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BRASILE

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BRASILE. Si chiama golpe, non “impeachment”

brasil_cristo_sufredi Tito Pulsinelli (Caracas)

La volontà dei deputati è più importante di quella degli elettori e -da oggi- si può diventare Presidente del Brasile senza competere in una elezione. Più dei 54 milioni di cittadini che scelsero Dilma Rousseff, contro i venti e maree mediatiche, conta la decisione interessata di alcune centinaia di deputatie senatori. Costoro, più che in qualsiasi altro paese, godono di un prestigio pressocchè nullo, visto che sono permanentemente all’asta e abbandonano i partiti di cui sono serviti subito dopo l’elezione ottenuta. Continua a leggere

AMERICA LATINA: L’AGGUATO NEO-PINOCHETISTA

candido-portinaridi Tito Pulsinelli (Caracas)

BRASILE: Sî DEI DEPUTATI AL GOLPE CONTRO DILMA – Neo-pinochettismo èl’ultraliberismo dei“Chicago boys” senza i gorilla

“Guardali in faccia… analfabeti e quelli che hanno bisogno dei servizi sociali non devono avere diritto al voto” scrive con disprezzo Juliana Santos. E’ una attivista che irradia nelle reti sociali dei brasiliani “perbene” questa diafana sintesi del pensiero reazionario contemporaneo, in voga nel subcontinente americano. Continua a leggere

BRASILE: Il golpe dei corrotti

BRICS_G-20_summit_in_Brisbane,_Australiadi Marco Consolo

Vittoria dei golpisti brasiliani e durissima sconfitta della Presidente Dilma, delle forze della sinistra, della democrazia. Domenica 17 aprile, con 367 voti a favore, 137 contro, 7 astensioni e due assenti giustificati per malattia, la Camera dei deputati brasiliana ha votato a favore del procedimento di impeachment contro la Presidente Dilma Roussef, accusata di irregolarità nella pubblicazione del bilancio federale. Continua a leggere

Spionaggio, Intercettazioni e Intrighi per abbattere la Democrazia in Brasile.

DILMA-OBAMALa campagna di proteste contro il governo, contro i rappresentanti della opposizione e in particolare contro la Presidente Dilma, viene alimentata  dai giornali e da alcune emittenti televisive. Non c` è  partito  non  coinvolto nella corruzione.

Questo perlomeno  è quanto viene annunciato dai notiziari locali. Ma la corruzione non manovra solamente la politica, spesso la corruzione prospera negli ambienti più insospettabili. Proprio qualche giorno fa si è scoperto che una emittente carioca ha firmato un contratto di collaborazione con l’ intelligence americana al fine di ripassare informazioni segrete e di infuocare con le sue notizie, il dissenso popolare. Agenzie segrete americane, tra cui la Stratfor, avrebbero assunto hackers per captare informazioni politiche, industriali e commerciali. Dal 2004 al 2011, gli americani con i loro hackers hanno intercettato cinque milioni di e-mails e registrato un numero incalcolabile di telefonate. Continua a leggere

BRASILE: “Dilma non ha rubato nulla, ma sta per essere giudicata da una banda di ladri”

DILMAdi Leonardo Boff*
Osservando il comportamento dei parlamentari nei tre giorni (15-17 marzo 2016) in cui si è discusso nella Camera dei Deputati dell’ammissibilità dell’impeachment della presidente Dilma Rousseff sembrava di vedere ragazzini divertirsi in un asilo d’infanzia. Grida da tutte le parti. Cori che recitavano i propri mantra contro o a favore dell’impeachment. Alcuni erano venuti travestiti con i simboli della propria causa. Persone vestite con la bandiera nazionale come se fosse giorno di carnevale. Continua a leggere

La lotta continuerà e il popolo brasiliano sconfiggerà il golpe

carasdogolpedi Socorro Gomes*
L’infamia e la malvagità sono state le protagoniste di domenica 17 aprile, nella Camera dei Deputati. Una sessione che riempie di obbrobrio i responsabili dell’odiosa trama ordita dal vice-presidente della Repubblica, Michel Temer, la cui memoria sarà ricoperta di vergogna dai brasiliani, per molte generazioni. Continua a leggere

No al Golpe in Brasile. Presidio di solidarietà e informazione a Roma

PROTESTAS CONTRA LA PRESIDENTA DILMA ROUSSEFFNo al Golpe in Brasile. Appello – Sabato 16 a Roma dalle ore 17,30 alle 20 in Piazza S.Pantaleo

In Brasile è in corso un golpe mediatico-giudiziario che vede alleati le oligarchie economiche, i residui del regime dei militari negli apparati dello Stato, i grandi media privati, le destre liberiste e quelle visceralmente anticomuniste e fasciste. Dagli Stati Uniti arrivano potenti appoggi per un “regime change” che segni la fine di un governo di sinistra che ha fatto dei BRICS un attore fondamentale sulla scena mondiale indebolendo il dominio unipolare americano. Continua a leggere

