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Gran Bretagna

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L’oro di Caracas a Londra (e quello in pegno alla Deutsche Bank) sequestrato dagli Usa.

Alessandro Plateroti, vicedirettore del Il Sole 24 Ore, interviene sitinguendosi positivamente dalla maggioranza dei media mainstream italiani, riepilogando il gravissimo caso del sequestro delle riserve di oro venezuelano depositate presso la Bank of England e di cui il governo venezuelano aveva chiesto il rientro. Si tratta, secondo il vicedirettore del giornale si un pericoloso precedente. Di seguito il testo dell’articolo: Continua a leggere

Divorati dalla Brexit? Si avvicina la scadenza che coinvolgerà milioni di immigrati in UK e di inglesi residenti in altri paesi europei.

di Tony Simpson – Siamo sull’orlo dell’abisso della Brexit. Tra poche settimane, per come stanno le cose, l’Unione europea perderà 65 milioni di cittadini, più del dieci per cento della sua popolazione. Successivamente, a maggio, sarà eletto un nuovo Parlamento europeo, che dovrà poi approvare una nuova Commissione. La Gran Bretagna sarà rappresentata nel nuovo Parlamento? Per renderlo possibile si dovrebbe concordare un’estensione di due anni rispetto ai tempi indicati nell’art. 50 del Trattato dell’Unione Europea, che altrimenti scadranno alla fine di marzo. In alternativa, il governo britannico dovrebbe unilateralmente revocare la notifica del ritiro dall’Unione. Entrambe le opzioni sono legalmente possibili. Ma c’è la volontà politica di evitare la separazione dall’Unione? Continua a leggere

Movimenti di estrema destra in Europa: cos’è accaduto questa settimana

Negli ultimi giorni, molti media si sono occupati dell’incontro fra Marine Le Pen, leader del partito francese, Rassemblement National, e il ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, a Roma. Alcune testate hanno anche trattato nuovamente la nascita e crescita dell’internazionale populista di destra in Europa.Visita il sito  Continua a leggere

Partiti & politica in Europa: l’essenziale di questa settimana

di Alexander Ricci

FOCUS su: Polonia -Germania – Francia – Regno Unito – Lettonia – Spagna – Austria – Greci – Svezia

In Polonia, il PIS, il partito conservatore attualmente al governo, continua a fare il pieno di consensi, nonostante la cattiva reputazione in Europa dovuta alle infrazioni contro i principi dello stato di diritto. Sollecitata dalla Commissione europea (CE), la Corte di giustizia europea di Strasburgo ha avviato una pratica per valutare se la recente riforma della giustizia approvata da Varsavia, è conforme ai principi contenuti nei Trattati europei Continua a leggere

Siria: Corbyn e Mélenchon contro l’attacco alla Siria. Cuba, Bolivia, Venezuela condannano l’azione

Esponenti di quella sinistra che non ha abbandonato il pacifismo

In un’Europa drammaticamente allineata alla linea guerrafondaia del trio Trump, May, Macron, emergono alcuni leader politici che continuano a portare avanti alcuni concetti fondamentali come il rispetto del diritto internazionale e la salvaguardia della pace. Una circostanza non scontata visto il clima neomaccartista che si è venuto a creare sulle due sponde dell’oceano Atlantico.

Tra questi vi è sicuramente il laburista inglese Jeremy Corbyn. Lo storico esponente della sinistra britannica già prima dell’attacco quando iniziava a risuonare l’eco dei primi tamburi di guerra aveva ammonito le potenze occidentali dal non compiere atti unilaterali e contrari al diritto internazionale, oltre che al buon senso. Continua a leggere

Guerra in Siria, ecco perché l’Italia non deve cascarci di nuovo (almeno stavolta)

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di Fulvio Scaglione

Il nuovo Governo nascerà, forse, a causa dell’urgenza bellica. Ma la nostra eventuale partecipazione alla guerra siriana è sintomo che non sappiamo stare nelle alleanze. Vedi i precedenti disastrosi di Iraq e Libia, e non solo

