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Geopolitica Conflitti Pace

Questa categoria contiene 1347 articoli

Venezuela: Maduro sospende l’espulsione dell’Ambasciatrice della U.E. dopo il dialogo tra J.Borrell e J.Arreaza

Il ministro degli Esteri venezuelano Jorge Arreaza ha riferito giovedì che il governo venezuelano e l’alto rappresentante per le relazioni estere dell’Unione europea (UE), Joseph Borrell, hanno concordato di “elevare le comunicazioni tra le due parti al massimo livello”.

In un’intervista a Telesur, Arreaza ha dichiarato che mercoledì ha avuto una conversazione “molto franco, molto sincera e allo stesso tempo molto cordiale” con Borrell. Continua a leggere

Venezuela: l’Ambasciatrice EU deve abbandonare il paese. Sanzioni EU anche verso settori dell’opposizione

L’ambasciatrice dell’Unione Europea a Caracas ha 72 ore per lasciare il Paese, dopo che il Presidente Maduro ha preso la decisione in risposta alle ennesime sanzioni, le quali, per la prima volta, colpiscono non solo i chavisti, ma anche gli oppositori favorevoli alle elezioni: in pratica una vera e propria ingerenza della UE a favore dell’altra parte della opposizione, quella golpista.

Durante la presentazione del Premio nazionale Simón Bolívar per il giornalismo al palazzo Miraflores a Caracas, il Presidente ha comunicato la decisione chiedendo nel contempo ai funzionari dell’Unione Europea di togliersi di dosso la tradizione coloniale e suprematista con la quale attaccano popoli liberi e sovrani.

Leggi anche:

Venezuela, di questi tempi c’è da vergognarsi di essere europei (da Il Fatto Quotidiano del 2 luglio 2020)

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Alberto Fernandez e Lula Da Silva: Pensare l’America Latina dopo la pandemia Covid-19 – (Videoconferenza Uni B.Aires)

Un interessantissima discussione tra il Presidente argentino Alberto Fernandez e l’ex Presidente del Brasile, Lula, insieme ad altri importanti esponenti istituzionali, sindacali e politici dei due paesi, tra cui Perez Esquivel. Emerge la specifica prospettiva delle forze di progresso latino-americane che dovrebbe avere molto più spazio di conoscenza in Italia e in Europa.

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Riemersione della vita. Verso una nuova città del sole

di Rodolfo Ricci

Riemersione della vita

Cosa riemerge, cosa torna a galla, con una evidenza indiscutibile, da questi mesi di pandemia e di morte ?

Cosa torna a galla sul piano sociale, politico, economico, e cosa torna a galla nell’ambito della coscienza delle persone, cosa cambia nella psicologia sociale?

Si tratta di questioni fondamentali che potrebbero riconfigurare completamente l’immaginario collettivo e resettare il software che ha diretto il movimento della macchina sistemica degli ultimi 40 anni, il software T.I.N.A., per intenderci, e forse ben oltre.

Le evidenze che tornano a galla sono potenzialmente in grado di costituire elementi basilari della riprogettazione delle società, in particolare negli spazi centrali del sistema, i cosiddetti paesi avanzati. E da questo punto di vista, costituiscono molecole di nuove organicità non soltanto possibili, ma necessarie, indispensabili. Non è solo un auspicio, ma è anche una evidenza, appunto.

Ciò che segue è un provvisorio elenco di ciò che è riemerso e che è ampiamente visibile; bisogna solo fare un piccolo sforzo per registrarne la visione; per memorizzarla stabilmente e organizzarla, per diffonderla, per farla germogliare. Ma soprattutto bisogna evitare di lasciarsi irretire nella narrazione mediatica del potere di propaganda che mira a relegarle (le percezioni tornate a galla) nel regno dell’onirico, a inquinarle in modo che esse vengano autocancellate, a spostare l’attenzione nel campo del complotto, o a mobilitare la gente nel recupero di un’età dell’oro che non è mai esistita e non esisteva prima della pandemia, ma anche, forse, nella riproduzione di conflitti inquadrati nel precedente scenario: tutta la propaganda è orientata ad un ritorno indietro, a quando si era liberi da mascherine e guanti, liberi di viaggiare inquinando, liberi di consumare inutilmente e di produrre istericamente: se riescono a convincerci che la guerra da combattere è questa, è la reazione vince. Continua a leggere

