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Questa categoria contiene 66 articoli

Il tempo e l’ora del Venezuela

di Emir Sader

Essere a favore del governo del Venezuela non è solo una questione politica, ma anche di carattere. E’ imbarazzante che persone che pretendono di appartenere alla sinistra, istituzioni con una tradizione di sinistra, partiti che in linea di principio appartengono al campo popolare, che essi rimangano in silenzio o si avvalgano di critiche al governo per giustificare la mancanza di solidarietà con il governo del Venezuela. Continua a leggere

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Venezuela e la sua Costituente: è poco o è molto?

di Atilio Boron – cubaperiodistas.cu

Raramente si sono svolte elezioni in un contesto contrassegnato dalla violenza come queste di domenica scorsa in Venezuela. Ci sono poche esperienze simili: in Libano, Siria e Iraq. Forse nei Balcani durante la dissoluzione dell’ex Jugoslavia. Continua a leggere

Venezuela: il dibattito perduto che anche a sinistra si ignora

Intervista di Claudia Fanti a Eugenia Russian

Rilanciamo questa significativa intervista di circa un anno fa che spiega in modo molto chiaro le ragioni di fondo della situazione venezuelana.

Tratto dalla rivista cattolica: Adista Documenti n° 26 del 16/07/2016

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Ginevra: Dichiarazione congiunta di 57 paesi a favore del Venezuela e contro ogni intervento esterno

Nel Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU, riunito a Ginevra, 57 stati firmano una dichiarazione che manifesta il chiaro appoggio al Venezuela bolivariano e il rifiuto di qualsiasi forma di intervento straniero nella sue questioni interne.

La dichiarazione è stata sottoscritta da: Russia, Cina, India, Sud Africa, Iran, Vietnam, Algeria, Egitto, Giordania, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Pakistan, Irak, Libano, Libia, Angola, Etiopia, Palestina, Qatar, Bielorussia, Arabia Saudita, Azerbaigian, Siria, Ecuador, Bolivia, Cuba, Nicaragua, San Vicente y las Granadinas, San Cristóbal y Nieves, Dominica, Bahrein, Isole di Comore, Gibuti, Somalia, Sudan, Tunisia, Yemen, Repubblica Democratica Popolare di Corea, Eritrea, Namibia, Laos, Filippine, Sudan del Sud, Repubblica del Congo, Burundi, Zimbawe, Myanmar, Timor Est, Tagikistan, Oman, Repubblica Democratica del Congo, Nigeria, Guinea Ecuatoriale, Mauritania, Mozambico, Togo, Venezuela. Di seguito il testo integrale della dichiarazione. Continua a leggere

Situazione in Venezuela: reazioni da Francia, Inghilterra e Germania

La Francia rifiuta di sanzionare il Governo di Maduro e aspira a facilitare il dialogo.

Il governo francese rifiuta possibili sanzioni dell’UE contro il governo di Nicolas Maduro e si mantiene a disposizione per facilitare il dialogo tra l’opposizione e il governo per tentare di uscire dalla crisi. Continua a leggere

Venezuela, voto costituente: cosa c’è da sapere per disinnescare le bombe della disinformazione globale

Oggi in Venezuela si vota per insediare i membri dell’Assemblea Costituente. Nei media italiani, tv, radio, cartacei e on-line, salvo una sparuta minoranza di giornalisti e di operatori dell’informazione partecipata, si susseguono informazioni false, assemblaggi mirati di notizie tendenziose e artefatte con le migliori (peggiori) metodologie previste per la manipolazione delle masse.

Per difendersi da questo attacco mediatico alle coscienze dell’opinione pubblica è bene sapere alcune cose che di seguito riepiloghiamo:

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E-book: “Il continente americano. L’America Latina”, di Andrea Vento, Giga Autoproduzioni, 2017

Recensione di Serena Campani

Il continente americano. L’America Latina, Andrea Vento, Giga Autoproduzioni, 2017, pp 36, contributo libero.

Il continente americano. L’America Latina è un opuscoletto di 36 pagine, realizzato dal Prof. Andrea Vento, docente di Geografia Economica a Pisa presso L’Istituto Tecnico Commerciale A. Pacinotti. Continua a leggere

America Latina: un futuro incerto fra crisi dei governi progressisti e nuove strategie golpiste

di Andrea Vento (estratto dalla pubblicazione “L’America Latina”)

Pubblichiamo l’interessante saggio di Andrea Vento parte di un lavoro più ampio che presentiamo integralmente in home page, molto utile per un quadro storico e attuale della situazione latino americana. (Copertina QUI) (Testo integrale QUI) Continua a leggere

