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NON VOTIAMO CHI E’ CONTRO LA CARTA COSTITUZIONALE

di Alfiero Grandi (Comitato Difesa Costituzionale)

Da Il Fatto Quotidiano del 2 Gennaio 2018

Con lo scioglimento delle Camere si conclude una legislatura da archiviare come una delle peggiori della storia della Repubblica. Ci si sorprende della transumanza di parlamentari da una parte all’altra, se venissero votati dai cittadini e non nominati dall’alto non lo potrebbero fare tanto facilmente.
Dall’entrata in vigore del Porcellum si sono succedute tre legislature, una peggio dell’altra. Continua a leggere

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I salotti buoni con lo sporco sotto il tappeto

La sede della Banca d’Italia, Palazzo Koch,

di Roberto Musacchio e Riccardo Petrella

Sono passati due anni da quando contribuimmo a lanciare una campagna internazionale contro la cosiddetta indipendenza della BCE. Ciò che sta succedendo oggi ci conferma di quanto avessimo visto bene. Il capo del PD ha appena lanciato la sua bomba elettorale contro Bankitalia. Da che pulpito, viene da dire pensando alle responsabilità del PD e dei suoi governi nelle vicende del sistema bancario e finanziario e immaginando quali mire possa avere Renzi. Continua a leggere

Un movimento autonomo e di massa: restiamo in campo

alfiero-grandi-2di Alfiero Grandi

Abbiamo straperso, giudizio condivisibile di Renzi sulla vittoria del No. La condivisione sul referendum del 4 dicembre finisce qui.
Il 70 % di votanti è una partecipazione d’altri tempi e ha smentito la previsione che la crescita dei votanti avrebbe favorito il Si. Inoltre ha reso evidente che i cittadini votano quando pensano di contare nelle decisioni.
Il No ha superato i 19 milioni di voti. Risultato che si può raggiungere solo sommando ragioni diverse. Vediamole:
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REFERENDUM sul LAVORO: lo spauracchio di un altro tsunami

poletti-renzidi Norma Rangeri (da il Manifesto)

Se quello sulla Costituzione ha provocato un terremoto, il referendum sul jobs act potrebbe essere uno tsunami di proporzioni ancora più imponenti, elettoralmente e socialmente.

Non è difficile immaginare come voterebbero gli italiani sul tema del lavoro, giustamente in cima alle preoccupazioni di tutti, giovani in prima fila, saldamente in testa ai sondaggi sulle priorità del paese. Ed è la ragione per cui questo voto molto probabilmente ci verrà sottratto.

Tutto dipende da quanto durerà il governo, cioè quando Renzi deciderà di staccare la spina a Gentiloni, perché in caso di elezioni anticipate il referendum appunto salterebbe. E il più interessato a farlo naufragare è proprio Renzi, davvero costretto a ritirarsi a vita privata nel caso di un’altra batosta. Continua a leggere

REFERENDUM: Comunicato stampa di Claudio Micheloni, presidente Cqie Senato

micheloni-1Desidero ringraziare tutti gli elettori italiani residenti all’estero che hanno preso parte al referendum di domenica, indipendentemente dalla preferenza espressa nelle urne, e la rete diplomatico-consolare per il considerevole lavoro svolto al servizio dei cittadini.
Un milione e 246.342 elettori, pari al 30.75% degli aventi diritto, rappresentano un risultato importante e significativo in termini di partecipazione democratica, un risultato non scontato dopo il deludente tasso di partecipazione registrato in occasione delle elezioni dei Comites. Nel collegio Europa l’affluenza raggiunge il 33.7%, con 730.109 votanti. Continua a leggere

REFERENDUM – GLI ELETTORATI DI PD E PDL SI SFALDANO, QUELLO DEL M5S È SEMPRE PIÙ COMPATTO

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I flussi elettorali tra elezioni politiche del 2013 e il referendum costituzionale. (da Ist.Cattaneo)

In relazione al referendum costituzionale del 4 dicembre erano essenzialmente tre gli interrogativi che ci si poteva porre in relazione alle scelte degli elettori.