Covid-19: Nel riprogettare il Paese questa volta non si dimentichi l’emigrazione italiana

di Rodolfo Ricci *

Nelle diverse occasioni di uscita dalle crisi che hanno sconvolto l’Italia fin dalla sua unità, l’emigrazione è stata una delle variabili centrali: nel senso – molto negativo – di usarla come un decongestionante, come una sorta di antinfiammatorio, agevolandola e addirittura di incentivandola in modo mirato. E’ avvenuto alla fine dell’800 e all’inizio del ‘900 e, ancora in modo esplicito, nel secondo dopoguerra, quando si invitarono le masse inoccupate e contadine a “imparare una lingua e andare all’estero”.

Forse in pochi lo ricordano, ma anche a ridosso del nostro presente, la cosa si è di nuovo ripetuta, solo 8 anni fa, con il messaggio lanciato ai giovani italiani da Mario Monti, in sede di investitura a Presidente del Consiglio, “a prepararsi ad una nuova mobilità nazionale ed internazionale”. Cosa che anche questa volta è puntualmente avvenuta, portando all’estero, nell’arco di un decennio quasi 2 milioni di persone e un altro milione dal sud al nord. Continua a leggere

Colombia: a un passo dal baratro della guerra

di Marco Consolo

L’annuncio dato dall’ambasciata statunitense dell’arrivo in Colombia di un contingente militare con la scusa di “consigliare” nella lotta al narco-traffico è l’ennesimo schiaffo alla sovranità della Colombia ed una pugnalata alla sua indipendenza.

Secondo una nota congiunta dell’Ambasciata statunitense a Bogotà e del Ministero della Difesa colombiano, gli Stati Uniti invieranno una Brigata di assistenza delle forze di sicurezza (SFAB) contro il traffico di droga, a sostegno di un’operazione annunciata da Washington ad aprile e che ha come obiettivo finale non esplicitato l’abbattimento del governo venezuelano di Nicolás Maduro. Nella nota si precisa che lo SFAB, “formato per consigliare e assistere le operazioni nelle nazioni alleate”, inizierà la sua missione “all’inizio di giugno e durerà per diversi mesi”. La nota non specifica quanti militari saranno impegnati, ma diverse fonti parlano di 800 uomini. È la prima volta che questa brigata opera in un paese latinoamericano, un fatto che “ribadisce ancora una volta l’impegno degli Stati Uniti nei confronti della Colombia, il suo migliore alleato e amico della regione”. Continua a leggere

Russia e Covid-19: dramma e potenzialità

di Stojan Spetič *

*) Giornalista; già Senatore della Repubblica (PCI)

Si può scrivere che la Russia è in ginocchio? Forse sì, ma potrebbe anche rialzarsi. Dipenderà dalle scelte politiche ed economiche che stanno dinnanzi alla sua classe dirigente. Perché i nodi stanno arrivando al pettine.

Da più decenni il paese vive di un’economia capitalista alquanto debole in cui lo Stato sopravvive grazie all’esportazione delle proprie enormi risorse di petrolio e gas naturale. I governi che si sono succeduti, da Gorbačev fino a Putin, hanno privatizzato gran parte dell’industria nazionale divenuta terreno di caccia di pochi oligarchi. Quasi tutti i governi hanno seguito politiche neoliberali sfrenate, solo parzialmente frenate da Putin per i suoi fini populisti e come conseguenza della crescente forza dell’opposizione comunista in grado di mobilitare milioni di lavoratori del braccio e della mente e di governare immense regioni del paese più esteso del pianeta. Continua a leggere

Cosa succede a Hong Kong? Intervista Video a Francesco Maringiò

Con l’aiuto di Francesco Maringio’, esperto di Cina, chiariamo quello che sta succedendo a Hong Kong.