Brasil al bivio

dilma preocupada otradi Tonino D’Orazio

La presidente del Brasile, Dilma Rousseff, non è responsabile della crisi economica del suo paese. Crisi che dipende soprattutto dalle difficoltà commerciali della Cina, che hanno provocato un crollo delle materie prime e messo in crisi tutti i paesi con cui ha consistenti scambi commerciali. Dipende anche dall’attacco al mondo di Usa e Arabia Saudita con la svalorizzazione tattica del petrolio. Risultato: scoppiano le economie le cui risorse maggiori sono comunque basate sulla produzione petrolifera, come Russia, Brasile e Venezuela. Sembrano facili prede del capitalismo mondiale, eccetto momentaneamente la Russia. Continua a leggere

BRASILE, NO AL GOLPE: una serie di interventi per capire meglio gli ultimi eventi.

Dilma-LulaUna serie di interventi per comprendere meglio la situazione in Brasile

1 – Brasile: 31 marzo 1964
2 – 10 cose che il Brasile intero deve sapere
3 – Impeachment contro Dilma è incostituzionale.
4 – Precisazioni sui fatti che riguardano il presidente Lula
5 – Brasile: metalmeccanici dicono no al golpe.
6 – Cosa sta succedendo in Brasile? Continua a leggere

João Stedile, Leader del Movimento Sem Terra: «Vogliono fermare Lula: è un attacco conservatore»

StedileIntervista di Geraldina Colotti pubblicata sul Manifesto.

«Vogliono fermare Lula». È  indignato per gli sviluppi dell’inchiesta Lava Jato, il leader del Movimento Sem Terra che abbiamo raggiunto al telefono per avere un commento sul fermo dell’ex presidente del Brasile Continua a leggere

Brasile: PROVOCATORIO SEQUESTRO e INTERROGATORIO di LULA

Dilma-LulaAttacco frontale del “neo-pinochetismo” contro il post-neoliberismo reale sudamericano – Obama conferma che il Venezuela è sempre una “minaccia grave ed eccezionale”

di Tito Pulsinelli  – L’attacco frontale ha scalato a un livello di aggressività massima contro quei Paesi sudamericani che hanno sfidato l’asse storico dominante. E’ una manovra a largo raggio continentale per atomizzare quelli che sfidano il tribalismo finanziario e la loro  restaurazione neocoloniale. All’ex presidente brasiliano Lula da Silva è stato perquisito il domicilio, con modi aggressivi e provocatori contro i familiari e le persone lì presenti. Lula è stato prelevato e condotto in tribunale in stato di fermo (vedi video) qui , per rispondere ai quesiti di un giudice motivato da chiare finalità politiche, più che giudiziarie. Continua a leggere

America Latina: la primavera si tinge di autunno

italia europa amlatinadi Marco Consolo

In America Latina è cambiato lo scenario politico, egemonizzato da governi progressisti da più di un decennio. Nella controffensiva in atto da tempo per riconquistare il loro “cortile di casa”, alla fine dello scorso anno gli Stati Uniti hanno portato a casa risultati importanti. In Argentina la vittoria elettorale di Mauricio Macri, il “Berlusconi gaucho” figlio di un buon amico degli Agnelli e di Licio Gelli. Continua a leggere

America Latina: Piano Condor attivo fino al 1997

pinochet-675di Laura Margottini (da Il Fatto Quotidiano del 28-9-15)

Documento riscrive la storia della repressione anticomunista in Sudamerica – Al processo di Roma contro i presunti torturatori di una ventina di italiani, l’avvocato Martin Almada mostra una lettera in cui due militari si scambiano informazioni sulla “situazione sovversiva” in America Latina. Finora si era ritenuto che il famigerato progetto di collaborazione fra le dittature latinoamericane – supportato dalla Cia e costato 40mila morti – fosse terminato negli anni Ottanta Continua a leggere

Cgil: in atto processo di controriforma costituzionale

 

 

danilo-barbi-cgilIntervistato da RadioArticolo1, il segretario confederale Danilo Barbi ha spiegato che “il problema principale non è l’elettività, ma i poteri del nuovo Senato delle autonomie. Su quel terreno non è cambiato sostanzialmente nulla, una situazione assurda” Continua a leggere

Se 25 anni vi sembran pochi… Il Foro di San Paolo festeggia il quarto di secolo a Città del Messico

forosaupaulo-2015di Marco Consolo (Città del Messico)