Le criptovalute e il terrore delle banche

di Tonino D’Orazio

Iniziano ad avere senso le teorie del professore Auriti sul valore della moneta. Che la Bce stampasse tanta carta-moneta quanta ne volesse e secondo gli interessi privati delle banche, così come i Rothschild, proprietari della Banca Nazionale (aggettivo improprio) d’America per la stampa dei dollari, era cosa nota. La stessa idea che sui conti correnti scorrano solo numeri, e non sempre sostanza, lo stanno dimostrando i vari crac bancari in atto. Continua a leggere

Papa Francesco: Il discorso sul lavoro all’Ilva di Genova

A moment of Pope Francis’ encounter with the workers of Ilva’s establishment, Saturday, at Cornigliano, a district of Genoa, Italy, 27 May, 2017.
ANSA /LUCA ZENNARO

INCONTRO CON IL MONDO DEL LAVORO: DISCORSO di Papa Francesco allo Stabilimento Ilva di Genova – Sabato, 27 maggio 2017 Continua a leggere

“Uscire dalla crisi attuando la Costituzione”: iniziativa a Napoli con Paolo Maddalena

Uscire dalla crisi attuando la Costituzione 1.  (di Paolo Maddalena, Vice Pres. Emerito della Corte Costituzionale)

L’orizzonte culturale in cui viviamo. E’ diffusa nell’immaginario collettivo l’idea che la nostra epoca è caratterizzata dalla “globalizzazione”, ma si tratta di una idea ancora confusa e imprecisa, alla quale, tuttavia, si attribuisce un senso di necessarietà e quasi di fatalismo: essa è concepita come un “dato” indiscutibile intorno al quale dovrebbe ridisegnarsi la nuova struttura dell’economia e, in ultima analisi, delle società nelle quali viviamo. Vedremo tra poco di cosa in realtà si tratta.

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Attacco alla Siria: interventi di Scaglione, Dezzani, Mauro, Casari, Malacaria, Boassa.

Attacco alla Siria: alcune interpretazioni a sinistra

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USA: La corte imperiale alla ricerca di un equilibrio

59 missili non si negano a nessuno. Dopo soli tre mesi di presidenza, gli argomenti e i massaggi delle elites imperiali globali devono aver messo sotto stress e sotto tutela il capitano d’impresa Donald Trump, assurto elettoralmente e nominalisticamente al vertice dell’unica superpotenza militare. Come in tutte le vicende imperiali, le mosse degli alti esponenti della corte, non sono affatto secondari. Sono i punti di vertice di poteri che si contrastano a livello globale e che tentano di trovare un equilibrio in uno dei luoghi centrali. Continua a leggere

“Perché impazzissero!”

23 febbraio – 8 marzo 1917

Reagire in modo tattico? – «La globalizzazione economica, messa in moto negli anni Settanta da Washington con la sua agenda politica neoliberista, ha avuto come conseguenza un declino relativo dell’Occidente su scala globale… Le nostre società devono elaborare la percezione di questo declino globale e insieme a ciò la complessità sempre più esplosiva nella nostra vita quotidiana, connessa agli sviluppi tecnologici… Prima di reagire in modo puramente tattico bisogna sciogliere un enigma: come è stato possibile giungere a una situazione nella quale il populismo di destra sottrae alla sinistra i suoi stessi temi? Ci si deve chiedere perché i partiti di sinistra non vogliono porsi alla guida di una lotta decisa contro la disuguaglianza sociale… Si dovrebbero quindi rendere riconoscibili le opposizioni politiche, non­ché la contrapposizione tra il cosmopolitismo di sinistra – “libe­ra­le” in senso culturale – e il tanfo etno-nazionalistico della critica di destra alla globalizzazione.» – Jürgen Habermas

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Ma dove vivono?

È la domanda che viene da farsi leggendo il comunicato finale del Consiglio europeo del 9 marzo 2017 (N.B) lo trovate di seguito) che dovrebbe fare da base al ” solenne ” appuntamento di Roma per i 60 anni del Trattato che porta il nome della città capitale d’Italia. Continua a leggere

Libro bianco di Juncker e amici

di Tonino D’Orazio

Le oligarchie dell’Unione Europea tentano di accelerare definitivamente la sua costruzione istituzionale. Dati i tempi e le premesse sembra più una fuga precipitosa in avanti proprio in un periodo di turbolenze popolari. Il Libro Bianco parte dalla premessa, senza sorridere, che, nella UE, 500 milioni di cittadini vivono liberi in una delle economie più prospere del mondo. Comunque certifica che mentre altre parti del mondo si espandono, la popolazione e il peso economico dell’Europa diminuiscono troppo rapidamente. Continua a leggere

BELGIO: “L’onere irragionevole” dei lavoratori comunitari sul sistema sociale

volo-d-europadi Carlo CALDARINI (*)