Intervista di Pietro Lunetto

 

 

FONTE: https://emigrazione-notizie.org/?p=32006

 

Covid-19: CLOROCHINA O VACCINI ?

CHE DIO CE LA MANDI BUONA E CON POCO VENTO (SENZA NON SEMBRA ORMAI POSSIBILE)

di Aldo Zanchetta

In un mondo globalizzato truffe globalizzate. Oggi è tempo di pensare in grande, no? Anche nelle truffe, no? Sulla storia dei vaccini come unico, necessario e urgente rimedio a un virus che ancora non conosciamo bene (lo dicono scienziati credibili) sento odore di bruciato. Sulla necessità assoluta dei vaccini si sta costruendo una narrazione sospetta. Continua a leggere

Il doppio standard sulla questione palestinese

di Alberto Negri

Ci indigniamo perché la Cina vìola i diritti di Hong Kong e delle minoranze, inorridiamo per il razzismo in Usa ma per i palestinesi sotto casa nostra non alziamo un sopracciglio. L’annessione della Cisgiordania è un atto illegale contro ogni accordo e convenzione internazionale ma qui nessuno dice niente. Continua a leggere

Dall’Unione Europea, milioni di euro per i ‘migranti’ venezuelani

di Geraldina Colotti

Se si hanno chiari i termini della lotta di classe, si sa che la sfacciataggine delle classi dominanti aumenta quanto più diminuisce il potere di chi dovrebbe contrapporglisi. Indignarsi serve a poco se non ci si organizza per cambiare le cose. Smascherare l’ipocrisia delle corporazioni mediatiche che servono il potere di quelle economiche è tuttavia un compito da prendere molto sul serio, a fronte dell’importanza crescente che i media hanno assunto nei conflitti di nuovo tipo. Continua a leggere

Covid-19: LO STATO, FIGLIOL PRODIGO NELL’ERA DEL CORONAVIRUS

Passata è la tempesta, odo gli augelli far festa.
G. Leopardi, La quiete dopo la tempesta

La risposta fallimentare al coronavirus dimostra che la società americana è malata e che la leadership globale dell’America è morta.
Walter R. Mead, storico

Cari amici italiani, vi aiutiamo perché vi amiamo, adifferenza dei vostri alleati”.
Vitalij Tret’jakov, Università Lomonosov – Mosca

L’Italia impari a non preoccuparsi degli USA e ad amare la Cina”.
Song Weiqing, prof. Università di Macao

Europa matrigna: “…tutti per uno, nessuno per tutti”

 

di Vittorio Stano

La disciplina con cui gli italiani hanno finora affrontato l’emergenza ha sbalordito in primo luogo gli italiani scettici e, di rimando, tutti quelli che nel mondo intero ci considerano cicale incapaci di sentirsi parte di qualcosa di più grande di cui prendersi cura.

In questi mesi gli italiani hanno dimostrato di essere orgogliosi di appartenere a un’eccezionale storia collettiva.

Si è svelata agli occhi di chi vuol vedere, una domanda di Comunità e di Stato, mai prima sperimentata. E’ confortante ricavare da questa prestazione la smentita della morte dello Stato nazionale, così come raccontato dalla vulgata tardoliberista. Questa prova, se coltivata, potrà produrre una classe dirigente nuova, capace di garantire una necessaria e qualitativamente migliore offerta politica. Continua a leggere

L’Armenia ha trovato il tesoro

Ambiente. La battaglia di un gruppo di giovani sul monte Amulsar contro la miniera d’oro progettata da una multinazionale statunitense. E l’eroe della rivoluzione, il premier Pashinyan, non sa chi appoggiare

di Alexander Damiano Ricci e Giovanni Culmone

Nella provincia armena di Vayots Dzor, nel sud del paese caucasico, una strada tortuosa si inerpica sul monte Amulsar e termina con la città termale di Jermuk. Sulla banchina di uno degli ultimi tornanti, un container d’acciaio giace all’ombra delle nuvole di passaggio.