Adesso forse sì che avremo un Governo, visto che ci dobbiamo attrezzare alla guerra di Usa-Francia-Regno Unito alla Russia per interposta Siria. Un Governo del Presidente, magari, con tutti dentro, perché l’ora è solenne, il Paese non può restare senza guida, il funzionamento delle Camere e bla bla bla. Il che, naturalmente, equivale ad ammettere che l’Italia la governano altri e che l’agenda di Washington ci mette in riga anche quando siamo divisi su tutto. Ma pazienza. Così va spesso il mondo… voglio dire, così andava nel secolo decimo settimo, com’era scritto nelle pagine dei Promessi sposi che lo stesso Manzoni aveva definito “la notte degli imbrogli e dei sotterfugi”. Continua a leggere

Michael Hartmann: Le élites europee ad un bivio di paradigma

“Corbyn come Thatcher: può avviare una rivoluzione tra le élite”. Intervista al sociologo Hartmann (di Alexander Ricci da Il Salto)

Michael Hartmann è un noto sociologo e politologo tedesco. Nel corso della sua carriera accademica si è occupato della trasformazione delle élite europee e globali, un tema trattato anche nel testo “The sociology of elites” (Routledge, 2006). Il suo ultimo libro si intitola “Le élite economiche globali. Una leggenda” (Campus Verlag, Francoforte sul Meno, 2016), monografia che sfata il mito della mobilità assoluta dei fattori produttivi e della delocalizzazione.  Da Thatcher a Corbyn, passando per Podemos, Syriza e gli euroscettici: un dialogo con Il Salto su 30 anni di mutamenti nella classe dirigente europea.

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La rivoluzione Corbyn

di Tonino D’Orazio

Come sempre mass media e stampa addestrata sono riusciti a non farci capire il perché della rimonta e della quasi vittoria di Corbyn e del Labour. In Gran Bretagna sono tornati i pericolosi socialisti, quelli del secolo scorso con idee che i neoliberisti pensavano di aver sconfitto con la guerra ai poveri e l’abolizione programmata dei diritti e dello stato sociale aiutati dalla loro contro figura, la troika di Bruxelles. Continua a leggere

Terrorismo omicida

da Nuovo Paese (Australia)

Qualsiasi uccisione di esseri umani da parte di altri esseri umani è un abominevole atto di terrore. Tuttavia, abbiamo creato una cultura globale sul terrore che è pericolosamente divaricata. Per esempio, una persona che usa un’automobile e un coltello  per uccidere quattro altre persone, ed è quindi a sua volta uccisa, porta l’attenzione del mondo intero sulla grande Londra,  e al blocco della città. Allo stesso tempo, migliaia di bombardamenti, che uccidono grazie ai mezzi tecnologicamente avanzati di cui dispongono i paesi coinvolti, passano largamente inosservati e suscitano ben poca emozione. Continua a leggere

Labour, Corbyn fa il bis


jeremy-corbyndi Leonardo Clausi
(Londra)

Gran Bretagna. Il segretario riceve un secondo mandato plebiscitario. Altissima l’affluenza: il 77,6% degli iscritti al partito, al sindacato e sostenitori, ha seppelito il blairismo. La sfida ora è unificare il partito e vincere le elezioni politiche. Oggi a Liverpool inizia l’atteso congresso post Brexit Continua a leggere

Brexit, le certezze del regime

propagandadi Tonino D’Orazio

Mai come in questa occasione è emerso cosa pensa veramente la borghesia del popolo. Anche la piccola borghesia intellettualoide, pur in uno stato di sindrome di Stoccolma (la vittima che ama l’aguzzino). I perdenti insultano, negano, minacciano, fanno persino ostruzione, bisogna rivotare (si cercano i cavilli) e ognuno si riprende i propri giocattoli. Tutti in coro, a reti e giornali unificati e in tutte le lingue. Compresa la paura scatenata nel voto spagnolo dalle minacce nemmeno velate della troika di Bruxelles sul Brexit. E per gli altri a seguire. Alla ola del:”Brexit? Britannici fuori e subito!”. Allora è veramente successo qualcosa. Si è sgretolato uno strano edificio, si è spezzato un cerchio magico che sembrava senza alternativa. Eppure abbiamo già visto che i referendum popolari non vengono mai applicati e spesso subdolamente elusi in un modo o in un altro. Tutti. Continua a leggere