In primo luogo, ci si domandava quanto la scelta di una parte dei dirigenti Pd (in primis l’ex segretario Pierluigi Bersani) di schierarsi a favore del “No” avrebbe pesato sulla compattezza del voto degli elettori di questo partito. Continua a leggere

Carlassare: “Gli italiani non si fanno imbrogliare. Ci siamo liberati da uno spettro”

carlassare-lorenzaIntervista di Andrea Fabozzi a Lorenza Carlassare

 È una bella sorpresa, professoressa?
Una bellissima notizia ma, adesso posso dirlo, per me non è una sorpresa. Me l’aspettavo, anzi ne ero sicura, scurissima. Lo sono sempre stata. Perché so che gli italiani quando arriva il momento della verità capiscono bene cosa è giusto fare. Lo posso dire perché nella mia vita ho già vissuto molte situazioni del genere, situazioni in cui le aspettative sembravano preoccupanti e invece alla fine il risultato è stato positivo. Continua a leggere

Il commento di Alfiero Grandi, vicepresidente del Comitato del No

alfiero_grandiIntervista di Luca De Carolis

Il vicepresidente del comitato del No, Alfiero Grandi, parla al Fatto dalla base degli anti-riforma a Roma, nel quartiere popolare di San Lorenzo. Tra un collegamento tv e un brindisi, semina fendenti contro il premier ormai dimissionario. E assicura: “Questa vittoria per il nostro Comitato non rappresenta il rompete le righe, abbiamo proposte da fare e vogliamo vigilare”. Continua a leggere

REFERENDUM/GENERALE FABIO MINI: “NO A RIFORMA CHE SOTTRAE AL PARLAMENTO DECISIONE SU DICHIARAZIONE DI GUERRA”

generale-fabio-miniIl gen. Mini racconta di una legge ‘immaginaria’, un Parlamento ‘defraudato’, una maggioranza non rappresentativa e una ‘guerra fredda interna’ all’Italia.

Intervista di Rossella Guadagnini al generale Fabio Mini (*)

Riforme, democrazia, governabilità e inganni. Ne parliamo con una voce fuori dal coro, un uomo che per 46 anni è stato nelle Forze Armate e oggi si definisce molto progressista. Ci racconta di una legge ‘immaginaria’ e di un Parlamento ‘defraudato’, di una maggioranza non rappresentativa del Paese e di una ‘guerra fredda interna’ all’Italia. Di spazi informativi pubblici a favore del marketing governativo e di una grande festa della dis-unità a cui, volenti o no, siamo tutti invitati. Continua a leggere

REFERENDUM: Le fanfare della vittoria del No

renzi19-11di NORMA RANGERI (da Il Manifesto)

Il No ha vinto. La fanfara dei sondaggi ieri annunciava la vittoria su tutti i giornali. Dovessimo credere alle percentuali sfornate dalla malconcia categoria dei sondaggisti, il No avrebbe già vinto con almeno 6 punti di vantaggio. Naturalmente la notizia era accompagnata da ponderose riflessioni e acute cronache sugli esiti catastrofici che ne seguirebbero. Governicchio, spread, Pd in rapida dissoluzione, banche in vendita senza acquirenti. Continua a leggere

A Berlino. Gozi, Garavini, Concia: Il problema dell’Italia ? Il traffico.

gozi-garavini-concia-1CRONACHE DELL’ALTRO MONDO: Il governo fa campagna anche a Berlino. (14 novembre 2016)

Non poteva mancare Berlino tra le tappe visitate dal governo per convincere gli italiani e le italiane all’estero che “Basta un sì” per risolvere tutti problemi dell’Italia. In questa sede Sandro Gozi, sottosegretario all’Europa, la deputata Laura Garavini , PD e Paola Concia, ex deputata del PD, ora consulente presso la Camera di Commercio italiana per la Germania di Francoforte, giocavano in casa. Continua a leggere

Lettera di Renzi agli italiani all’estero: Broglio Preventivo ?

Come si è appreso da diverse agenzie stampa e TV, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha inviato a casa degli elettori all’estero (4.023.902 persone), un depliant accompagnato da lettera e numerose foto di incontri con i suoi sostenitori esteri (da Obama alla Merkel), invitando a votare SI al prossimo referendum costituzionale. Bisogna riconoscere la perfetta tempistica dell’invio, visto che da domani cominceranno ad arrivare a casa degli elettori, i plichi per il voto per corrispondenza.

La lettera è piena di slogan a favore del SI che fanno intendere qual è l’immagine che il presidente del consiglio e gli estensori della lettera suoi consiglieri hanno degli italiani emigrati: persone con scarsa capacità di giudizio e di informazione. In effetti, l’improvviso interesse per i circa 5 milioni di emigrati di cui oltre 4 milioni di elettori, dopo anni di tagli alle misure attive previste in questo settore operate da diversi governi e che Renzi ha riconfermato, è solo quello di utilizzare questo specifico ambito di elettorato per vincere il prossimo Referendum Costituzionale confermativo, che lo vede in svantaggio in tutti i sondaggi, ivi compresi quelli riguardanti gli italiani all’estero. Continua a leggere

