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Questa categoria contiene 82 articoli

Edgar Morin: sull’epidemia

“Questa crisi dovrebbe aprire le nostre menti a lungo confinate sull’im­mediato”. Per il sociologo e filosofo francese, 99 anni, la corsa alla redditività e le carenze nel nostro modo di pensare sono responsabili di innumerevoli catastrofi umane causate dalla pandemia di Covid-19. Nato nel 1921, ex combattente della resistenza, sociologo e filosofo, pensatore interdisciplinare e indisciplinato, dottore honoris causa di 34 università in tutto il mondo, Edgar Morin dal 17 marzo è confinato nel suo appartamento a Montpellier con sua moglie, la sociologa Sabah Abouessalam. È da rue Jean-Jacques-Rousseau, dove risiede, che l’autore di La Voie (2011) e Terre-Patrie (1993), e che ha recentemente pubblicato Les Souvenirs viennent à ma rencontre (Fayard, 2019), un’opera di oltre 700 pagine in cui l’intellettuale ricorda in profondità le storie e gli incontri più forti della sua esistenza, ridefinisce un nuovo contratto sociale, si impegna in alcune confessioni e analizza una crisi globale che – dice – lo “stimola enormemente”. Continua a leggere

COVID-19: Cartolina da Bergamo. Perché proprio qui?

di Paolo Barcella (da Rivista Il Mulino)

Vivo nell’epicentro del contagio, a pochi chilometri dall’ospedale di Alzano, cuore del disastro bergamasco. Mi limito a fornirvi qualche dato sul presente in cui vivo, molto materiale, qualora non vi fosse giunto proprio tutto, da Bergamo.

I morti – come sostiene anche il sindaco Giorgio Gori – sono molti più di quelli che vengono conteggiati, perché non tutte le persone che muoiono hanno avuto un tampone. Infatti, già da domenica 8 marzo, gli ospedali della città non riescono più a ricoverare tutti, quindi c’è chi resta – o viene fatto rimanere – a casa a curarsi l’infiammazione fino a quando può. I morti sono così tanti che il crematorio di Bergamo non regge i ritmi e sono terminate le scorte di urne funerarie. Il padre di un fraterno amico rianimatore è morto il 13 marzo e ha avuto come data per la cremazione il 23 marzo. Ci vogliono oggi dieci giorni o più per cremare un uomo, nonostante il crematorio lavori a ritmo serrato. Le bare rimangono nelle case per 4 giorni, perché anche le pompe funebri e gli spazi cimiteriali sono al limite. Nel cimitero di Bergamo accumulano bare su bare, e le piazzano dove possono, in tutti gli spazi coperti a disposizione. Continua a leggere

Ai medici cubani che arrivano oggi in Italia diciamo grazie!

Atterrano oggi a Milano 65 cubani: medici, infermieri, tecnici specializzati inviati dal proprio Paese ad aiutare l’Italia contro il Coronavirus. La Giunta Regionale lombarda gli chiederà di andare a Crema, ad aiutare una delle aree lombarde più colpite, quasi allo stremo. Quella Giunta così di destra, così orgogliosamente “sovranista”, così legata al precedente Governatore Formigoni che dalla sanità pubblica lombarda ha sottratto indebitamente oltre 70 milioni di euro, ha chiesto aiuto alla Repubblica Socialista di Cuba: e Cuba ha risposto immediatamente.

Non è la prima volta che lo fa: nel 2014 mandò oltre 250 medici nell’Africa Occidentale a combattere un virus ancora più spaventoso di questo, l’Ebola. Fu il New York Times, allora, ad ammettere che Cuba aveva avuto un ruolo da “leader” nella vittoria contro quel Male. E i medici cubani erano ad Haiti, qualche anno prima, quando un terremoto devastò l’isola provocando una terribile epidemia di colera. Erano pronti a partire anche per New Orleans, dopo il terrificante uragano Katrina- ma Bush rifiutò il loro aiuto, condannando la propria popolazione alle sofferenze che conosciamo. Continua a leggere

Immunità “di gregge” o socialismo.

di Gabriele Giorgi

La posizione del governo inglese che punta alla “immunità di gregge” conquistabile con circa 400/500 mila decessi da coronavirus, invita a tentare di chiarire qual è la posta in gioco.

