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LIBIA

Questo tag è associato a 21 articoli.

CONFLITTI E MIGRAZIONI, LE RELAZIONI FRA ITALIA E LIBIA

di Agostino Spataro


1… Se il conflitto libico dovesse acuirsi- ha avvertito (o minacciato?) Serraj- migliaia di libici e non solo si riverserebbero in Italia.  Ecco, ci risiamo: per spingere l’Italia a entrare direttamente nel conflitto interno libico si continua con il gioco dei ricatti. La politica, la diplomazia, la dignità dei popoli sono state sostituite dal ricatto e, talvolta, dalla corruzione. In Libia e altrove. Anche questo è un segno inquietante dei tempi tristi che stiamo vivendo.

L’Italia non deve ingerirsi, ma agire affinché in Libia cessi il conflitto e vincano la pace e la concordia nazionale. In caso contrario, di fronte alla fuga di profughi, certo, non si potranno chiudere i porti anche se non sta scritto in nessun libro che devono accollarseli tutti l’Italia e l’Europa. Continua a leggere

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ALDO MORO, IL VERO ARTEFICE DELLA COOPERAZIONE CON LA LIBIA DI GHEDDAFI

di Agostino Spataro

1… La presenza di una nutrita e qualificata partecipazione democristiana nell’Associazione italo-araba aveva anche una spiegazione politica riconducibile al nuovo approccio della Dc verso il mondo arabo. Una vera e propria svolta verificatasi, nella prima metà degli anni ’70, grazie all’intuizione che ne trasse l’on. Aldo Moro proprio a partire dalla presa del potere in Libia di Gheddafi e dall’inatteso cambiamento dei rapporti bilaterali che porterà all’espulsione degli italiani.
Fu questo lo spunto, concitato e drammatico, per una presa d’atto del più generale cambiamento del mondo arabo postcoloniale che si caratterizzava per il suo nazionalismo panarabista, suffragato dal crescente ruolo econo­mico stra­tegico, soprattutto per la produzione di petrolio da cui l’Italia di­pendeva quasi al 100%.
Questi ed altri aspetti alimenta­rono una forte corrente d’interessi internazionali verso i paesi arabi, alla quale si associò, sep­pure con ritardo, anche l’Italia.
Le tormentate vicende interne e i conflitti anticoloniali (Marocco, Tunisia, Algeria, ecc) e quello arabo-israeliano, che ancora oggi sembra insana­bile, generarono movimenti popolari di liberazione che taluni, di­menticando quelli antifascisti europei, si ostinavano a definire sbrigativamente “terroristi”. Continua a leggere

LIBIA: COL SENNO DEL…PRIMA

di Agostino Spataro

Il generale Haftar é alle porte di Tripoli. Come pre-visto in questo libro, alcuni Paesi della Nato (tra cui l’Italia) hanno vinto una facile guerra contro Gheddafi, ma hanno perso il dopoguerra.
In caso di vittoria di Haftar (data per certa e anche per imminente), per tutelare gli interessi italiani in Libia (idrocarburi e altro) si dovrà andare a Tripoli con il cappello in mano o chiedere la benevola intercessione di Mosca, Parigi o Il Cairo. Insomma una disfatta su tutta la linea! Continua a leggere

Fine del dollaro, fine delle guerre

di Marinella Correggia

Il Venezuela ha annunciato che eliminerà l’uso del dollaro nel sistema bancario ufficiale, privilegiando euro, yuan e altre monete convertibili. E’ stata, ha spiegato il governo di Caracas, “una conseguenza delle recenti e illegali sanzioni Usa che bloccano la possibilità di continuare a usare dollari”.

Di necessità virtù, infine. Pianeta dedollarizzato, pianeta mezzo salvato.  Perché? Continua a leggere

Libia, Alberto Negri: “Dopo le bombe piovono le balle”

di Alberto Negri*

Sulla Libia dopo le bombe piovono balle.