Come votare No alle armi nucleari

bomba-atomicadi Manlio Dinucci
«Grazie, presidente Obama. L’Italia proseguirà con grande determinazione l’impegno per la sicurezza nucleare»: così scriveva il premier Renzi in uno storico messaggio twitter. Sei mesi dopo, alle Nazioni Unite, Renzi ha votato Sì alle armi nucleari. Accodandosi agli Usa, il governo italiano si è schierato contro la Risoluzione, approvata a grande maggioranza nel primo comitato dell’Assemblea generale, che chiede la convocazione nel 2017 di una conferenza delle Nazioni Unite al fine di «negoziare uno strumento legalmente vincolante per proibire le armi nucleari, che porti verso la loro totale eliminazione». Continua a leggere

Come si è arrivati al Referendum e perchè votare NO riapre le possibilità di un positivo cambiamento

alfiero-grandi-2di Alfiero Grandi

Perche’ si è arrivati al referendum costituzionale del 4 dicembre ? E’ una domanda che viene sottovalutata. Si vota perche’ la maggioranza dei parlamentari che ha approvato le modifiche della Costituzione e’ rimasta molto sotto la soglia dei due terzi che – se raggiunta – non prevede (ex art 138) che le modifiche della Costituzione vengano sottoposte a referendum popolare. Continua a leggere

Di Matteo: Un parlamento eletto con una legge incostituzionale non è legittimato a modificare Costituzione

di-matteodi Nino Di Matteo

Devo dire che sono Stato subito contento di accettare l’invito a partecipare a questa serata, un invito che mi è stato formulato da uno studente di giurisprudenza ad alcune associazioni universitarie. Ho subito considerato bello e importante poter partecipare ad un dibattito sulla Costituzione e quindi anche sul referendum costituzionale del quattro dicembre. Io credo che stasera dovevamo essere di più, non per i relatori ma per l’importanza dell’argomento. Continua a leggere

Di Battista (M5S): Referendum, anche in Argentina bisogna dire NO

Alessandro Di Battista, deputato M5 Stelle

Alessandro Di Battista, deputato M5 Stelle

Intervista concessa da Alessandro DI Battista a Telàm, agenzia di stampa ufficiale della Repubblica Argentina
Il 4 dicembre c’è il referendum: perché dite “no”?

Perchè non aboliscono il Senato, quel che tolgono è la possibilità ai cittadini di poter votare loro stessi i senatori. Io sono deputato della Repubblica italiana da 3 anni e mi sono reso conto che la qualità della legge diminuisce al diminuire del contatto diretto tra politica e cittadini. Quindi, se i parlamentari non saranno eletti direttamente dal popolo, ovviamente i deputati non si sentiranno di dover rispondere al popolo, bensì esclusivamente ai partiti che li nominano e per noi una Repubblica fondata sulla nomina è una repubblica che produrrà leggi non buone. Continua a leggere

Gino Bucchino, ex parlamentare, presidente PD Canada: Perché voterò NO. I rischi della riforma, la marginalizzazione degli italiani all’estero

gino-bucchino-3Intervista di Alberto Campailla

Gino Bucchino, classe 1948, calabrese di nascita e fiorentino di adozione, residente in Canada. Medico di professione, nel corso della sua vita ha associato il suo lavoro ad azioni di cooperazione e di assistenza sanitaria con lunghe permanenze in Africa (Somalia e Uganda) e in America Latina (Venezuela e Ecuador); da decenni esponente dell’associazionismo progressista in emigrazione, è stato responsabile della Filef in Canada. Eletto deputato nel  2006 nelle fila de L’Unione e riconfermato nella XVI legislatura 2008-2012 per il PD nella ripartizione Nord e Centro-America della Circoscrizione Estero. Ricopre attualmente la carica di presidente del PD in Canada. La scorsa settimana, in un incontro a Roma, ci ha rilasciato questa intervista.

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ARMIR di nuovo in marcia

armirdi Tonino D’Orazio

La Nato: “Anche soldati italiani schierati al confine russo“. E’ tornato l’Asse, un po’ modificato ma con alcune componenti storiche presenti. E di nuovo lo stesso “nemico”. La Nato, dopo aver accerchiato la Russia con l’operazione Anaconda (non è un serpente velenoso, strangola soltanto), continua la tiritera di “Ciccio toccami! Mamma Ciccio mi tocca!”. Possibile che l’America, per attaccare e depredare i paesi del mondo intero, in una follia imperiale sempre più impossibile, provochi tutti e poi sfacciatamente si dice provocata? E tutti gli altri amici servili si ritrovano guerrafondai e ne pagano le conseguenze? Secondo Trump, tra poco, anche le spese. Continua a leggere