A pochi passi dall’ingresso, un gruppo di giovani del posto lava le stoviglie con la neve, in vista di un pasto frugale. A dispetto delle sembianze fortunose, questo alloggio è stato pensato per bloccare le attività di un potere economico duro come le roccia. Continua a leggere

Covid-19: Come il Venezuela ha contenuto con successo la pandemia nel disinteresse dei media italiani

Giga: per il diritto ad una informazione corretta

Il Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati è da tempo impegnato a denunciare le manipolazioni del sistema d’informazione mainstream, Rai in prima fila, rispetto alle vicende latinoamericane tese a condizionare negativamente l’opinione pubblica nazionale in merito a questioni di stati o movimenti che aspirano all’emancipazione dei popoli e alla giustizia sociale. Emblematico il caso di Cuba, da cui abbiamo ricevuto generoso soccorso tramite l’invio una corposa squadra di medici per far fronte alle carenze della nostra struttura sanitaria di fronte all’emergenza pandemica, è passato praticamente inosservato l’appello dell’ex leader Cgil Susanna Camusso (https://fortebraccionews.wordpress.com/2020/04/05/bene-applaudire-i-medici-cubani-ma-ora-sospendiamo-le-sanzioni-susanna-camusso/) in merito alla rimozione dell’embargo, che la sta strangolando economicamente causando gravi sofferenze alla popolazione. Anche le violente repressioni, del governo di destra, tutt’ora in atto in Cile vengono ignorate dal nostro apparato mediatico mainstream. Infine in Venezuela, rispetto al quale la disinformazione ha raggiunto livelli inaccettabili con servizi raramente corrispondenti al vero e realizzati da giornalisti mai presenti in loco (o da studio o da altri paesi americani), divulghiamo, per completezza di informazione, questo articolo realizzato da un esponente della Rete di Solidarietà Rivoluzione Bolivariana che trovandosi in Venezuela ha potuto fornire una testimonianza, diretta e suffragata di dati oggettivi, della reale situazione e delle strategie implementate con successo per contrastarla.

Il Coordinamento del Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati

 

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Nuove rivelazioni sull’Operazione Gedeone: USA e Colombia, un piano per saccheggiare il Venezuela

di Geraldina Colotti

Uno dei volti più odiosi dell’opposizione golpista venezuelana è quello di Julio Borges, che si definisce pomposamente “commissario presidenziale all’estero”. Una carica virtuale così come lo è il “governo” dell’autoproclamato “presidente a interim”, Juan Guaidó.

Il governo di Narnia, lo ha definito con ragione il ministro della Comunicazione Jorge Rodriguez, durante un aggiornamento dei fatti relativi al tentativo di incursione mercenario sulle coste del Venezuela. Un piano contemplato nel contratto stipulato, con tanto di firma, tra l’impresa di contractor nordamericana Silvercorp e il comitato d’affari (sporchi) diretto da Guaidó. Continua a leggere

Arriva la terza grande depressione

di Ben Reynolds *

Pubblichiamo un’analisi di Ben Reynolds sulle conseguenze delle crisi che stiamo attraversando. La consideriamo un utile contributo alla discussione

La pandemia ha innescato una crisi economica globale di proporzioni epiche. Le misure necessarie per rallentare la diffusione del virus hanno provocato una disfatta sul mercato azionario, il crollo del commercio globale, la rottura delle filiere delle forniture e hanno spinto i sistemi finanziari sull’orlo del fallimento. Questo vortice è stato drammaticamente toccato con la pandemia, ma in definitiva deriva dalla crescente fragilità del sistema globale e dalla sua incapacità di superare gli ostacoli evidenziati dalla crisi del 2008. Il capitalismo affronta ora la sua terza crisi di sistema in due secoli, con le ricadute economiche che fecero seguito alle grandi depressioni del 1873 e del 1929. Come nel caso di quei grandi sconvolgimenti, questa crisi richiede una profonda ristrutturazione dell’ordine economico globale. Continua a leggere

La bomba è l’Italia. La crisi dell’UE è imminente. Intervista a Wolgang Streeckt

“Noi vorremmo sapere… per andare dove dobbiamo andare… per dove dobbiamo andare?”