L’Italia non si oppose nel 2011 all’intervento della Francia e si è unita ai bombardamenti perché i nostri alleati minacciavano di colpire anche i terminali Eni come testimoniano l’ex ministro degli Esteri Frattini e l’ex capo di stato maggiore Camporini, come del resto dichiarato pubblicamente dal primo. Continua a leggere

CRISI LIBICA: LA Sicilia non vuole la guerra, ma Pace e Cooperazione

chi era Gheddafi-ASpatarodi Agostino Spataro

Le notizie frammentarie che giungono dalla Libia confermano:  da un lato la pericolosa precarietà in cui si dibatte quel popolo, vicino e amico, a seguito del disastroso intervento militare di alcuni paesi della Nato, fra cui l’Italia; dall’altro lato il persistere di scelte politiche dilettantistiche da parte “occidentale” di fabbricare governi, tenuti con lo sputo, che – come si vede – rappresentano poco o nulla di quella immensa e complicata realtà. Continua a leggere

Esplosive mail della Clinton

hillary-clinton-regina-del-caosdi Manlio Dinucci

Ogni tanto, per fare un po’ di «pulizia morale» a scopo politico-mediatico, l’Occidente tira fuori qualche scheletro dall’armadio. Una commissione del parlamento britannico ha criticato David Cameron per l’intervento militare in Libia quando era premier nel 2011: non lo ha però criticato per la guerra di aggressione che ha demolito uno stato sovrano, ma perché è stata lanciata senza una adeguata «intelligence» né un piano per la «ricostruzione». Continua a leggere

Libia, la grande spartizione: Petrolio, immense riserve d’acqua, miliardi di fondi sovrani. Il bottino sotto le bombe

sigonelladi Manlio Dinucci

«L’Italia valuta positivamente le operazioni aeree avviate oggi dagli Stati uniti su alcuni obiettivi di Daesh a Sirte. Esse avvengono su richiesta del Governo di Unità Nazionale, a sostegno delle forze fedeli al Governo, nel comune obiettivo di contribuire a ristabilire la pace e la sicurezza in Libia»: questo il comunicato diffuso della Farnesina il 1° agosto.   Continua a leggere

IL DRONE ITALIA VERSO LA LIBIA

 (U.S. Air Force photo/Lt Col Leslie Pratt)

(U.S. Air Force photo/Lt Col Leslie Pratt)

di Manlio Dinucci

Recitando la parte di Stato sovrano, il governo Renzi ha «autorizzato caso per caso» la partenza di droni armati Usa da Sigonella verso la Libia e oltre. Quando è noto che già nel 2011 fu un drone Usa Predator Reaper, decollato da Sigonella e telecomandato da Las Vegas, ad attaccare in Libia il convoglio su cui si trovava Gheddafi, spingendolo nelle mani dei miliziani di Misurata. Continua a leggere

Libia: tutti i rischi dell’intervento. Video intervista a Angelo Del Boca

LIBIA-2016

L’Italia e la Libia: tutti i rischi dell’intervento

Il recente raid americano indica che la guerra è alle porte? Un gruppo di lavoro tira le somme sulla nebulosa libica e fa luce su un quadro che resta confuso e denso d’incognite. Leggi il Dossier.

(Con una video-intervista ad Angelo Del Boca, di Emanuele Giordana e Alessandro Rocca)

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KUNDUZ, SIRTE, BAGHDAD… CONFESSIONI DEI CRIMINALI DI GUERRA, NATO, USA, ETC.

KUNDUZ-Afganistandi Marinella Correggia
Errore? Rischio calcolato? Atto deliberato? Il governo afghano ha «giustificato» il bombardamento da parte della Nato di un ospedale di Médecins sans frontières a Kunduz in questo modo: «Lì si nascondevano dieci talebani». E’ una confessione di crimine. Infatti le convenzioni internazionali vietano di colpire strutture civili (ospedali, acquedotti, centrali elettriche, quartieri residenziali…), anche quando vi si annidino i nemici armati di chi colpisce. Quello a Kunduz è un crimine di guerra.

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Ecco come la NATO uccide gli africani nel Club Med

gheddafi_napolitano_berlusconidi Pepe Escobar
L’imperialismo umanitario applicato a ciò che il Pentagono ama definire MENA (Middle East-North Africa) ha portato, secondo Amnesty International, “al più grande disastro di profughi dopo la seconda guerra mondiale.” Continua a leggere

LIBIA: Gli incendiari gridano al fuoco

map_of_libyadi Manlio Dinucci

La guerra che divampa in Libia miete sempre più vittime non solo sulla terra ma sul mare: molti dei disperati, che tentano la traversata del Mediterraneo, annegano. «Da sotto il mare ci chiedono dove sia finita la nostra umanità», scrive Pier Luigi Bersani. Continua a leggere

Libia 2011-2015: Dove eravate ? Dove siete oggi?

