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Etica e religioni

Questa categoria contiene 101 articoli

Lettera aperta di Moni Ovadia al Sindaco di Milano Sala su BDS e 25 aprile

Alla cortese attenzione del Sindaco di Milano, signor Giuseppe Sala

Egregio signor Sindaco,

le scrivo a seguito della notizia circolata nella rete, che un’associazione di ebrei legata alla Comunità Ebraica milanese, attraverso il suo sito http://www.linformale.eu, le ha chiesto, non si capisce a quale titolo, di adoperarsi per impedire la partecipazione alla prossima manifestazione del 25 aprile, festa della Liberazione, al movimento BDS (Boicotta Disinvesti Sanziona), calunniandolo con accuse false e infamanti. Continua a leggere

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APPELLO DI ALEX ZANOTELLI: FERMIAMO I SIGNORI DELLA GUERRA

Per una Perugia-Assisi straordinaria

“Trovo vergognosa l’indifferenza con cui noi assistiamo a una ‘guerra mondiale a pezzetti’ , a una carneficina spaventosa come quella in Siria, a un attacco missilistico da parte di Trump contro la base militare di Shayrat in Siria, ora allo sgancio della Super-Bomba GBU-43 (la madre di tutte le bombe) in Afghanistan e a un’incombente minaccia nucleare. Continua a leggere

Padre Arturo Sosa: “Il Venezuela non è in ginocchio” (Video intervista)

Arturo Sosa Abascal, superiore generale della Compagnia di Gesù, in una intervista a TV2000, smentisce le banalità più fosche proiettate dai media sul Paese sudamericano. Continua a leggere

Monsignor Capucci e la pace, «ossigeno della vita»

mons-capuccidi Marinella Correggia

Monsignor Hilarion Capucci è morto a Roma il 1 gennaio 2017, dunque in occasione della cinquantesima giornata mondiale della pace (istituita da Paolo VI e celebrata per la prima volta il 1 gennaio 1968). E’ morto, a 95 anni, pochi giorni dopo la fine della battaglia di Aleppo, sua città natale. La guerra in Siria era stata fonte di grande dolore per lui, da decenni rifugiato in Italia con status sempre incerto a causa delle sue note vicissitudini come vicario di Gerusalemme…  Continua a leggere

REFERENDUM/GENERALE FABIO MINI: “NO A RIFORMA CHE SOTTRAE AL PARLAMENTO DECISIONE SU DICHIARAZIONE DI GUERRA”

generale-fabio-miniIl gen. Mini racconta di una legge ‘immaginaria’, un Parlamento ‘defraudato’, una maggioranza non rappresentativa e una ‘guerra fredda interna’ all’Italia.

Intervista di Rossella Guadagnini al generale Fabio Mini (*)

Riforme, democrazia, governabilità e inganni. Ne parliamo con una voce fuori dal coro, un uomo che per 46 anni è stato nelle Forze Armate e oggi si definisce molto progressista. Ci racconta di una legge ‘immaginaria’ e di un Parlamento ‘defraudato’, di una maggioranza non rappresentativa del Paese e di una ‘guerra fredda interna’ all’Italia. Di spazi informativi pubblici a favore del marketing governativo e di una grande festa della dis-unità a cui, volenti o no, siamo tutti invitati. Continua a leggere

UN ALTRO MONDO POSSIBILE

am-latina-voltodi Giovanna Martelli (*)

L’intervento di Mario Giro, sul Venezuela, pubblicato nei giorni scorsi mi ha stimolata nella riflessione. Mario Giro narra di una situazione paradossale e confusa in Venezuela in cui solo l’intervento diretto di Papa Bergoglio ha avuto la capacità – un mezzo miracolo come lo definisce Giro – di far ripartire le trattative tra il governo di Maduro e l’opposizione in un Paese che comunque “lentamente scivola nell’anarchia istituzionale”. Continua a leggere