La battuta di Totò resta inarrivabile come sintesi del dibattito politico nella “sinistra” italiana, soprattutto quando si tratta di affrontare le coordinate fondamentali della realtà in cui ci troviamo a vivere. Ossia su struttura e gerarchia dei poteri (economici, politici, militari), stato della crisi capitalistica, ruolo dello Stato e quel “piccolo vincolo esterno” rappresentato dalla stratificazione di Trattati e istituzioni che costituiscono l’Unione Europea.

Senza un briciolo di chiarezza su questo mondo – certamente complesso – si è condannati a brancolare nel buio della regione. Tra patetici tentativi di usare le antiche categorie per nuovi fenomeni, o all’opposto di buttare a mare un patrimonio di idee e chiavi di lettura che non si riesce ad utilizzare.

Di base, quel che manca è lo studio della realtà empirica. Che è complicata, praticamente inaffrontabile con le risorse solo individuali e anche di piccoli gruppi. Ma camminare su un terreno sconosciuto espone ogni momento a rischi enormi, e a figuracce frequenti. Continua a leggere

In mezzo alla pandemia, promuovere la cooperazione e la diplomazia tra i popoli

di José Reinaldo Carvalho *

da https://cebrapaz.org.br

La pandemia di coronavirus ha evidenziato una intensa lotta geopolitica, che segnerà la vita politica internazionale d’ora in poi.

L’antagonismo tra gli approcci e le azioni degli Stati Uniti e della Cina di fronte alla pandemia sta rivelando che questa lotta permea tutte le relazioni internazionali. Come prevedibile, si formano allineamenti attorno alle due posizioni, con il risultato di creare campi di forza opposti, anche quando non esistono ancora alleanze formalmente create. La Cina sta avanzando sempre di più con la sua lotta intelligente e abile per costruire una comunità di futuro condiviso per l’umanità e per promuovere la diplomazia della fraternità, il beneficio reciproco, la cooperazione globale e l’inclusione.

Richiama l’attenzione in questo processo, che potrebbe essere ancora lontano dalla fine, il fatto che la bandiera della cooperazione internazionale, dell’azione concertata, della solidarietà sta guadagnando sempre più terreno, il che si rivela qualcosa di molto favorevole per i democratici, i patrioti, gli antimperialisti e gli amanti della pace nei quattro angoli del globo. Continua a leggere

L’Italia è sull’orlo del fallimento. La schiavitù non sia il nostro destino

di Alberto Bradanini *

Ultimo editoriale dell’Ambasciatore Bradanini: “Un altro mondo è sempre possibile. La sfera finanziaria risponda dunque a quella politica. I mercati siano governati dallo Stato e non viceversa.”

L’Italia è sull’orlo del fallimento. Nella giungla di quesiti che stringono d’assedio la mente del cittadino davanti al vuoto d’orizzonte dei dirigenti alla guida del Paese risulta centrale comprendere il rapporto tra sistema monetario e finanza sovranazionale, poiché dietro un’apparente neutralità tecnica si nasconde l’eterno bisogno patologico di dominio e colonizzazione. Di tale tecnicismo imposto fanno parte la narrativa ‘endogena del vincolo esterno’ (un incomprensibile ‘fuoco amico’ del nostro ceto dominante contro il lavoro e l’ingegno degli italiani), la leggenda di una maggiore efficienza della nostra economia all’interno dell’eurozona (contro l’evidenza dei dati su potere d’acquisto, lavoro stabile, investimenti pubblici e via dicendo rispetto ai tempi della gloriosa lira) e il mito di un’Unione Europa meglio attrezzata per costruire una società più libera e più giusta, mentre è limpido come il sole che essa è strumento di dominio delle élite finanziarie sovranazionaliste, il cui obiettivo è la distruzione della statualità nazionale, ultimo baluardo a difesa dei beni sociali e dei ceti più deboli. Continua a leggere

Lettera aperta: NO ALL’ANNESSIONE DEI TERRITORI PALESTINESI OCCUPATI!