nazi-natodi Marinella Correggia
Libia 2011: troppi ignavi, silenziosi o consenzienti mentre la Nato apriva la strada ai nazi-califfi. Con il terrore e la morte l’intero Medioriente e buona parte dell’Africa pagano per le guerre dei governanti occidentali e l’ignavia dei relativi popoli. In tanti dovrebbero mettersi in ginocchio.  Continua a leggere

La creatura americana: 26 punti che svelano l’alleanza tra Usa e Isis

La grande bugia: i 26 punti che svelano l'alleanza tra Usa e Isis

La guerra al terrore è in realtà un supporto all’Islam radicale. La creatura americana compie 40 anni: 26 punti che svelano l’alleanza tra Usa e Isis. Un professore emerito dell’Università di Ottawa, in Canada, ha spiegato in 26 concetti perché lo Stato islamico è un importante alleato degli Stati Uniti e come la “guerra al terrore” è in realtà un supporto all’Islam radicale.

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UN CITTADINO ITALIANO DI NOME MUAMMAR GHEDDAFI

chi era Gheddafi-ASpatarodi Agostino Spataro

In questi giorni, taluni “benpensanti” nostrani e europei cominciano a rivedere, spero in chiave autocritica, le loro ben retribuite sicumere a favore della guerra alla Libia. Si parla , infatti, dell’intervento militare e del barbaro assassinio di Muammar Gheddafi come di un errore della coalizione della NATO e si denuncia il caos sanguinario che regna nella Libia “liberata” dagli occidentali (Francia, Usa, Gran Bretagna, Spagna, Italia, ecc.) e consegnata non si sa bene a chi. La Germania della signora Merkel si rifiutò di partecipare. Continua a leggere

USA: Il Califfo e il senatore McCain: di che parlavano?

Interno di una amena riunione del senatore nordamericano McCain con il nuovo Califfo. La riattivazione su larga scala delle collaudate pratiche della guerra irregolare per mano del Pentagono -conosciuto in ambito NATO come “Stay-behind”- ha portato al lancio internazionale del “califfo” Abu Bakr al-Baghdadi. E della sua organizzazione dal logo mutante o rotatorio. Continua a leggere

LIBIA: «Il paese non c’è più, ormai si è somalizzato»

di Tommaso Di Francesco (Il Manifesto)
Intervista a Angelo Del Boca, storico del colonialismo italiano, sul sequestro del primo ministro: «È uno scontro di potere. Non sono assolutamente sorpreso». «Ali Zeidan, professore universitario magnificato da tutto l’Occidente è un uomo stranamente ricchissimo». Per capire l’evolversi della crisi libica abbiamo intervistato Angelo Del Boca, storico del colonialismo italiano e massimo esperto internazionale della Libia. Continua a leggere

LIBIA: L’ARCHIVIO DEL PCI È VUOTO

morte_gheddafiAgostino Spataro, ex parlamentare e collaboratore di Cambiailmondo, realizzerà  nelle prossime settimane una serie di conferenze in Messico sui rapporti con il mondo arabo; Il 9 ottobre presenterà a Puebla, il  suo ultimo libro: “Osservatore del PCI nella Libia di Gheddafi”, in cui ripercorre la sua esperienza di “osservatore”, appunto, per il Partito Comunista Italiano all’inizio degli anni ’80. Un momento di svolta e di “raffreddamento” nei rapporti con il paese nord africano (e il mondo arabo) parallelo alla modifica degli assetti interni del PCI, nello specifico, della Sezione Esteri. Continua a leggere

Solidarietà a Marinella Correggia, giornalista, scrittrice e attivista dei diritti umani

LETTERA DI DENUNCIA DEL DANNO MORALE E MATERIALE INFLITTOMI PUBBLICAMENTE DA ALCUNE PERSONE PER IL MIO IMPEGNO CONTRO LA GUERRA IN SIRIA CON LA RICHIESTA CHE RITIRINO PUBBLICAMENTE LE ACCUSE
di Marinella Correggia (Torri in Sabina, Rieti) Continua a leggere

LIBIA, LA CIRENAICA SI PROCLAMA “AUTONOMA”. VERSO UNA NUOVA SOMALIA AL CENTRO DEL MEDITERRANEO.

di Maurizio Matteuzzi e Tommaso Di Francesco *
Alla Tripolitania, la mossa non è piaciuta. Il Cnt parla di «un appello alla fragmentazione». Il leader Mustafa Abdul Jalil minaccia uso forza. Il dopo-Gheddafi mostra le ambiguita’ di una ribellione che non e’ stata una rivoluzione per la democrazia. Continua a leggere

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