Bisogna premettere che l’approccio anglosassone è stato preceduto da quello USA, contraddistinto da una ampia omertà sui casi di polmoniti atipiche (almeno 30mila) registratesi già a fine 2019 sul territorio statunitense che avrebbero portato alla morte oltre 20.000 persone già prima di fine anno.

Omertà confermata dalle dichiarazioni della governatrice dell’Ohio che due giorni fa ha affermato, per prima, che i casi reali di contagio presenti soltanto nel suo stato, sono già circa 100mila.

La linea “inglese” viene quindi già percorsa da diversi mesi in alcuni paesi, in primis dagli USA. Continua a leggere

Il discorso di Conte: coronavirus e cronache del crollo.

di Alessandro Visalli

Raramente, forse mai, un momento così solenne è stato fatto oggetto di un discorso così inadeguato. Mai in tempo di pace un’intera nazione era stata fermata, limitati gli spostamenti da paese a paese, da città a città, chiusi gli esercizi ad orario da coprifuoco, ostacolati i normali spostamenti, impedite le manifestazioni e qualunque riunione, dai matrimoni alle funzioni religiose, ai funerali.

Mai in tempo di pace.

Perché, in effetti, non siamo più in tempo di pace.

Qualcuno ci ha dichiarato guerra. E non è stato il coronavirus. Continua a leggere

L’economia ai tempi del coronavirus

L’epidemia contagia la crescita del Paese, bloccato tra stagnazione e recessione. Il governo stanzia 7,5 miliardi di aiuti per famiglie e imprese. La ricetta antivirus della Cgil: “Puntare tutto sulle politiche espansive”

di Simona Ciaramitaro

Nella linea di confine fra stagnazione e recessione si è insinuato il Convid-19. Una circostanza che emerge chiaramente dalla nota dell’Area delle politiche di sviluppo della Cgil, nella quale si analizzano i dati statistici dell’andamento economico nello scorso anno e nei primi mesi di quello in corso, per illustrare poi le proposte del sindacato. Pochi giorni fa, ricorda il documento, l’Istat ha confermato la frenata dell’economia italiana negli ultimi tre mesi del 2019 (0,3 punti percentuali di Pil rispetto al trimestre precedente), quando ancora il virus e le misure preventive alla sua diffusione non avevano fatto la loro comparsa. L’anno che ci siamo lasciati alle spalle resta positivo, ma i numeri non fanno ben sperare: la variazione del prodotto interno lordo ha registrato una crescita modesta rispetto al 2019, pari a 0,3 per cento, ma il trascinamento negativo nell’anno in corso vale una variazione acquisita di -0,2 punti di Pil.

Su questo quadro si innesta il Coronavirus ed è l’Ocse la prima istituzione internazionale a fornire dati. Nell’Interim Economic Outlook si definisce l’epidemia come “il più grande pericolo dalla crisi finanziaria” e le previsioni di crescita globale, di tutte le principali economie del mondo, vengono ridimensionate, passando dal 2,9 per cento stimato a novembre 2019 al 2,4 di marzo 2020. Il peso del diffondersi del virus varia naturalmente nello scacchiere mondiale. Per l’Italia le revisioni al ribasso delle stime di crescita dell’economia predicono la stagnazione per l’anno in corso, con una variazione del Pil pari a zero, -0,4 per cento rispetto alle previsioni di autunno. Questo significa una flessione del Prodotto interno lordo almeno nel primo trimestre di quest’anno ed è noto che con due trimestri congiunturali di segno negativo si entra tecnicamente in recessione.

Necessitano quindi politiche “antivirus” per affrontare l’impatto negativo tanto sul fronte della domanda quanto su quello dell’offerta. Occorrono politiche espansive, si sostiene nella nota dell’Area delle politiche di sviluppo della Cgil, come ci suggeriscono l’esperienza della Grande crisi e l’austerità. L’intervento dovrebbe corrispondere a un punto di Pil, vale a dire quasi 18 miliardi di euro nel breve periodo, per avere così riflessi positivi anche in quello medio e lungo. Il sindacato ha chiesto al governo una serie di interventi di politica economica che usino come leve investimenti e occupazione. Per la Cgil è necessario puntare sui settori anticiclici, uno su tutti quello dell’edilizia, utilizzando gli strumenti per mobilitare il risparmio privato, compresi Social bond, Green bond ed Eurobond.

