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Buenos Aires

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Argentina: si cambia dopo la sconfitta elettorale dell’ufficialimo nelle legislative

cristina-en-casadi Adriana Bernardotti (Buenos Aires)
Cristina è tornata al lavoro dopo un delicato intervento chirurgico e come prima cosa ha annunciato importanti cambiamenti nel gabinetto di Governo. Si tratta, evidentemente, di una tempestiva – e pragmatica – reazione alla sconfitta elettorale nelle legislative dello scorso mese di ottobre. Tra le novità, la sparizione dalla scena della figura più polemica e discussa dai poteri economici, dall’opposizione e dai Media in questi anni: il segretario di Commercio Interno Guillermo Moreno. Il suo destino: l’ambasciata argentina a Roma. Continua a leggere

Cristoforo Colombo, la comunità italiana e la disputa politica in Argentina

colombo-1di Adriana Bernardotti (Buenos Aires)
Un curioso conflitto si sta sviluppando a Buenos Aires da alcuni mesi ed è in effervescenza in questi giorni. Il motivo è la decisione del governo di Cristina Kirchner di sostituire la statua di Cristoforo Colombo dai pressi della Casa Rosada per il monumento all’eroina meticcia dell’indipendenza argentino-boliviana Juana Azurduy, donato dal governo di Evo Morales. Continua a leggere

Chi era Videla, il genocida

videla-il-genocidaAdriana Bernardotti (Buenos Aires)
Dieci anni dopo che il neopresidente Nestor Kirchner che staccava il quadro di Jorge Rafael Videla dalla galleria di immagini del Collegio Militare – il momento emblematico che segnava l’inizio dei governi kirchneristi e la riapertura dei giudizi contro i responsabili delle massacri del terrorismo di Stato – e trenta anni dopo il primo governo democratico di Raul Alfonsin, che lo aveva condannato a prigione perpetua nel primo processo contro i responsabili della Giunta Militare annullato poi dalle leggi di indulto e amnistia di Carlos Menem (1990), l’Argentina si è svegliata con l’annuncio della morte del dittatore. Continua a leggere

VOTO ALL’ESTERO: gli italo-argentini al voto

MERLOdi Adriana Bernardotti (da Buenos Aires)
Nel caldo afoso di febbraio, circa 600 mila italo-argentini sono stati chiamati a partecipare all’elezione del futuro Parlamento italiano. Quanti di questi risponderanno all’appello, nel cuore delle ferie estive, non è dato saperlo. Continua a leggere

Buenos Aires, Argentina

santelmo baires-1di Patrizia Sentinelli
Buenos Aires esercita su di me  una fascinazione particolare. Sarà la luce potente  che esplode sulla città, o l’aria ribelle  dei tangheros , oppure  l’attraversamento dell’ Avenida  9 de Julio  e ancora la Boca  che parla genovese, o gli antiquari di San Telmo con le madonne e i sifoni di selz colorati in vetrina a catturarti e a sospingerti  in un’altra dimensione. Sarà un insieme di cose ma è certo che la città portena è unica.  Continua a leggere

Buenos Aires, oh cara!

bauen-recuperadodi Roberto Musacchio
Al centro di Buenos Aires c’è il BAUEN, un albergo che è un simbolo, anzi un doppio simbolo. Era l’albergo del regime, inaugurato nel 1978, in piena dittatura militare, per i Mondiali di calcio. Ora, da dieci anni, è una delle esperienze più particolari delle “ recuperate “, cioè quelle fabbriche e quelle imprese che, “abbandonate“ dai loro padroni, sono state occupate dai lavoratori e dalle lavoratrici e vengono sostanzialmente autogestite. Il BAUEN è una impresa quanto mai particolare, essendo un grande albergo di quasi una ventina di piani. A lavorarci adesso sono in 150 persone, molte di più della ventina iniziale che diede il via alla lotta. Continua a leggere

SIRIA: URNE APERTE, PRIMO VOTO MULTIPARTITICO

Si scelgono i 250 deputati del Parlamento, ma l’opposizione definisce una «farsa» le prime elezioni dopo la recente riforma costituzionale che pure pone fine al dominio del partito Baath. Continua a leggere

La tragedia ferroviaria di Buenos Aires: una strage del neoliberismo

di Adriana Bernardotti (Buenos Aires)
Lo scorso mercoledì 22 febbraio un incidente ferroviario nella stazione di Once, in una centralissima zona di Buenos Aires, ha lasciato il tragico saldo di 51 morti e più di 670 feriti. Si tratta dell’ennesima tragedia che ha come scenario il disastrato sistema ferroviario argentino, un caso esemplare delle fallimentari e vergognose esperienze di privatizzazione degli anni Novanta. Continua a leggere

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