015 a ieri. Dati vari, crudi e nudi, raccolti sui mass media da istituti vari. Mi perdonerete il collage e i commenti inseriti. Non ho osato protrarre la lunghezza del documento, già lungo di per sé. La lista del disastro sarebbe veramente lunga. Le conclusioni sono vostre. Continua a leggere

Il governo Renzi deve proseguire il suo cammino ?

renzi-poltronadi Alfiero Grandi
Discutiamone con tranquillità. Non va dimenticato che Renzi  ha licenziato Letta dopo avergli raccomandato di stare sereno. La presunta assenza di alternative politiche è l’arma con cui Renzi ha fin qui piegato le opposizioni interne ed esterne, agitando spauracchi come Salvini. Ultimo esempio le modifiche della Costituzione che sta esaminando il Senato.

Su economia e occupazione Renzi è in continuita’ con Monti e Letta, a partire dalla subalternita’ al gruppo di comando europeo a trazione tedesca e con l’approvazione dei provvedimenti elencati nella lettera Trichet-Draghi dell’estate 2011. Per questo non ci sono risultati significativi sull’occupazione e sulla ripresa. Resta la propaganda del governo perché l’austerità accettata blocca tutto.

La richiesta di una politica europea espansiva da parte di Renzi si riduce ad elemosinare dal gruppo egemonico in Europa – che ha imposto l’austerita’ all’area Euro e strangolato la Grecia – un trattamento di favore per questa condotta subalterna e per avere girato la testa di fronte all’assalto alla Grecia. Renzi spera nella concessione di qualche margine di manovra, come è stato detto nel preannunciare la legge di stabilità, comunque del tutto insufficiente a cambiare la sostanza della situazione economica e occupazionale dell’Italia.

Tanto è vero che viene venduto un aumento dello 0,2 % sulle previsioni come un grande risultato del governo. Il FMI ha calcolato che, continuando così ci vorranno 20 anni all’Italia per tornare ai livelli occupazionali pre crisi. Tre decenni buttati dalla finestra, con il corredo di drammi per la vita delle persone e almeno una generazione senza prospettive di lavoro.

Per questo Renzi vuole l’accentramento dei poteri nelle mani del governo, in particolare nelle sue, attribuendo all’imprenditore un ruolo sociale centrale nel ricevere i finanziamenti pubblici e nel garantirgli mani libere sull’occupazione, togliendo ovviamente diritti e potere contrattuale ai lavoratori. In questo schema il sindacato meno è presente meglio è. La svalorizzazione del lavoro diventa così lo strumento principale per aumentare la competitività. Il paradosso è che oggi le imprese avrebbero bisogno anzitutto di un quadro di riferimento di politiche pubbliche più che di un’ulteriore compressione del lavoro.

Renzi, segretario del Pd e Presidente del Consiglio, concentra già oggi nelle sue mani un potere enorme e in futuro la legge elettorale gli servirà a decidere i parlamentari. Lo scasso del sistema costituzionale e la legge elettorale renderanno la Camera dei deputati subalterna al governo e il Senato perderà ogni reale autonomia. Inoltre il governo potrà imporre i suoi provvedimenti ben oltre quanto avviene oggi con i decreti legge a ripetizione, decidendo di fatto il calendario parlamentare.

L’architettura istituzionale che deriva dalle modifiche costituzionali, compreso il compromesso (si fa per dire) raggiunto sul Senato, che non sarà eletto dai cittadini, e dalla legge elettorale è un mostro, ma serve a garantire l’accentramento del potere nelle mani di Renzi e della sua corte, fino a intaccare il ruolo del Presidente della Repubblica. Infatti se la Camera, unico organo che darà o revocherà la fiducia al governo, verrà eletta con i nuovi criteri, dopo il 1° luglio 2016, scatterà un premio di maggioranza enorme, che nel caso di spareggio potrebbe andare al di là di ogni ragionevolezza.

Tanti episodi rivelano una concezione proprietaria nei comportamenti concreti, con principi che appaiono e scompaiono a seconda delle convenienze del momento. Ogni volta la scelta viene definita giusta, anche quando è il contrario di quella precedente, e viene imposta con protervia ed arroganza – grazie anche a organi di informazione fin troppo subalterni al governo – sia che si tratti di richieste di arresto di parlamentari che della libertà di insegnamento. L’elenco potrebbe essere lungo, ma la sostanza è questa. Perché mai si dovrebbe consentire a questo Presidente del Consiglio di arrivare al 20018 ? Così l’Italia rischia una deriva autoritaria e un’economia senza una vera ripresa.

Nell’interesse del paese e in particolare delle sue aree sociali più povere e deboli, fin qui sacrificate, è bene che questa esperienza di governo si concluda prima possibile.