In primo piano, tra le proposte, anche le misure a tutela dei diritti: l’estensione degli ammortizzatori sociali e le forme di sostegno al reddito, a partire da quelle fiscali e ponendo il blocco dei licenziamenti alle aziende come condizione di accesso alle risorse. E ancora, occorre aumentare l’occupazione pubblica con un Piano straordinario che preveda anche la parità di genere e il potenziamento dei settori della ricerca, dell’istruzione e della sanità, come anche non è più procrastinabile affrontare il tema delle politiche industriali attraverso un nuovo intervento pubblico.

Non ultimo, sottolinea la nota del sindacato di Corso d’Italia, bensì essenziale il ruolo dell’Europa. Un confronto del nostro Paese con le istituzioni comunitarie dovrà puntare all’adozione almeno della golden rule (lo scomputo del calcolo del deficit, ndr) per gli investimenti nel campo del sociale e del “green” e alla sospensione del Fiscal compact, anche con la revisione dell’inserimento del pareggio di bilancio nella Costituzione.

 

FONTE: https://www.rassegna.it/

La mossa di Fastweb: smart work per tutti contro il coronavirus

Per contenere l’epidemia l’azienda applica la modalità a tutti gli addetti, compresi i lavoratori dei call center. Il sindacato accoglie positivamente la decisione. Slc: “Così si dimostra che si può uscire dall’emergenza scommettendo sulle persone”

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Livorno contro la guerra: no alle armi nel porto

Dopo l’assassinio del generale Qassem Soleimani si alzano venti di guerra in Medio Oriente. La base militare Usa Camp Darby tra Livorno e Pisa è il più grande deposito di armamenti al di fuori degli Usa. Cgil, Anpi e Arci chiamano alla mobilitazione Continua a leggere

Per il Diritto Internazionale l’azione di Trump è configurabile come atto criminale e terrorista

di Luca Cellini*

È argomento di cronaca internazionale ormai e oggetto di discussione l’uccisione del generale Qassem Soleimani avvenuta alle prime luci dell’alba del 3 gennaio 2020 quando il maggiore generale Soleimani è stato assassinato sotto il fuoco di un attacco statunitense all’aeroporto internazionale di Baghdad, in Iraq. Assieme a Soleimani sono rimaste uccise altre 7 persone fra cui il capo delle Forze di Mobilitazione Popolare sciite irachene Abu Mahdi al-Muhandis. L’operazione è stata ordinata direttamente dal presidente statunitense Donald Trump, dopo conferma della CIA, senza nemmeno avvisare il Congresso statunitense. Continua a leggere

Lettera aperta al popolo statunitense. Maduro cita Kennedy: “Non dobbiamo mai negoziare per paura, ma non dobbiamo mai aver paura di negoziare”

“Se c’è qualcosa che so, è sui popoli, perché come voi sono un uomo del Popolo. Sono nato e cresciuto in un quartiere povero di Caracas. Mi
sono formato nel calore delle lotte popolari e sindacali in un Venezuela sommerso nell’esclusione e nella diseguaglianza. Non sono un
magnate, sono un lavoratore di ragione e di cuore che oggi ha il grande privilegio di presiedere il nuovo Venezuela, radicato in un modello di sviluppo inclusivo e di uguaglianza sociale, forgiato dal Comandante Hugo Chávez a partire dal 1998 e ispirato dall’eredità Bolivariana. Continua a leggere

Il racconto di Sandro, ospite in Venezuela della comunità italiana. “Pasta, olio e mandolino… contro diritti, salario e patria libera e grande”.

Riceviamo e pubblichiamo – Non si tratta di un servizio giornalistico strutturato ma forse proprio per questo offre una prospettiva che sarebbe da approfondire, sulle caratteristiche di parte della collettività italiana presente in Venezuela.

Sovranità, patria, popolo.