Come votare No alle armi nucleari

bomba-atomicadi Manlio Dinucci
«Grazie, presidente Obama. L’Italia proseguirà con grande determinazione l’impegno per la sicurezza nucleare»: così scriveva il premier Renzi in uno storico messaggio twitter. Sei mesi dopo, alle Nazioni Unite, Renzi ha votato Sì alle armi nucleari. Accodandosi agli Usa, il governo italiano si è schierato contro la Risoluzione, approvata a grande maggioranza nel primo comitato dell’Assemblea generale, che chiede la convocazione nel 2017 di una conferenza delle Nazioni Unite al fine di «negoziare uno strumento legalmente vincolante per proibire le armi nucleari, che porti verso la loro totale eliminazione». Continua a leggere

LA NUOVA GUERRA DELL´OPPIO della NARCO NATO: Afghanistan 2001 – 2016

eroinadi Vittorio Stano  (Hannover)

Quando verrà scritta la storia della guerra in Afghanistan, il sordido coinvolgimento di Washington e dei militari della NATO nel traffico di eroina, e la loro alleanza con i signori della droga, sarà uno dei capitoli più vergognosi. Continua a leggere

La verità del referendum

raniero_la_valle_400x400di Raniero La Valle

Discorso tenuto il 16/09/2016 a Messina nel Salone delle bandiere del Comune in un’assemblea sul referendum costituzionale promossa dall’ANPI e dai Cattolici del NO e il 17/09/2016 a Siracusa in un dibattito con il prof. Salvo Adorno del Partito Democratico, sostenitore delle ragioni del Sì. Continua a leggere

L’UOVO DEL SERPENTE

uovo_serpente_n-1di Agostino Spataro 

A quasi un trentennio dal crollo del muro di Berlino, l’Europa continua a vivere la sua crisi più lunga e più grave Crisi economica, morale, di leadership. Crisi di futuro.  L’U.E. é in pieno subbuglio. Le istituzione non ce la fanno a riprendere e a raddrizzare la situazione.  Inquietudini e paure si stanno impadronendo dello spirito pubblico; sono in corso, da tempo, delocalizzazioni industriali, fallimenti a catena, disordini sociali e instabilità dei governi.  Continua a leggere

INTOLLERANZA EBRAICA

moni-ovadiadi Agostino Spataro

1… Già la parola tolleranza, per quanto nobilitata dal famoso “Trattato” di Voltaire, può destare qualche perplessità, risultare perfino ambigua poiché fra persone è preferibile praticare la convivenza civile e solidale.

Figurarsi quanto può risultare ostica l’intolleranza, specie se praticata fra correligionari o comunque fra membri di una stessa società democratica.

Recentemente, si é verificato un caso d’intolleranza da parte di certi ambienti dell’ebraismo radicale ai danni di Moni Ovadia ossia di un grande artista ebreo, reo di pensare laicamente, diversamente da certi canoni dell’ortodossia, e per questo fatto segno di attacchi davvero ignominiosi, minacciosi. Continua a leggere

Frei Betto: il cristianesimo come progetto di civiltà.

frei-betto“Tutti noi cristiani siamo discepoli di un prigioniero politico”.

di Frei Betto (Frate domenicano – Brasile 19/05/2016) Continua a leggere

Il reale significato odierno della celebrazione della Nakba

NAKBA-never forgetdi Andrea Vento (Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati)