Renzi getta sul tavolo il ricatto delle elezioni anticipate, arma in verità non a sua disposizione. Se gli verrà dato il tempo di farlo costruirà un sistema istituzionale e di potere personale senza precedenti, modificando i meccanismi istituzionali e occupando tutte le caselle di potere possibili, come ha fatto con la Rai, tanto che finisce con il sottovalutare che le elezioni potrebbe anche perderle, regalando ad altri un potere immenso.

Del resto già oggi i senatori si misurano sulle modifiche costituzionali, di nuovo sotto il ricatto del voto anticipato.
Eppure votare contro il governo si può e non è detto che non sia possibile un’alternativa già in questa legislatura.
Anche la discussione a sinistra deve tenerne conto. Ormai la crisi di governo è non solo auspicabile, ma va provocata con tutti i mezzi a disposizione, prima che si chiuda il cerchio a favore di chi ha intenzione di imporre una svolta autoritaria, dando un colpo mortale a diritti sanciti nella nostra Costituzione.

Se parte del gruppo dirigente del Pd non se ne rende conto è un serio problema, ma l’unico modo per risolverlo è costringerla ad affrontarlo. L’idea che Renzi non ha alternative è una sciocchezza. Ce ne sono e alcune rispondono al criterio di superare gli errori di questo periodo. Non è impossibile ricostruire intorno ad alcune figure di qualità una seria alleanza di centro sinistra, almeno per il tempo necessario ad affrontare questa fase, con l’obiettivo di trovare una soluzione di prospettiva in vista delle elezioni.

Una nuova forza politica di sinistra non può che essere costruita nel vivo dello scontro politico e della costruzione di una situazione nuova, alternativa al potere renziano. Una forza di sinistra non può che sfidare il governo in campo aperto, anche con scelte referendarie visto che forse non c’è altro modo per rimettere in discussione decisioni come la scuola, il jobs act, le trivellazioni senza regole, la legge elettorale e fermare lo stravolgimento della Costituzione. Non è detto che ci si riesca ma vale la pena di provarci. Ci sono scelte fondanti che caratterizzano una forza politica, tanto più se ancora in cantiere. E’ nel vivo dello scontro che si formano e si amalgamano gruppi dirigenti, si coinvolgono energie nuove, altrimenti lontane dall’impegno politico.

Se Renzi arriverà al 2018 e riuscirà così a chiudere il cerchio di potere che sta cercando di costruire per obbligare la società a subire le sue scelte, potrebbe, paradossalmente, creare le condizioni per un’ alternativa di destra veramente preoccupante. Il tempo è adesso. Il governo Renzi ha già reso evidente quanto è pericoloso per il paese e per il Pd stesso, che rischia di seguire il suo destino. Fermare lo scasso della Costituzione e rimettere in discussione leggi approvate per via referendaria può essere una via per riaprire una prospettiva.  Una via impervia ma possibile, a certe condizioni.

Un altro asse decisivo della novità politica da costruire è la battaglia in Europa per mettere in discussione il blocco di pensiero e di potere oggi dominante, compresa la banalità che l’austerità è l’unica politica possibile. L’Europa è in crisi e il dramma dei migranti lo ha messo in luce. Un’alternativa è possibile ma a condizione di rimettere in discussione i trattati che da Mastricht in poi ingessano le politiche europee e stabilendo rapporti con energie nuove in Europa, sviluppando iniziative fondate sulla solidarietà e sull’uguaglianza. Esattamente il contrario di quanto Renzi, in verità  non da solo, ha fatto con la Grecia. Proviamo a ripartire.

IL SENATO FERMI LO STRAVOLGIMENTO DELLA COSTITUZIONE ITALIANA, nata dalla Resistenza

cdcdi Coordinamento per la Democrazia Costituzionale

Il coordinamento per la democrazia costituzionale riunito a Roma il 14 settembre conferma la validità e l’attualita’ della petizione, con raccolta di firme, rivolta ai senatori per chiedere loro di non approvare la legge di modifica della Costituzione italiana, nata dalla Resistenza, senza radicali e sostanziali modifiche nel merito,anzitutto reintroducendo l’elettività dei senatori, che non è affatto in contraddizione con la posssibilità di distiguere i ruoli delle camere superando il cosiddetto bicameralismo perfetto. Tuttavia questo non è l’unico aspetto che deve essere cambiato perché al futuro Senato vanno attribuiti compiti reali, ad esempio di verifica e controllo, e la sua composizione deve trovare un equilibrio diverso e più congruo con la Camera dei deputati, ottenendo ugualmente il risultato di riduzione dei parlamentari, così occorre rivedere la centralizzazione, prevista dal nuovo titolo V, a danno delle Regioni e dei Comuni, con particolare riguardo a decisioni che hanno gravi conseguenze sulla salute, sull’ambiente, sulla realtà sociale, sull’assetto dei territori. Continua a leggere