Comunicato stampa

La visita in Israele del Segretario di Stato degli USA

La visita del Segretario di Stato degli USA in Israele non può non destare vivissima preoccupazione in chiunque sia consapevole che qualsiasi violazione della Legalità internazionale, ovunque avvenga, costituisce un pericoloso precedente ed una incombente minaccia per gli assetti internazionali.

Sarebbe gravissimo se il viaggio di Mike Pompeo volesse essere un segnale di incoraggiamento per le mire di Israele di annettersi la Valle del Giordano,una volta considerato il “cestino del pane” dell’economia palestinese, e delle altre parti dei Territori Palestinesi Occupati sulle quali in totale dispregio delle norme internazionali sono stati costruiti gli insediamenti coloniali da Israele,”potenza occupante” a seguito della guerra del 1967. Continua a leggere

VENEZUELA: Il contratto firmato da Juan Guaidó con i mercenari Usa contemplava l’assassinio di Maduro e di altri esponenti del governo e la dissoluzione completa della Repubblica bolivariana

Il Governo venezuelano in una lunga dichiarazione di ieri del Ministro Jorge Rodrìgues ha reso noti i documenti, già anticipati dal Washington Post, che dimostrano il diretto coinvolgimento (anzi la direzione) dell’autoproclamato Juan Guaidò nel tentativo di sbarco dei mercenari, tra cui disertori venezuelani e due di nazionalità statunitense, che avevano tentato di introdursi alcuni giorni fa, nel bel mezzo della pandemia da coronavirus, in territorio venezuelano dalla confinante Colombia con una imbarcazione e che erano stati bloccati subito dopo l’ingresso nelle acque territoriali del paese, grazie anche alla collaborazione di pescatori che avevano avvistato il gruppo. Continua a leggere

COVID-19: La trappola nel Mes. Fassina all’M5S, “resistete”

di Stefano Fassina

Il comunicato dell’Eurogruppo di ieri conferma la trappola nel Mes, già contenuta nel Rapporto dei 19 Ministri delle Finanze del 9 Aprile, approvato dal Consiglio europeo del 23 scorso. La trappola scatta non all’accesso, incondizionato come promesso, al prestito di 36 miliardi concesso dal Mes attraverso il ‘Pandemic  Crisis  Support’, la linea creata ad hoc per il Covid-19. Si attiva dopo l’accesso, dentro al Meccanismo. Per riconoscere la trappola e provare, inutilmente, ad evitare le accuse di sovranismo, anti-europeismo, posizionamento politico e ideologico, irresponsabilità verso l’Italia sofferente, dobbiamo entrare nel merito e chiedere alla lettrice e al lettore un po’ di pazienza.

Dispieghiamo il percorso di lettura dalle ultime parole dei punti 3, 5 e 10 del testo condiviso ieri sera. Punto 3: “Le norme del Mes continuano ad applicarsi”. Punto 5: “Il Mes applicherà anche il suo ‘Early  Warning  System’ (sistema di allarme preventivo sulla solvibilità del debitore) per assicurare il puntuale ripagamento del credito”. Infine, per dissipare ogni dubbio, il punto 10: per ciascuno Stato membro richiedente assistenza finanziaria attraverso la linea di credito legata al Covid-19 l’approvazione del ‘Pandemic Response Plan’ (il piano di utilizzo delle risorse ricevute in prestito) da parte del Mes “segue quanto previsto dall’art 13 del Trattato” [istitutivo del Mes]. Cosa è scritto nell’Art 13 in questione? Al comma 1: “… Una volta ricevuta la domanda [di assistenza finanziaria da uno Stato membro], il presidente del consiglio dei governatori assegna alla Commissione europea, di concerto con la BCE, i seguenti  compiti: … b) valutare la sostenibilità del debito pubblico. Se opportuno e possibile, tale valutazione dovrà essere effettuata insieme al FMI;”. Al comma 3: “il  consiglio dei governatori affida alla Commissione europea  –di concerto con la BCE e, laddove possibile, insieme all’FMI–  (la Troika per intenderci) il compito di negoziare con il membro del MES interessato, un protocollo d’intesa (meglio noto come Memorandum of Understanding) che precisi le condizioni contenute nel dispositivo di assistenza finanziaria. Il contenuto del protocollo d’intesa riflette la gravità delle carenze da affrontare e lo strumento di assistenza finanziaria scelto.” Infine, il comma 6: “Il MES istituisce un idoneo sistema di avviso per  garantire il tempestivo rimborso degli eventuali importi dovuti dal membro del MES nell’ambito del sostegno alla stabilità.”