Il 15 maggio è una ricorrenza di particolare importanza per i palestinesi perché è il giorno in cui celebrano la Nakba, la ‘catastrofe’, tramite la quale viene mantenuto vivo il ricordo della cacciata dalle proprie abitazioni di centinaia di migliaia di persone e la mancata nascita del proprio stato. La data prescelta per questa ricorrenza ha un elevato significato simbolico: il 15 maggio del 1948 infatti segna l’inizio della prima guerra arabo-israeliana, che si concluderà ad inizio del 1949 con la vittoria del neocostituito stato ebraico, e l’inizio del calvario del popolo palestinese che in circa 70 anni, a seguito di una serie infinta di vicende avverse, ha portato alla drammatica situazione attuale caratterizzata da: regime di occupazione militare, espropri e colonizzazione delle terre, violazione sistematica dei diritti umani e delle risoluzioni ONU ed espulsioni, individuali e di massa, continuativi con conseguente creazione di una tale entità di profughi che, ad oggi, metà del popolo palestinese vive al di fuori dei cosiddetti “Territori occupati”, acquisendo il poco invidiabile status di “popolo della diaspora”. Continua a leggere

“DOVE SEI EUROPA ?” PAPA FRANCESCO ai leader del continente.

Papa-Francesco-premio-Carlo-MagnoDi fronte alle più alte cariche della Commissione europea, della BCE, di Angela Merkel, di Matteo Renzi, Papa Francesco ha pronunciato a Roma, in occasione del conferimento alla sua persona del Premio Carlo Magno, un’altro dei suoi straordinari discorsi, che è suonato come un monito forte all’insipienza della leadership continentale esordendo con l’espressione più volte ripetuta “Cosa ti è successo Europa ?” – Di seguito il discorso completo e il video. Continua a leggere

Cooperazione attraverso i migranti: Il patto di amicizia Reggio Emilia e Zeramdin (Tunisia)

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di Laura Salsi e Stefano Morselli

La sera prima degli attentati all’aeroporto e nella metro di Bruxelles, eravamo rientrati dalla Tunisia. In Tunisia abbiamo trascorso quattro giorni di incontri e manifestazioni, che coincidevano con due anniversari: l’assalto terrorista al Museo del Bardo, nel quale persero la vita anche alcuni italiani (18 marzo 2015) e la proclamazione dell’indipendenza tunisina (20 marzo 1956). Siamo andati – insieme a una delegazione di Reggio Emilia, della quale facevano parte anche rappresentanti del Comune, della Provincia, della comunità tunisina, della Croce Verde e del centro di cultura islamica – per presentare il libro di Stefano Morselli, in lingua italiana e in lingua araba, dedicato a Dante Bigliardi, fondatore e fino ai suoi ultimi giorni di vita presidente della FILEF di Reggio Emilia. Continua a leggere

Les raisons du coeur

Les raisons du coeurdi Tonino D’Orazio

E i politici nei nostri letti. Lo si capiva che, prima o poi, i politicanti e soprattutto i moralisti cattolici o vari sarebbero finiti a spiare e giudicare, sempre di più, i cittadini nei loro letti e tra le loro lenzuola. Il mondo moderno è pieno di antiche virtù cristiane diventate ipocrisia e follia. Lo specchio nel quale ci riflettiamo tutti è proprio lo strumento televisivo, sia privato che statale. La conformità. Il “bon ton”, parola orribile. I talkshow, enormi e urlanti pollai.  Continua a leggere

Il nuovo disordine mondiale, nel XIII° rapporto sui diritti globali

Rapporto DIritti Globali-2015di Sergio Segio

Nella sua tredicesima edizione, il rapporto edito da Ediesse descrive la situazione che fa perno attorno alla “prima guerra mondiale della finanza”, già documentata in passato. Giunto alla tredicesima edizione, il Rapporto sui diritti globali è significativamente titolato “Il nuovo disordine mondiale”. Un disordine che fa perno attorno a quella “prima guerra mondiale della finanza” già documentata negli ultimi anni, e che nel 2015 ha visto una decisa accelerazione. Una guerra articolata su più fronti, a partire da quello contro i lavoratori, i ceti meno abbienti e i paesi recalcitranti alla dittatura della troika e alla disciplina dell’austerity; come da ultimo abbiamo visto in Grecia, cui è dedicato il focus del primo capitolo del volume. Continua a leggere