A volte alcune cifre valgono più di lunghi discorsi. Tra il 2008 e il 2016, 12.000 cittadini dell’Unione Europea hanno ricevuto l’ordine di lasciare il territorio del Belgio. In altre parole, sono stati espulsi per motivi definiti “economici”. Avrebbero, secondo le autorità del nostro paese, un ‘peso irragionevole’ sul sistema di assistenza sociale. L’Europa della libera circolazione dei lavoratori esisterà pienamente solo quando si avrà una previdenza sociale unificata e norme sociali armonizzate. E ‘da lì che la mobilità dei lavoratori cesserà di avere un impatto diretto sulla redditività del capitale. Continua a leggere

UN ALTRO MONDO POSSIBILE

am-latina-voltodi Giovanna Martelli (*)

L’intervento di Mario Giro, sul Venezuela, pubblicato nei giorni scorsi mi ha stimolata nella riflessione. Mario Giro narra di una situazione paradossale e confusa in Venezuela in cui solo l’intervento diretto di Papa Bergoglio ha avuto la capacità – un mezzo miracolo come lo definisce Giro – di far ripartire le trattative tra il governo di Maduro e l’opposizione in un Paese che comunque “lentamente scivola nell’anarchia istituzionale”. Continua a leggere

“Che cos’è l’emigrazione: Scritti di Paolo Cinanni”. Presentazione il 2 Dicembre a Roma

che-cos-e-l-emigrazione-scritti-di-paolo-cinanniIn occasione dei cento anni dalla nascita di Paolo Cinanni, – militante comunista, partigiano, dirigente del movimento dei contadini del meridione d’Italia nelle lotte per l’occupazione delle terre improduttive e del latifondo, fondatore, alla fine degli anni ’60, della Filef (la Federazione Italiana dei Lavoratori Emigranti e delle loro Famiglie), assieme a Carlo Levi, Renato Guttuso ed altri sindacalisti, politici e intellettuali sensibili alle questioni dell’emigrazione italiana – la Filef ha realizzato un libro con una selezione dei suoi scritti ed interventi datati tra il 1969 e il 1973, recuperati dagli archivi della federazione.

SCARICA e Leggi l’E-book

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REFERENDUM COSTITUZIONALE: Italiani all’estero, cittadini di serie C

no-pennarelloTutti gli elettori sono uguali, ma alcuni elettori sono meno uguali degli altri

Ci sono molti buoni motivi per votare No al referendum costituzionale, ma gli italiani all’estero ne hanno uno in più: la tutela della propria dignità di cittadini e del principio di uguaglianza del voto.

***

Come sapete, se vince il Sì, nel nuovo Senato nominato dai consigli regionali non ci saranno più i senatori eletti all’estero.

Quello che forse non sapete è che, in virtù del rifiuto da parte del Governo di considerare la circoscrizione Estero come un “territorio”, che potesse così eleggere i propri rappresentanti alla pari delle Regioni italiane, solo i cittadini residenti all’estero saranno privati del diritto di rappresentanza su tutte le materie di competenza del nuovo Senato, come ad esempio le modifiche costituzionali e la legislazione europea.

L’articolo 48 della Costituzione, nella parte che nessuno fin qui ha pensato di riformare, stabilisce che il voto di tutti i cittadini, oltre che “personale”, “libero” e “segreto”, deve essere “uguale”.

 

***

 

Come sapete, con la nuova legge elettorale denominata “Italicum” i deputati eletti all’estero saranno 12.

Quello che forse non sapete è che il voto dei cittadini italiani residenti all’estero non sarà conteggiato ai fini del calcolo del premio di maggioranza: anche in questo caso, dunque, si configura un voto che vale meno di quello dei cittadini residenti in Italia. Inoltre, gli italiani all’estero non potranno partecipare a un eventuale ballottaggio, quindi decidere, al pari di tutti gli altri cittadini, chi governa.

 

***

 

Come sapete, il referendum costituzionale non ha un impatto diretto sulla legge elettorale.

Quello che forse non sapete è che, se passa il Sì, il Governo che ha imposto il voto di fiducia sull’Italicum non avrà nessun interesse a cambiare la legge elettorale, se non per rispondere ad un eventuale intervento della Corte Costituzionale. Ma qualora ciò accadesse, chi difenderà l’uguaglianza del voto degli italiani all’estero? Non certo quegli stessi deputati che hanno già approvato l’Italicum e oggi sostengono il Sì.

 

Se sei un italiana/o all’estero, se sei alla ricerca di lavoro all’estero, se hai intenzione di andare a lavorare all’estero, hai un motivo in più per votare NO al Referendum confermativo del 4 dicembre 2016: evitare di diventare un cittadino di serie C.