E la lettera del Commissario europeo Gentiloni e del Vice-Presidente esecutivo Dombrovkis all’Eurogruppo? Viene richiamata al punto 5 del comunicato dell’Eurogruppo. Tuttavia, nonostante il giubilo politico e mediatico, la lettera si limita, non potrebbe essere altrimenti, ad indicare gli effetti regolamentari del Rapporto dell’Eurogruppo del 9 Aprile, confinati in un pericolosamente ambiguo torno temporale (“under the circumstances of the Covid-19”). Nella lettera, viene specificato che, “nelle circostanze del Covid-19”, non si attiva il comma 7 dell’art 3, del Regolamento 472/2013, cosi come non si attiva l’art 7 del medesimo regolamento, entrambi relativi ad un “programma di aggiustamento macroeconomico”. Non è una novità. E’ la conseguenza logica dell’assenza di condizionalità all’accesso alla speciale linea di credito definita in relazione al Covid-19.

Ma la lettera di Gentiloni e Dombrovskis non disattiva, non può farlo in quanto è normativa corrispondente a quella del Mes, l’art 6 del Regolamento 472/2013 nel quale è prescritta la valutazione della sostenibilità  del debito pubblico: “Qualora uno Stato membro richieda l’assistenza  finanziaria … del MES …  la Commissione valuta, d’intesa con la BCE e, ove possibile, con l’FMI, la sostenibilità del debito pubblico di detto Stato membro e le sue necessità di finanziamento effettive  o potenziali.” Conseguentemente, la lettera non disattiva neanche i commi 1, 5 e 6 dell’Art. 3 dello stesso Regolamento. Il primo comma di tale articolo è inequivocabile: “Uno Stato membro soggetto  a sorveglianza rafforzata (istituto confermato nella lettera dei due Commissari anche per il PCS) adotta, previa consultazione e in collaborazione con la Commissione e d’intesa con la BCE, …. ed eventualmente l’FMI, misure atte a eliminare le cause, o le cause potenziali, di difficoltà.”

In sintesi, si accede, senza condizioni e senza Memorandum, alla linea di credito speciale del Mes. Una volta dentro, viene valutata la sostenibilità del debitore, in conseguenza dei punti richiamati del comunicato dell’Eurogruppo (punti 3, 5 e 10). Dato che siamo avviati a superare, nel 2020, il 160% nel rapporto tra debito pubblico e PIL, siamo oggettivamente a rischio di solvibilità. Pertanto, dopo l’accesso, scatta, per statuto Mes, l’Art 13: programma di aggiustamento macroeconomico e Memorandum. Qui è il nodo: il programma di aggiustamento macroeconomico e il connesso Memorandum con la Troika arrivano una volta dentro il Mes. Allora, le ragioni del No al Mes rimangono tutte, anzi si rafforzano dopo la sentenza della Corte Costituzionale tedesca sul Quantitative easing.