47, morto che parla

renzi a tazzulelladi Tonino D’Orazio
“Nel mese di luglio il saldo occupazionale tra assunzioni e cessazioni ha registrato un più 135.417 lavoratori. Disaggregando i dati, però – sostiene il presidente Commissione Lavoro della Camera – quello che si ricava è che, per quanto riguarda il tempo indeterminato, il numero dei nuovi assunti si equivale a quello dei licenziati:137.826 a 137.779, con una differenza positiva di soli 47 lavoratori”. Continua a leggere

Lavoro, fame e soldi

lavoro fame soldidi Tonino D’Orazio
Il giorno di ferragosto 101 operai sono andati a lavorare alla Electrolux di Susegana (Treviso). Hanno lavorato 12 ore per produrre intorno a 400 frigoriferi. Su richiesta dell’azienda e contrari i sindacati. Hanno percepito in più 70€ lordi (35 se li mangia l’appaltatore Stato che magari, in un modo o nell’altro, ne ridarà un po’ all’impresa stessa). Hanno detto: una pacchia in tempi di fame. Altri spiritosi, hanno anche detto che pensavano di cuore a tutti quelli che purtroppo non potevano lavorare. Continua a leggere

Il disastro al Sud, la nostra Grecia

mezzogiornoSvimez. Il rapporto 2015 sull’economia racconta lo tsunami che ha travolto il Mezzogiorno nei sette anni della crisi: è cresciuto meno del paese di Tsipras devastato dalla Troika. Viaggio nel paese sotterraneo dove i poveri sono più poveri, le donne e i giovani i più colpiti dalle disuguaglianze prodotte dall’iniqua Eurozona Continua a leggere

Il PD non è il PCI:

Quarto_Statodi Tonino D’Orazio
Quantunque, in nome dell’eredità, molti purtroppo, sia nel PD che nella Cgil, siano ancora convinti del contrario. Conviene ribadirlo che né nella sostanza, né nelle strategie a difesa dei lavoratori o della Costituzione, il PD può minimamente esserne l’erede (e nemmeno il precedente DS). Anzi, in realtà è diventato esattamente l’opposto. E’ punta di lancia nella disgregazione della Costituzione, organizzata e sostenuta per dieci anni da un oggi ex-presidente “garante”, che più storicamente deleterio non si poteva. Continua a leggere

REFERENDUM in GRECIA: Per la prima volta l’Europa delle elite è in seria difficoltà

OXIdi Angelo Saracini (Atene)

Ancora un greco, Tsipras e il suo governo, come Leonida e i suoi 300, sacrificandosi, sta cambiando la storia dell’occidente! Continua a leggere

UE: LE AQUILE NON VOLANO SU BRUXELLES

Aquila_chrysaetos_large_drawingdi Tito Pulsinelli (Caracas)
La catena si rompe sempre quando cede l’anello più gracile, e via via si sfrangia tutto il resto, sotto il carico d’un peso crescente, impossibile da suddividere e assorbire. Preferiscono investire a fondo perduto in Ucraina, ma non per salvare la coesione sociale nell’arcipelago ellenico. Scommettono le ultime fiches su una guerra civile in Ucraina e per un boicottaggio autolesionista antirusso, non per tentare di frenare lo sgretolamento del blocco europeo. Cade la maschera perbenista dal volto di chi importava all’ingrosso braccia per favorire il crollo del prezzo del lavoro. Paria senza diritti, destinati a rimanere sempre tali nel nuovo Eldorado. Profitti per pochissimi, “diritti umani” per tutti, diritti sociali per nessuno. Continua a leggere

In risposta ad alcune critiche relative all’articolo sulla Presidente Boldrini e la sua interpretazione del Regolamento della Camera

Celebrazione della Giornata del Rifugiatodi G.Z. Karl
In merito all’articolo sull’applicazione e interpretazione del Regolamento della Camera  da parte della Presidente Boldrini (qui pubblicato ndr) sono pervenute delle critiche (sulla pagina facebook Gruppo Sel Nazionale, riportati anche a piè di pagina, ndr) rispetto alle quali è doveroso svolgere alcune osservazioni. (6 maggio 2015) Continua a leggere

A proposito di EXPO: cosa pensano del cibo i produttori del sud del mondo

StedileA proposito di Expo, vale la pena ricordare le lotte di liberazione dei contadini del sud del mondo per la sovranità alimentare, una lotta che ci riguarda da vicino, perché fu la nostra lotta (in Italia) nell’occupazione dei latifondi e delle terre incolte o solo parzialmente coltivate nel dopoguerra e perché oggi siamo tutti, nell’occidente globalizzato, più o meno succubi del circolo criminale delle multinazionali dell’ agro-business, delle multinazionali alimentari, dei pesticidi, del transgenico.  Continua a leggere