Unione Europea soffocata dall’abbraccio dell’anaconda

europa-mapLa NATO schiera sui confini della Russia la macchina bellica piú grande dal 1945
di Tito Pulsinelli

Neppure Obama ha potuto evitare il Brexit. Durante la sua visita nel Regno Unito, si spese per la permanenza nella UE, rivelandosi un emissario di Goldman-Sachs e propagandista del TTIP.  Per salvare un pateracchio funzionale agli USA -ma non agli europei- Obama forní una stampella all’UE e al bellicismo oltranzista della NATO. Stampella fatale. Trump, invece, proclama il suo giubilo ed evidenzia cosí che anche negli Stati Uniti divergono le strade per l’imminente fututo. Emerge una forte opzione alternativa al partito di Wall Street. L’espansionimo globalista, divenuto palesemente bellicista, si scontra con l’arcipelago isolazionista-antifederale-secessionista. Sanders ha giá consegnato a Killary i suoi voti. Gli obbediranno?

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Perchè gli inglesi hanno detto NO all’Europa

John Pilger-BrexitIl voto per la Brexit è stato un atto di pura democrazia. “Un duro colpo a favore della vera pace e democrazia in Europa”

DI JOHN PILGER*

Il voto di maggioranza dei cittadini britannici per lasciare l’Unione Europea è stato un atto di pura democrazia. Milioni di persone si sono rifiutate di sottostare al bullismo, di essere intimidite e ricusate con aperto disprezzo dai loro presunti superiori nei partiti principali, dai leader dell’oligarchia d’affari, delle banche e dei media. Continua a leggere

LA BREXIT SEGNA LA FINE DELL’ERA DELLA GLOBALIZZAZIONE

brexit-10(Dal Los Angeles Time – Traduzione di Theuniversal.it)

Per decenni, i leader finanziari e politici hanno predicato l’inevitabilità della globalizzazione, promettendo alle nazioni che sacrificando parte della propria sovranità e facendo cadere le barriere nazionali avrebbero beneficiato di ricompense ben maggiori attraverso l’integrazione economica e la cooperazione.

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I comunisti portoghesi e inglesi commentano la vittoria dei sostenitori della Brexit

João FerreiraDichiarazione di João Ferreira, parlamentare europeo del Partito Comunista Portoghese

da www.pcp.pt

Traduzione di Marx21.it

La vittoria dell’uscita dall’Unione Europea nel referendum svoltosi nel Regno Unito rappresenta un evento di enorme grandezza politica per il popolo del Regno Unito come pure per i popoli d’Europa. Continua a leggere

Brexit: Cgil, l’Europa rinasca sul lavoro, o sarà l’inizio della fine

danilo-barbi-cgilBARBI (CGIL): L’EUROPA DEVE CAMBIARE SUBITO LE SUE POLITICHE

L’EUROPA  RINASCA  SUL LAVORO, O SARÀ L’INIZIO DELLA FINE Continua a leggere

Brexit e fine dell’euro. Il “monito degli economisti” aveva visto giusto

brexit3di Riccardo Realfonso

L’affermazione dell’“exit” al referendum britannico apre una crisi che oggi vede uscire il Regno Unito dall’Unione Europea e che in breve tempo potrebbe vedere sgretolarsi l’eurozona. È il caso di dire che i nodi vengono sempre al pettine, e per una volta nessuno potrà dire che gli economisti non avevano avvertito. Continua a leggere

Brexit: Abolire i referendum!

Brexit-mapdi Tonino D’Orazio

Sarà l’ultima arma in mano alla troika di Bruxelles. Ma ormai è troppo tardi. L’arma popolare, costituzionale per noi, e i popoli europei in genere, è diventata per loro solo populismo pericoloso. La Gran Bretagna esce (non è “fuori!”) da questa Unione Europea a trazione tedesca e bancaria. Nulla a che vedere con la Comunità Europea dei popoli. Continua a leggere