Ce lo chiede l’Europa? La dimensione europea del refererendum costituzionale

jp-morgandi Francesca Lacaita e Roberto Musacchio

Che questa riforma costituzionale intenda “costituzionalizzare” politiche e pratiche favorevoli alle imprese è noto. Sappiamo del peso che ha sulla politica italiana la banca d’affari americana JP Morgan, e siamo consapevoli della rispondenza della riforma costituzionale alle indicazioni del famoso rapporto della medesima banca datato 2013, quello che deplorava nelle Costituzioni dei paesi dell’Europa meridionale sorte sulle ceneri dei fascismi «una forte influenza socialista, che riflette la forza politica che le sinistre conquistarono dopo la sconfitta del fascismo», e nei loro sistemi politici «le seguenti caratteristiche: governi deboli; stati centrali deboli rispetto alle regioni; tutela costituzionale dei diritti dei lavoratori; costruzione del consenso fondata sul clientelismo politico; e il diritto di protestare se cambiamenti sgraditi arrivano a turbare lo status quo». Continua a leggere

Emigrazione e numeri

nuova-emigrazione-germaniadi Tonino D’Orazio

Dal 1861 fino alla prima guerra mondiale, in 60 anni, con ondate ad ogni crisi ventennale, andarono via dall’Italia circa 15 milioni di connazionali. La stragrande maggioranza era del Mezzogiorno, ma non furono da meno i veneti, né gli allora austroungarici friulani. Dall’epoca dell’unità forzata del Paese sono state registrate più di 27 milioni di partenze. A partire dall’unificazione nel 1861, l’Italia ha conosciuto un espatrio di quasi 30 milioni di persone, compresi i non registrati. Continua a leggere

La verità del referendum

raniero_la_valle_400x400di Raniero La Valle

Discorso tenuto il 16/09/2016 a Messina nel Salone delle bandiere del Comune in un’assemblea sul referendum costituzionale promossa dall’ANPI e dai Cattolici del NO e il 17/09/2016 a Siracusa in un dibattito con il prof. Salvo Adorno del Partito Democratico, sostenitore delle ragioni del Sì. Continua a leggere

Nuova Costituzione di Renzi: i passaggi di destrutturazione dell’impianto democratico non nascono per caso

renzi-napolitanodi Stefano Barbieri

Ho avuto modo di leggere la relazione tenuta dal Prof. Raniero la Valle a Messina, il 16 settembre scorso, a un dibattito sui temi del referendum, con la quale espone in maniera rigorosa le ragioni vere che stanno alla base della scelta operata dal governo Renzi di modifica della Costituzione del ’48. Continua a leggere

Un no europeo

referendum_costituzionale_nodi Roberto Musacchio e Massimo Torelli

È il segretario (ex) dei socialisti spagnoli, Sanchez, l’ultima vittima di quella che nella discussione in corso si definisce contraddizione tra governo e rappresentanza. Eletto col voto popolare è stato defenestrato in una riunione ristretta. Chiedeva che fosse un congresso a precedere il governo. Per altro Sanchez un governo lo voleva ma non con Rajoy e non in continuità con la austerità. Quindi il tema non è governo o rappresentanza ma impedire una rappresentanza e governi alternativi. Sappiamo di ciò che ha passato, e passa, la Grecia. Continua a leggere

SI debole perché NO è onnicomprensivo

no-deforma-costituzionaledi Tonino D’Orazio

Bratislava (summit dei leader europei) sancisce con profonde divergenze una ulteriore spaccatura di questa Unione. Il non aver capito che la “risoluzione” dei rapporti con l’Urss dei cosiddetti paesi del’est passasse soprattutto tramite una forte concezione di identità nazionale, sembra un grosso sbaglio. Prodi compreso che facendo di tutto per inglobarli urgentemente nell’Unione, seguendo un “forte consiglio” della Nato, ha tentato di barare sui tempi necessari. Non si sono sganciati da una Urss prepotente per infilarsi in una Europa altrettanto irrispettosa. Continua a leggere

Il grande circo internazionale intorno al referendum costituzionale

referendum_costituzionale_nodi Tonino D’Orazio

Ovvero la cintura di sicurezza internazionale intorno a Renzi. Il referendum contro la deforma costituzionale fa paura ai poteri forti. Infatti tutto il dibattito del circo Barnum si svolgerà, (grazie a questa Costituzione), non sui diritti democratici di cittadinanza, ma solo sugli aspetti più interessati dei padroni nostrani e mondiali. Hanno imposto la finanza e l’economia (che non sarà mai una scienza esatta, per questo a tensione umana psicopatica) come unico dogma al posto del sociale. Si chiama ipocritamente economia del sociale. Continua a leggere

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5 Maggio 2018: 200° KARL MARX

Karl Marx

I dieci giorni che sconvolsero il mondo

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