Premetto che nei confronti del Venezuela non avevo alcun preconcetto ideologico e neppure ero faziosamente a favore per presunte affinità ideologiche. Ci sono semplicemente andato per trovare parenti, per staccare dalla società in cui vivo e per toccare con mano la realtà… senza filtri di giornalisti o presunti tali che seduti al caldo, magari da New York, con i loro occhi prezzolati sputtanano o pontificano “a favore o contro” chi è in Siria, Iran, Argentina, Bolivia, Nuova Delhi o qualsiasi altra parte del mondo. Continua a leggere

Violenza, bugie e latifondo mediatico non sono bastati. In Venezuela ha vinto Maduro

di Marco Consolo

Lo scorso 20 maggio più di 20 milioni di venezuelani sono stati chiamati alle urne per eleggere i deputati dei consigli regionali e il loro Presidente. Quattro i candidati in lizza: il Presidente Maduro, oggi al governo, e 3 oppositori. Nicolás Maduro ha infine vinto con 6.248.86 voti (68%), contro Henri Falcón, un ex-chavista passato da tempo all’opposizione, (21% con 1.927.958 voti), più indietro il pastore evangelico Javier Bertucci (11% con 925.042 voti) e in coda Reinaldo Quijada con 34.614 voti, quindi lo 0,4%. Continua a leggere

CIOCCOLATA: La schiavitù è tornata *

di Agostino Spataro


… Arrivati in America, li aspettavano i mercati degli schiavi, in cui erano venduti per la seconda volta come bestie, e poi il lavoro nelle piantagioni. In quelle di zucchero, la vita media era di 10 anni. Ma questo non rendeva meno amara la cioccolata che le dame europee gustavano per essere alla moda…” Continua a leggere

Democrazia e informazione

di Tonino D’Orazio

Siamo in democrazia? Siamo in regime? Siamo in un nuovo tipo di dittatura formale? No, possiamo parlare. Il problema nasce se siamo in molti, troppi, a parlare o sparlare. Così pensano gran parte dei giornalisti occidentali. Sono preoccupati dalle cosiddette fake news, false notizie, eccetto se partono da loro, in coro, a sostegno del blocco sociale dominante e la voce e gli interessi del padrone. Perché tutti i giornali sono padronali. Anzi in questo caso le reti televisive proprietarie, sia private sia pubbliche-politicizzate, sono da esempio. Continua a leggere

INIZIATIVA POPOLARE PER LA MODIFICA DELLA LEGGE ELETTORALE, DELLA LEGGE SULLA SCUOLA E PER LA CANCELLAZIONE DEL PAREGGIO DI BILANCIO IN COSTITUZIONE.

IL COOORDINAMENTO PER LA DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE LANCIA LA PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE PER LA MODIFICA DELLA LEGGE ELETTORALE, DELLA LEGGE SULLA SCUOLA E PER LA CANCELLAZIONE DEL PAREGGIO DI BILANCIO IN COSTITUZIONE.

Di seguito la lettera di Alfiero Grandi ai Comitati Territoriali del CDC per il lancio della campagna.

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Energia per tutti

di Francesco Gesualdi

Ci sono gesti così abituali da averci fatto dimenticare quanto siano importanti. Fra questi, l’abitudine di correre con la mano sull’interruttore quando entriamo in una casa buia. In quel momento non accendiamo solo una lampadina, ci colleghiamo a un sistema che negli ultimi 150 anni ha rivoluzionato la nostra vita. E’ l’energia elettrica a cui l’Unctad, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di commercio e sviluppo, ha dedicato il suo ultimo rapporto riservato ai paesi meno sviluppati, Least Developed Countries Report 2017, uscito a fine novembre. Continua a leggere

Il tempo e l’ora del Venezuela

di Emir Sader

Essere a favore del governo del Venezuela non è solo una questione politica, ma anche di carattere. E’ imbarazzante che persone che pretendono di appartenere alla sinistra, istituzioni con una tradizione di sinistra, partiti che in linea di principio appartengono al campo popolare, che essi rimangano in silenzio o si avvalgano di critiche al governo per giustificare la mancanza di solidarietà con il governo del Venezuela. Continua a leggere

Venezuela e la sua Costituente: è poco o è molto?

di Atilio Boron – cubaperiodistas.cu

Raramente si sono svolte elezioni in un contesto contrassegnato dalla violenza come queste di domenica scorsa in Venezuela. Ci sono poche esperienze simili: in Libano, Siria e Iraq. Forse nei Balcani durante la dissoluzione dell’ex Jugoslavia. Continua a leggere

Venezuela: il dibattito perduto che anche a sinistra si ignora

Intervista di Claudia Fanti a Eugenia Russian

Rilanciamo questa significativa intervista di circa un anno fa che spiega in modo molto chiaro le ragioni di fondo della situazione venezuelana.