25 fa l’inizio della guerra infinita. Due docufilm di Fulvio Grimaldi

Ahmadi Oil Fields, Kuwait, 1991 Sandwiched between blackened sand and sky, camels search for untainted shrubs and water in the burning oil fields of southern Kuwait. Their desperate foraging reflects the environmental plight of a region ravaged by the gulf war. Canby, Thomas Y. (August 1991). "The first Gulf War taught us a new lesson in unconventional conflict. Saddam Hussain's army filled the skies of southern Kuwait with black poignant smoke from the burning oil lines. It was a powerful, debilitating symbol. And there was another. McCurry, who was covering the war, saw camels running in terror from the fires. Both images -whether of the fires or of the animals- were powerful representations of the chaos of that time. Central to McCurry's reputation as a journalist is his discipline to wait, and to search, and then to recognize the most telling image. The juxtaposition of the fire and smoke and camels running amok creates an icon of that war." - Phaidon 55 National Geographic, Vol. 180, No. 2, 2-3, 2005, August 1991, The Persian Gulf: After the Storm, Phaidon, 55, Iconic Images, final book_iconic, final print_milan

Presentiamo due docufilm di Fulvio Grimaldi sull’Iraq, il primo girato negli anni del lungo e catastrofico embargo dopo la prima guerra del Golfo scatenato da Bush Senior e il secondo tratto da “UN DESERTO CHIAMATO PACE”, girato durante il secondo attacco del 2003 di Bush figlio (con le rispettive coalizioni dei volenterosi), tratto da Pandoratv. Continua a leggere

Arabia Saudita fra crisi di bilancio, repressione interna e riposizionamento regionale

Arabia_Sauditi_1di Andrea Vento

L’esecuzione di al-Nimri leva della nuova strategia saudita.

Lo scontro diplomatico in atto fra Arabia Saudita e Iran, acceso dall’esecuzione dell’Imam sciita Nimr al-Nimr, sta alimentando pericolose tensioni nella martoriata regione mediorientale già lacerata dagli annosi  conflitti interni in Iraq e Siria e dall’intervento militare Saudita in Yemen, ai quali, negli ultimi mesi si sono aggiunti ulteriori preoccupanti focolai: la ripresa della repressione della minoranza curda in Turchia da parte del regime islamista di Ankara, lo spontaneo avvio dell’Intifada di Gerusalemme che ha riportato sulla ribalta internazionale l’irrisolta “Questione palestinese” e il riacutizzarsi degli scontri fra Israele ed Hezbollah[1], già aspramente confrontatesi nella “Guerra dei 33 giorni” che insanguinò il “paese dei cedri” nell’estate del 2006. Continua a leggere

COMUNICATO DELLA PEACE ASSOCIATION OF TURKEY: La reazione è nemica della pace

Turchia1L’ultimo attentato a Istanbul ha aggiunto tragedia alla tragedia vissuta dal nostro paese e da tutta la regione.

Un attentatore suicida ha ucciso dieci persone innocenti, stavolta turisti che vistavano Istanbul. Il colpevole indicato è Daesh.
 
Come hanno dimostrato le stragi precedenti, il colpevole vero dietro questo attacco è l’establishment e i suoi poteri esecutivi. Questo potere in Turchia è rappresentato dal partito di governo, reazionario, Akp. L’Akp ha sostenuto non solo Daesh ma anche tutte le altre gang reazionarie in Siria e Iraq, per lungo tempo. E’ del tutto evidente che la Turchia è servita come base a questi gruppi per attaccare il popolo siriano. Di conseguenza, l’Akp è al centro dei crimini di guerra perpetrati contro il popolo siriano e contro l’umanità.