Brexit, verso la de-globalizzazione

caduta impero romanodi Rodolfo Ricci

Ciò che era iniziato lo scorso anno in Grecia e che era stato stoppato col ricatto mafioso di Bruxelles e con l’ipocrisia dei governi di tutti gli altri paesi, si ripropone a distanza di un solo anno, in Gran Bretagna; stavolta non si tratta solo di dire no al memorandum della Troika, ma di uscire hic et nunc  non dall’Euro, dove non era mai entrata, ma dall’Unione Europea; se si potesse fare rapidamente un referendum in ciascun paese è probabile che la maggioranza dei popoli europei si esprimerebbe nello stesso modo: fuori da questa Europa. Continua a leggere

Avanza il terrore del Brexit

brexit-7di Tonino D’Orazio

Non c’entra l’Europa storica dei popoli, della Comunità che la compongono e che vorremmo, ma si tratta solo di pura economia mercantile, come sempre. Tralasciando il terrorismo popolar-nazionale, introdotto da un intervento a gamba tesa di Obama con velate minacce (sicuramente improvvide conoscendo l’orgoglio dei britannici verso la ex-colonia); tralasciando anche l’ “al lupo, al lupo” su una vicinissima terza guerra mondiale, (Cameron: “Europa a rischio di guerra”) che non si sa ancora con chi, ma si può pensare alle ricorrenze secolari con la Germania, essendo l’ultima ancora impressa nella memoria dei più anziani, oppure al solito “blocco economico” (sempre sfociato in guerre) questa volta alla Russia, cosa resta veramente? Continua a leggere

Brexit. Un’ascia sui diritti dei lavoratori migranti

sorry-we-are-closed-EUdi Carlo Caldarini (Bruxelles) – Un nuovo Dossier a cura dell’Osservatorio fa il punto sulle misure adotatte dal Consiglio europeo, riunitosi a Bruxelles il 18 e il 19 febbraio 2016.

In un’atmosfera dominata dall’esigenza di trovare un’intesa con il Regno Unito, per scongiurarne l’uscita dall‘Unione europea e di far fronte alla cosiddetta crisi migratoria e dei rifugiati, i 28 capi di stato e di governo 28 hanno convenuto un insieme di disposizioni che avranno effetto a partire dalla data in cui il governo del Regno Unito – espletato il referendum – informerà il Consiglio della sua decisione di restare o meno membro dell’Unione europea. Disposizioni che, per semplificare, possiamo riunire in due sottoinsiemi. Continua a leggere

Brexit e teatrino Cameron

david-camerondi Tonino D’Orazio

Molti sono preoccupati per i “ricatti” del premier inglese Cameron verso la gang-troika di Bruxelles e l’eventuale sfaldamento definitivo dell’Unione, se la Gran Bretagna dovesse uscirne, (Brexit), vista già la drammatica situazione dell’euro e di Schengen con il cavallo di Troia dell’immigrazione selvaggia. Continua a leggere

Il Consiglio europeo cede alle pressioni di Cameron: addio previdenza sociale per chi si sposta in Europa

CAMERON-CONTRO-IMMIGRATI-DAI-PAESI-UE-di Carlo Caldarini – Bruxelles (*)

Il Consiglio europeo cede alle pressioni di Cameron e accetta di limitare i diritti alla previdenza sociale dei lavoratori europei

Il Consiglio europeo cede a buona parte delle richieste di David Cameron anche sul tema più delicato, e cioè la volontà di Londra di tagliare fuori dal sistema di welfare britannico i cittadini Ue che si trasferiscono nel Regno Unito. Si cerca così di mettere un argine alla minaccia del cosiddetto “Brexit”, ossia l’abbandono dell’Unione europea da parte del Regno Unito. Continua a leggere

Gran Bretagna, il Labour di Jeremy Corbyn

corbyn2di Michele Paris

La vittoria di Jeremy Corbyn nella corsa alla leadership laburista in Gran Bretagna, anche se prevista nelle ultime settimane, è giunta come una valanga sulla maggioranza “centrista” e vicina a Tony Blair dei vertici del partito. I risultati della sfida, annunciati ufficialmente qualche giorno fa, hanno rivelato in maniera incontrovertibile il profondissimo senso di alienazione dal sistema politico d’oltremanica sentito dalla gran parte della popolazione. Continua a leggere

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5 Maggio 2018: 200° KARL MARX

Karl Marx

I dieci giorni che sconvolsero il mondo