Tratto dalla rivista cattolica: Adista Documenti n° 26 del 16/07/2016

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Ginevra: Dichiarazione congiunta di 57 paesi a favore del Venezuela e contro ogni intervento esterno

Nel Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU, riunito a Ginevra, 57 stati firmano una dichiarazione che manifesta il chiaro appoggio al Venezuela bolivariano e il rifiuto di qualsiasi forma di intervento straniero nella sue questioni interne.

La dichiarazione è stata sottoscritta da: Russia, Cina, India, Sud Africa, Iran, Vietnam, Algeria, Egitto, Giordania, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Pakistan, Irak, Libano, Libia, Angola, Etiopia, Palestina, Qatar, Bielorussia, Arabia Saudita, Azerbaigian, Siria, Ecuador, Bolivia, Cuba, Nicaragua, San Vicente y las Granadinas, San Cristóbal y Nieves, Dominica, Bahrein, Isole di Comore, Gibuti, Somalia, Sudan, Tunisia, Yemen, Repubblica Democratica Popolare di Corea, Eritrea, Namibia, Laos, Filippine, Sudan del Sud, Repubblica del Congo, Burundi, Zimbawe, Myanmar, Timor Est, Tagikistan, Oman, Repubblica Democratica del Congo, Nigeria, Guinea Ecuatoriale, Mauritania, Mozambico, Togo, Venezuela. Di seguito il testo integrale della dichiarazione. Continua a leggere

Situazione in Venezuela: reazioni da Francia, Inghilterra e Germania

La Francia rifiuta di sanzionare il Governo di Maduro e aspira a facilitare il dialogo.

Il governo francese rifiuta possibili sanzioni dell’UE contro il governo di Nicolas Maduro e si mantiene a disposizione per facilitare il dialogo tra l’opposizione e il governo per tentare di uscire dalla crisi. Continua a leggere

Venezuela, voto costituente: cosa c’è da sapere per disinnescare le bombe della disinformazione globale

Oggi in Venezuela si vota per insediare i membri dell’Assemblea Costituente. Nei media italiani, tv, radio, cartacei e on-line, salvo una sparuta minoranza di giornalisti e di operatori dell’informazione partecipata, si susseguono informazioni false, assemblaggi mirati di notizie tendenziose e artefatte con le migliori (peggiori) metodologie previste per la manipolazione delle masse.

Per difendersi da questo attacco mediatico alle coscienze dell’opinione pubblica è bene sapere alcune cose che di seguito riepiloghiamo:

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E-book: “Il continente americano. L’America Latina”, di Andrea Vento, Giga Autoproduzioni, 2017

Recensione di Serena Campani

Il continente americano. L’America Latina, Andrea Vento, Giga Autoproduzioni, 2017, pp 36, contributo libero.

Il continente americano. L’America Latina è un opuscoletto di 36 pagine, realizzato dal Prof. Andrea Vento, docente di Geografia Economica a Pisa presso L’Istituto Tecnico Commerciale A. Pacinotti. Continua a leggere

America Latina: un futuro incerto fra crisi dei governi progressisti e nuove strategie golpiste

di Andrea Vento (estratto dalla pubblicazione “L’America Latina”)

Pubblichiamo l’interessante saggio di Andrea Vento parte di un lavoro più ampio che presentiamo integralmente in home page, molto utile per un quadro storico e attuale della situazione latino americana. (Copertina QUI) (Testo integrale QUI) Continua a leggere

Le criptovalute e il terrore delle banche

di Tonino D’Orazio

Iniziano ad avere senso le teorie del professore Auriti sul valore della moneta. Che la Bce stampasse tanta carta-moneta quanta ne volesse e secondo gli interessi privati delle banche, così come i Rothschild, proprietari della Banca Nazionale (aggettivo improprio) d’America per la stampa dei dollari, era cosa nota. La stessa idea che sui conti correnti scorrano solo numeri, e non sempre sostanza, lo stanno dimostrando i vari crac bancari in atto. Continua a leggere

DOPO COVID-19

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