Agli inizi di Agosto si è riunito a Città del Messico il Foro di Sao Paulo, il consesso della sinistra latino-americana nelle sue ampie sfumature. Molta acqua è passata sotto i ponti da quando nel 1990 in Brasile uno sparuto gruppo di partiti e movimenti diede vita a questo importante consesso. In tutto il continente c’era solo un partito di sinistra al governo (e al potere), il Partito Comunista di Cuba. Oggi, 25 anni dopo, in più di 10 paesi sono al governo i partiti che ne fanno parte. Continua a leggere

AMERICA LATINA: ¡Bienvenidos inmigrantes europeos!

nuova emigrazione-100Por Emir Sader, Buenos Aires  (da www.pagina12.com.ar)
La novedad en los ciclos migratorios es su inversión en las relaciones de Europa con América latina. Desde que empezó la crisis internacional del capitalismo, en el 2008, bajó el número de inmigrantes latinoamericanos hacia Europa, un número significativo de ellos retorna a sus países de origen y –la novedad más grande– surgió una nueva ola de inmigración europea hacia América latina. Continua a leggere

A proposito di EXPO: cosa pensano del cibo i produttori del sud del mondo

StedileA proposito di Expo, vale la pena ricordare le lotte di liberazione dei contadini del sud del mondo per la sovranità alimentare, una lotta che ci riguarda da vicino, perché fu la nostra lotta (in Italia) nell’occupazione dei latifondi e delle terre incolte o solo parzialmente coltivate nel dopoguerra e perché oggi siamo tutti, nell’occidente globalizzato, più o meno succubi del circolo criminale delle multinazionali dell’ agro-business, delle multinazionali alimentari, dei pesticidi, del transgenico.  Continua a leggere

Panama, Cuba e l’America: sulla Cumbre de Las Américas

Panamadi Carlo Lambiase (l’Avana, 12.04.2015)
La settima Cumbre de Las Américas è appena finita e Panama ritorna alla sua vita quotidiana. I grandi scheletri urbani restano in attesa di un completamento edilizio che forse arriverà quando la crisi economica passerà e quindi il raddoppio del canale sarà completato e i biglietti verdi ritorneranno a circolare in abbondanza tra i casinò e tra i mille traffici che qui erano di casa fino a qualche anno fa. Continua a leggere

Il Brasile che verrà

PROTESTAS CONTRA LA PRESIDENTA DILMA ROUSSEFFLe oceaniche manifestazioni del 2013 l’avevano mostrato con chiarezza: non si tratta del logoramento di un governo ma di qualcosa di più profondo: in Brasile s’è concluso un ciclo virtuoso di crescita e pace sociale. Il mito “lulista” comincia a dissolversi. L’economia non riesce più a sostenere un modello che, mentre garantiva profitti senza precedenti per la finanza, l’edilizia e l’agro-business, era riuscito ad aumentare il salario minimo e il credito per i lavoratori e aveva ambiziosi programmi contro la povertà. Il modello di governabilità del Pt è esaurito. Lo dicono alcuni dei movimenti sociali più indipendenti, come i Sem Teto, ma lo dice anche l’ex presidente Cardoso, il nemico storico di Lula. D’altra parte, quello eletto nel 2014 è il parlamento più conservatore dai tempi dal golpe del 1964. La lobby della pallottola, militari e polizia, è cresciuta del 30 per cento, quella dei latifondisti del 33 e quella degli industriali ha 190 membri. La democrazia brasiliana è stata sequestrata dalle imprese, segnala Stédile dei Sem Terra, le dieci maggiori finanziano il 70 per cento del parlamento. La presidenta Dilma annaspa, ha messo un Chicago Boy all’economia, fa tutto quel che in campagna elettorale aveva giurato di non fare, denigra e sottovaluta, con gli intellettuali del partito, i milioni di patecipanti a una protesta sociale inevitabilmente strumentalizzata dall’opposizione. Solo un nuovo ciclo di intense e radicali lotte popolari anti-liberiste, capace di aggredire il rimosso dall’era del Pt, le disuguaglianze, potrebbe forse frenare l’imminente avanzata della destra politica brasiliana

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BRASILE, due passi avanti e uno indietro

Dilma-Luladi Marco Consolo (Santiago del Cile)

L’ America Latina e il mondo progressista tirano un sospiro di sollievo. Alla fine di una durissima campagna elettorale, Dilma c’è l’ha fatta ed è confermata Presidente del gigante brasiliano per un altro mandato. Continua a leggere

BRASILE: Dilma Roussef confermata presidente; in Uruguay, Tabarè Vasquez verso la riconferma

dilma-eleita-2Aecio Neves ha riconosciuto la sua sconfitta al fotofinish e si è congratulato con Dilma Rousseff, confermata alla presidenza del Brasile. Il candidato degli Stati Uniti, dei mercati finanziari, dei grandi gruppi della borghesia di Sao Paulo e del monopolio mediatico, non è riuscito a estromettere il PT dal potere. La guerra sporca e illegale nelle ultime 48 ore di campagna, ad opera della rivista Veja -censurata dall’organismo elettorale- non è riuscita a capovolgere la situazione. Dilma Rousseff ha vinto con il 51% a suo favore, vale adire con più di 3 milioni di brasiliani hanno l’hanno preferita all’esponente del neoliberismo.