 

SCARICA STAMPA e DIFFONDI il VOLANTINO:

QUI (in pdf) e QUI (in file immagine png) 


 

Per approfondimenti, leggi:

Felice Besostri: Le ragioni del mio NO. Italiani all’estero ? elettori di serie C.

 


volantino-forse-non-sapete-che

Claudio Micheloni, presidente del CQIE del Senato: Perchè dobbiamo votare NO al Referendum Costituzionale

micheloni-2Intervista al Sen. Claudio Micheloni, Presidente del CQIE (Comitato per le Questioni degli Italiani all’Estero del Senato)

Lei è uno dei pochi parlamentari del PD ad aver sottoscritto un documento per il NO al Referendum Costituzionale. Ce ne spiega i motivi ?

In sintesi, i motivi principali sono tre: l’effetto concreto di questa riforma sarà la riduzione della sovranità popolare, la compressione dell’autonomia del Parlamento e una inaudita concentrazione di potere nelle mani di pochi individui; in secondo luogo, gli obiettivi dichiarati della riforma, vale a dire semplificazione dei processi decisionali e riduzione dei costi della politica, non saranno conseguiti se non in misura molto marginale, ai limiti dell’irrilevanza, e pagando un prezzo molto elevato. Inoltre, gli italiani all’estero saranno penalizzati fino a un punto tale da configurare una cittadinanza di serie B. Continua a leggere

Referendum Costituzionale: IMPORTANTE ! Puoi votare NO anche se sei TEMPORANEAMENTE all’estero

referendum_costituzionale_no

Chi è TEMPORANEAMENTE all’estero (e pensa di non rientrare in Italia per il Referendum) può facilmente votare per il NO per corrispondenza, come gli altri italiana stabilmente residenti all’estero. IL DIRITTO DI VOTO degli ITALIANI TEMPORANEAMENTE RESIDENTI ALL’ ESTERO, per motivi di studio, di lavoro o di cure mediche PUÒ ESSERE EFFETTUATO PER CORRISPONDENZA. E’ necessario compilare il MODULO del Ministero dell’Interno che trovate allegato o potete scaricare a questi link: Continua a leggere

Il Re del Belgio caccia i migranti italiani

Belgio-migranteL’Europa esiste ma la libera circolazione degli europei no. Il 15% dei fogli di via da Bruxelles sono contro cittadini italiani. Ecco le loro storie
di Checchino Antonini

Max, chiamiamolo così, è venuto in Belgio per amore. E Francesco, nome di fantasia pure questo, è un migrante economico fuggito da Venezia con moglie, un figlio piccolo e un altro in arrivo, dalla sua Venezia. Hanno in comune l’età – appena sotto i quaranta – la residenza a Bruxelles e un pezzo di carta: l’OQT, l’ordre de quitter le territoire. Foglio di via. Perché l’Europa esiste ma la libera circolazione degli europei no. E’ appesa a un comma di una circolare, ostaggio della discrezionalità di funzionari comunali e questure. Continua a leggere

INTOLLERANZA EBRAICA

moni-ovadiadi Agostino Spataro

1… Già la parola tolleranza, per quanto nobilitata dal famoso “Trattato” di Voltaire, può destare qualche perplessità, risultare perfino ambigua poiché fra persone è preferibile praticare la convivenza civile e solidale.

Figurarsi quanto può risultare ostica l’intolleranza, specie se praticata fra correligionari o comunque fra membri di una stessa società democratica.

Recentemente, si é verificato un caso d’intolleranza da parte di certi ambienti dell’ebraismo radicale ai danni di Moni Ovadia ossia di un grande artista ebreo, reo di pensare laicamente, diversamente da certi canoni dell’ortodossia, e per questo fatto segno di attacchi davvero ignominiosi, minacciosi. Continua a leggere

Brexit, le certezze del regime

propagandadi Tonino D’Orazio

Mai come in questa occasione è emerso cosa pensa veramente la borghesia del popolo. Anche la piccola borghesia intellettualoide, pur in uno stato di sindrome di Stoccolma (la vittima che ama l’aguzzino). I perdenti insultano, negano, minacciano, fanno persino ostruzione, bisogna rivotare (si cercano i cavilli) e ognuno si riprende i propri giocattoli. Tutti in coro, a reti e giornali unificati e in tutte le lingue. Compresa la paura scatenata nel voto spagnolo dalle minacce nemmeno velate della troika di Bruxelles sul Brexit. E per gli altri a seguire. Alla ola del:”Brexit? Britannici fuori e subito!”. Allora è veramente successo qualcosa. Si è sgretolato uno strano edificio, si è spezzato un cerchio magico che sembrava senza alternativa. Eppure abbiamo già visto che i referendum popolari non vengono mai applicati e spesso subdolamente elusi in un modo o in un altro. Tutti. Continua a leggere

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