“Lui è lui, voi nun sete un cazzo”:

parlamento-100di Tonino D’Orazio
38esimo voto di fiducia in un anno e la saga non è finita. Ormai la cosiddetta sinistra del PD, una specie di ossimoro incomprensibile, continua a collezionare ceffoni su ceffoni. Tra il no, no, no e voto si, si, si, per “salvare l’Italia”, o la fuga, la farsa è completa. Ma i ceffoni sono per tutti i parlamentari embedded, in sostanza che accettano la protezione del capo per un seggio futuro e quindi le limitazioni imposte alla propria libertà di movimento e di espressione. Una specie di nuova simonia morale (o puramente materiale come quella medioevale). Il ricatto chiaro è: tutti a casa con me. Continua a leggere

Osservazioni sulla (in)costituzionalità del c.d. Italicum

italicumdi G.Z. Karl

Considerazioni preliminari – Le censure di costituzionalità mosse dalla Corte Costituzionale al Porcellum – L’impianto dell’Italicum – Alcuni rilievi di costituzionalità (Problemi nell’attribuzione del premio di maggioranza – L’incostituzionalità del premio di maggioranza – L’incostituzionalità del voto di ballottaggio – Il nodo delle preferenze e dei capilista bloccati) – Osservazioni conclusive Continua a leggere

Riforme costituzionali e legge elettorale: il dibattito in corso

corte costituzionaleProponiamo alcuni interventi da diversi organi di stampa italiani su riforme costituzionali e legge elettorale: un confronto sempre più aspro connotato dalla necessità di governance (autoritaria) della crisi e conseguente semplificazione della rappresentanza e della dinamica parlamentare. (a cura di M. Zanetta) Continua a leggere

Coordinamento Democrazia Costituzionale: Appello al popolo sovrano

popolo-sovranoLe modifiche della Costituzione e della legge elettorale in atto attribuiscono di fatto ad un unico partito – che potrebbe anche essere rappresentativo di una ristretta minoranza di elettori – potere esecutivo e potere legislativo. Si tratta di uno stravolgimento dei canoni della democrazia costituzionale. Governare è attività diversa dal fare le leggi. Se è vero che spetta al Governo sollecitare e indirizzare il processo legislativo, ciò deve avvenire attraverso il confronto con un Parlamento autorevole, unico luogo direttamente rappresentativo del popolo italiano. Continua a leggere

Nuovo Presidente, nuova Repubblica

mattarella 2di Tonino D’Orazio
Cosa ne pensano i poteri forti, la finanza internazionale, cioè quelli che hanno annichilito anche il super presidente mondiale, il democratico e guerrafondaio Obama, di Mattarella? Continua a leggere

Modifiche della Costituzione e legge elettorale, un disegno di accentramento autoritario ?

coord-dem-costituzionaledi Coordinamento per la Democrazia Costituzionale
Le pesanti modifiche della Costituzione e della legge elettorale all’esame di questo Parlamento, risultato di una legge elettorale dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale, stanno creando un serio pericolo di accentramento del potere di decisione nelle mani del Governo e la discussione parlamentare, per come avviene, requisisce di fatto le decisioni senza consentire la partecipazione dei cittadini; senza trascurare che lo stesso Parlamento è fortemente delegittimato dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha messo in mora la legge elettorale con cui è stato eletto. Continua a leggere

I gravi rischi delle riforme costituzionali e della legge elettorale nella versione del Nazareno

renzi stellareUn gruppo di intellettuali ha inviato ieri una lettera aperta a tutti i deputati e i senatori, in relazione alla riforma del Senato e quella della nuova legge elettorale detta Italicum; costituiscono una sintesi molto chiara dei rischi dei rispettivi disegni di modifica istituzionale a cui si va incontro con la loro approvazione e alla cancellazione, a cui si sta assistendo, del ruolo del Parlamento, parallelo al tracimare di quello dell’esecutivo. Continua a leggere

Cgil e Uil hanno superato la prova, il Governo no. Siamo vicini a scelte decisive.

monti-renzi-lettadi Alfiero Grandi
Cgil e Uil hanno superato la prova dello sciopero generale, dopo la riuscitissima manifestazione nazionale della Cgil di fine ottobre. I soliti noti potranno raccontarla come vogliono ma tantissimi lavoratori si sentono rappresentati dai sindacati malgrado l’opera di denigrazione sistematica del loro ruolo,  fino a cercare di addossargli la responsabilità del precariato che hanno combattuto. Purtroppo il Governo Renzi ha impresso a questa linea un di più preoccupante ed è riuscito solo all’ultimo minuto ad evitare la stupidaggine di Lupi di precettare i ferrovieri. Continua a leggere

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5 Maggio 2018: 200° KARL MARX

Karl Marx

I dieci giorni che sconvolsero il mondo

cambiailmondo2012@gmail.com

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