Gli avversari che ora mettono l’accento sulla polarizzazione del Brasile dovrebbero meditare su queste parole di Dilma: “..oggi sono molto più forte, serena e matura. Brasile, questa tua figlia saprà affrontare la lotta”. Un dato è certo: l’oligarchia finanziaria non è riuscita a scardinare la prospettiva multipolare in cui si è collocato il Brasile. E’ rinviato ad altra data il loro sogno di cancellare l’integrazione del blocco sudamericano dell’UNASUR. Aecio Neves è parte di quell’elite latino-americana neocoloniale, partigiana di un Brasile senza autonomia, subordinato a Wall street, nemico giurato del BRICS. 

Il nuovo corso iniziato in Sudamerica nel 1998 con Hugo Chàvez continua il suo corso, con più resistenza da parte delle variegate correnti interne del “partito dell’impero”. Il modello di uno sviluppo con redistribuzione, possibile grazie alla difesa dello Stato come ente che traccia il percorso nazionale, è stato riconfermato nelle urne. Anche in Uruguay, dove Tabarè Vazquez si appresta a tornare alla presidenza alla testa del Frente Amplio, per dare continuità e slancio al rinnovamento.

 

Fonte: http://selvasorg.blogspot.it/2014/10/brasile-dilma-rousseff-confermata.html#more

Enigma Brasile

Dilmadi Marco Consolo (Santiago del Cile)
Non ci sono nè Sibilla cumana, nè sciamani che tengano. Per sciogliere l’enigma brasiliano, sarà battaglia all’ultimo voto al secondo turno elettorale previsto per il  26  Ottobre. I risultati del primo turno parlano chiaro: l’attuale Presidente Dilma Roussef, candidata del Partito dei Lavoratori (PT), al 41,6 % (circa 43 milioni di voti), l’ex-governatore di Minas Gerais,  Aécio Neves (Partito della Social Democrazia Brasilera) al 33,5% (quasi 35 milioni) e l’ outsider Marina Silva relegata al terzo posto con il 21%. Il Brasile torna allo scontro “classico”, quello che dal 1994 vede contrapposti PT e PSDB (con vittorie del PSDB nel 1994 e 1998, del PT nel 2002, 2006 e 2010). La sfida di Dilma Rousseff è ottenere la quarta vittoria consecutiva della coalizione di centro-sinistra a guida PT, mentre Neves proverà a riconquistare la presidenza per il PSDB, un partito di centro-destra, nonostante il nome. Continua a leggere

Brasile al voto: la posizione del Movimento dei Sem Terra

Joao Pedro StedileStédile: Lula ha percepito la fine di un ciclo e la necessità di andare avanti. João Pedro Stédile, uno dei leader del MST, dichiara il suo voto a Dilma, Tarso Genro e Olívio Dutra con unanalisi critica della disputa politica in corso. Continua a leggere

“Neanche se la mucca tossisce” … La sfida elettorale di Dilma, voto a voto, in Brasile

Dilma 2Di Adriana Bernardotti (Buenos Aires)
Il mese di ottobre ci presenta tre importanti appuntamenti elettorali in America del SudBrasile, Bolivia e Uruguay -, dai cui risultati possono derivare  spostamenti negli assetti regionali e internazionali non positivi per la sinistra. Il pericolo maggiore è quello del Brasile, dove la rielezione di Dilma appare minacciata dalla carismatica, ma indefinibile candidata del PSB, Marina Silva. Nel tratto finale della campagna elettorale Dilma va all’offensiva per difendere i bastioni conquistati per le classi lavoratrici e per i più umili del Brasile negli anni di governo del PT (2003-2014). Continua a leggere

Il gigante brasiliano: un boccone ghiotto

Dilma-Marinadi Marco Consolo (Santiago del Cile)

In Ottobre si svolgono in America Latina tre importanti sfide elettorali. In Brasile (il 5), Bolivia (il 12), ed Uruguay (il 26) . Nel caso della Bolivia non c’è storia e, con una destra frammentata,  i pronostici sono di gran lunga favorevoli alla rielezione di Evo Morales al primo turno. Per quanto riguarda l’Uruguay i numeri dovrebbero favorire il Frente Amplio al governo, ma si teme per la maggioranza parlamentare.  Ma su questi due Paesi torneremo in un prossimo articolo.

Nel caso della Repubblica Federale del Brasile, a pochi giorni dal voto, la situazione è decisamente più complicata. Continua a leggere

DOPO COVID-19

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