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L´INTELLETTUALE VISIONARIO E IL CALIFFO VIRTUALE AL-BAGDADI

laicita_caravaggiodi Vittorio Stano (Hannover)

Libere considerazioni su “SOUMISSION”, romanzo di Michel Houellebecq, ed.Flammarion

IL BORGHESE BIGOTTO

Joris Karl Huysmans era un reazionario del XIX secolo. I suoi romanzi offrivano un repertorio completo dei motivi decadenti. “A Ritroso/Á Rebours” fu la “Bibbia” del Decadentismo. Pubblicato nel 1884 é il primo testo nel quale un insieme di atteggiamenti trovava una organica sistemazione che mirava anche a prospettare un modello di vita. Gli “eroi” dei suoi libri erano in aperta opposizione col mondo e la vita di tutti i giorni, con le angustie dei valori e delle norme borghesi. Continua a leggere

Lettera della Guida della Rivoluzione Islamica a tutti i giovani nei paesi occidentali

KhameneiParla l’AyatollahSeyyed Alì Khamenei, Guida della Rivoluzione Islamica iraniana. Una lettera a tutti i giovani nei paesi occidentali. Continua a leggere

PUTIN

Vladimir PutinProponiamo questa recente video intervista a Vladimir Putin. A seguire, youtube carica in automatico, altrettanti video interviste o conferenze stampa in cui Putin risponde ad una serie di questioni di politica interna e internazionale. Se avete un pò di tempo, vale la pena ascoltarle. E’ molto interessante notare come le argomentazioni usate da Putin siano rigorosamente logiche, trasparenti, lontane dall’ambiguità a cui siamo abituati; in un certo senso,  Vladimir Putin parla come un pedagogo, un disvelatore di contraddizioni e di menzogne, usando una maieutica formalmente ineccepibile. Il suo argomentare si inscrive nella tradizione dell’illuminismo. E della tradizione occidentale, ivi inclusa quella della dialettica. Non vi è proprio nulla che rimandi a tradizioni “asiatiche” nella loro accezione negativa … che invece ha conquistato buona parte dell’occidente. Continua a leggere

Fulvio Scaglione (v. direttore Famiglia Cristiana): non c’è stata alcuna guerra occidentale all’ISIS

isisintervista di Alessandro Bianchi (da L’AntiDiplomatico)

Dopo gli attentati di Parigi, a mente più fredda, secondo Lei era possibile prevenire la strage da parte dei servizi francesi?
Credo sia molto difficile per qualunque servizio segreto, soprattutto in una democrazia occidentale che non ha rinunciato al proprio patrimonio di diritti civili, tenere sotto stretto controllo migliaia di persone in un bacino di milioni di persone che potrebbero, almeno in teoria, essere potenziali complici o fiancheggiatori. E cioè, le 5-6 mila persone “attenzionate” dai servizi in Francia, dove ci sono più di 6 milioni di immigrati.
Converrebbe spostare l’attenzione, invece, sui fenomeni di lungo periodo che aiutano la causa e l’azione dei terroristi. Dopo la strage di Parigi è diventato normale segnalare la connessione con il Belgio. Se ne parla, però, come di una cosa nuova mentre già nel 2001, il terrorista kamikaze che si fece saltare insieme con Ahmad Shah Massud, il Leone del Panshir, il capo guerrigliero schierato contro i talebani, aveva studiato in Belgio e aveva passaporto belga. Da molti anni è noto che il Belgio è uno snodo fondamentale, in Europa, per il traffico d’armi. Se c’è una “colpa”, secondo me, va piuttosto ricercata in ciò che non si è fatto (o non si è fatto fino in fondo) su questioni come queste. 

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Gi argentini ebrei: non ci identifichiamo col colonialismo di Israele

carididi Jorge Elbaum
“Riprendiamoci l’eredità popolare e progressista”
Jorge Elbaum è stato eletto presidente della nuova organizzazione della comunità ebraica e, discutendo con Página / 12, spiega che ” l’obiettivo è quello di differenziarsi da “l’AMIA e la DAIA, ora alleati ai settori più conservatori della società.” Continua a leggere

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