Lo scenario davanti a noi è drammatico sul piano economico e sociale e difficilissimo sul piano politico europeo. Il Governo Conte è in una tenaglia micidiale. Serve senso della realtà e determinazione. Invece di celebrare la nostra inesistente vittoria sul Mes o insistere su ‘aiuti’ sostanzialmente irrilevanti e comunque a debito, come il Sure (il programma di prestiti per il sostegno al reddito dei disoccupati), le garanzie della Banca europea per gli investimenti o il lontano e gracile Recovery Fund, il Governo italiano, insieme agli alti governi firmatari della lettera del 25 Marzo scorso al Presidente del Consiglio europeo (Francia, Spagna e Portogallo in primis), dovrebbe combattere per difendere e rafforzare la funzione della Bce, l’unica istituzione federale della Ue, dotata della potenza di fuoco finanziario per salvare l’eurozona e l’Italia, non a caso attaccata, insieme alla Corte di Giustizia europea custode del diritto comunitario, a colpi di bazooka giuridico dall’avamposto di Karlsruhe. Senza adeguati interventi della Bce, inclusa la sterilizzazione dello stock di debito pubblico acquistata dalle Banche Centrali nazionali, la strada da intraprendere è quella del “divorzio amichevole” invocato saggiamente da Joseph Stiglitz. Infine, appello al M5S: resistete in nome delle periferie economiche e sociali affidatesi a voi nel voto del 2018.

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Umanità libera: Il discorso di Lula a Ginevra

«A voi che avete creduto in me, che nei miei 540

 giorni di prigionia avete gridato “Lula libero”,

dico che oggi, tutti insieme, dobbiamo

gridare “Umanità libera”»

 

La pandemia di Covid-19 contagerà anche la nostra economia. Sta già accadendo. Le chiusure necessarie di tante attività produttive, non solo in Italia, ma in gran parte dei Paesi colpiti, le urgenze a cui lo Stato è chiamato a rispondere hanno conseguenze. Di che tipo dipenderà molto dalla strada che i decisori politici decideranno di intraprendere. Per i sindacati, dopo questa emergenza, l’unica via possibile è quella di un cambiamento radicale del modello di sviluppo. Basta con il liberismo. Basta con le politiche del rigore e dei tagli allo Stato Sociale. Sì allo Stato nell’economia. Soprattutto le persone e i loro diritti dovranno tornare al centro. Un invito che trova slancio e forza in una delle recenti uscite pubbliche dell’ex presidente del Brasile Ignacio Lula da Silva che solo qualche settimana fa era in Europa per lanciare la proposta di una coalizione globale contro le diseguaglianze. Riportiamo qui ampi stralci del discorso tenuto a Ginevra a inizio marzo in occasione di un’iniziativa promossa dal sindacato IndustriAll Global Union. L’ex presidente del Brasile Ignacio Lula chiede di unirsi contro le diseguaglianze e per la democrazia. È l’unico modo per tornare umani. Un appello reso ancora più urgente dalla crisi globale che stiamo attraversando. Continua a leggere

Agenzie di rating, mercati e stabilità finanziaria

Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco nel meeting di primavera del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale, tenutosi per via telematica, ha affermato che senza liquidità e sostegno alle imprese, alle famiglie e ai lavoratori, il mondo rischia un default di massa. Non solo l’Italia, quindi. E ha aggiunto che “poiché la crisi è globale, la risposta deve essere globale”. È necessario, perciò, preservare la “funzionalità dei mercati finanziari e la stabilità del sistema finanziario”. Continua a leggere

Edgar Morin: sull’epidemia

“Questa crisi dovrebbe aprire le nostre menti a lungo confinate sull’im­mediato”. Per il sociologo e filosofo francese, 99 anni, la corsa alla redditività e le carenze nel nostro modo di pensare sono responsabili di innumerevoli catastrofi umane causate dalla pandemia di Covid-19. Nato nel 1921, ex combattente della resistenza, sociologo e filosofo, pensatore interdisciplinare e indisciplinato, dottore honoris causa di 34 università in tutto il mondo, Edgar Morin dal 17 marzo è confinato nel suo appartamento a Montpellier con sua moglie, la sociologa Sabah Abouessalam. È da rue Jean-Jacques-Rousseau, dove risiede, che l’autore di La Voie (2011) e Terre-Patrie (1993), e che ha recentemente pubblicato Les Souvenirs viennent à ma rencontre (Fayard, 2019), un’opera di oltre 700 pagine in cui l’intellettuale ricorda in profondità le storie e gli incontri più forti della sua esistenza, ridefinisce un nuovo contratto sociale, si impegna in alcune confessioni e analizza una crisi globale che – dice – lo “stimola enormemente”. Continua a leggere

DOPO COVID-19

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