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Educazione e Cultura

Questa categoria contiene 207 articoli

IMMIGRAZIONE, EMIGRAZIONE, COOPERAZIONE

di Rodolfo Ricci

Nell’analisi degli attuali fenomeni migratori e delle connesse questioni economico-sociali, giuridiche e politiche è opportuno richiamare alcuni aspetti di ordine storico e di approccio di indagine che consentano di ricostruire una unità di lettura dei fenomeni migratori in quanto effetti – e allo stesso tempo concause – dei mutamenti strutturali che li producono e che li alimentano. Continua a leggere

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La sinistra ridotta a pensiero unico delle élites

di Carlo Freccero

Populismo. Sono stupefatto di vedere che il buonismo di sinistra si limita all’accoglienza ma non si pone mai il problema delle cause. Perché ci sono oggi tanti migranti? Perché siriani e libici che fino all’intervento dell’Occidente godevano di un tenore di vita elevato, sono oggi profughi in terra straniera? Continua a leggere

L’Unione Europea non può essere democratizzata

di 

Stabilire il momento in cui il processo di integrazione europea si è volto al peggio non è compito facile. È una difficoltà dovuta al fatto che gli aspetti più nefasti (da una prospettiva progressista) di questo processo sono il risultato di decisioni apparentemente non nefaste prese nei decenni precedenti. Per semplicità, comunque, possiamo fissare il momento di svolta dell’Europa verso il neoliberismo intorno alla metà degli anni ‘70, quando il regime cosiddetto “keynesiano”, adottato in occidente dopo la seconda guerra mondiale, entrò in una crisi conclamata.  Continua a leggere

Ottima riuscita della manifestazione nazionale per Mondeggi Fattoria Senza Padroni.

Oltre duemila persone hanno animato un corteo pacifico e colorato per le vie di Firenze.

di Serena Campani

Firenze. Sabato 28 Aprile, a partire dalle ore 17.00, si è svolta per le vie del centro storico fiorentino la grande manifestazione nazionale per Mondeggi, la Fattoria Senza Padroni, che ha visto la colorata, allegra e pacifica partecipazione di oltre duemila persone, giunte da tutta Italia e anche dall’estero. Continua a leggere

L’ideale europeo di mobilità del lavoro: una guerra tra poveri su scala europea

L’ultimo studio dell’Eurostat sulla mobilità del lavoro in Europa lancia l’allarme: nonostante la fame generata dalla crisi e le umiliazioni inflitte da disoccupazione e precarietà, i senza lavoro italiani sono restii ad abbandonare il loro Paese per trovare un’occupazione all’estero. Solo 7 disoccupati su 100 si dicono disponibili a lasciare l’Italia per cercare lavoro in un altro paese europeo. Il dato preoccupa le istituzioni comunitarie per un motivo preciso: l’Europa che hanno in mente è un enorme mercato, ed il lavoro deve comportarsi come tutte le altre merci, spostandosi lì dove ne emerge il bisogno. Continua a leggere

Democrazia e informazione

di Tonino D’Orazio

Siamo in democrazia? Siamo in regime? Siamo in un nuovo tipo di dittatura formale? No, possiamo parlare. Il problema nasce se siamo in molti, troppi, a parlare o sparlare. Così pensano gran parte dei giornalisti occidentali. Sono preoccupati dalle cosiddette fake news, false notizie, eccetto se partono da loro, in coro, a sostegno del blocco sociale dominante e la voce e gli interessi del padrone. Perché tutti i giornali sono padronali. Anzi in questo caso le reti televisive proprietarie, sia private sia pubbliche-politicizzate, sono da esempio. Continua a leggere

C’era una volta la terra: la storia di Mondeggi, la fattoria senza padroni.

C’era una volta la terra. Intorno ad essa e al suo possesso girano da sempre le sorti del mondo. E, quando si parla di terra, storie lontane e vicine si intrecciano: dalle multinazionali ai piccoli contadini, dall’agro business all’agricoltura di sussistenza, dall’utilizzo di sostanze chimiche che danneggiano mortalmente l’uomo e l’ambiente all’agroecologia. Tutti, volenti o nolenti, abbiamo necessariamente a che fare con la terra. Perché essa è madre, culla, nutrimento, vita. Continua a leggere

“Occidente / Oriente LA FRATTURA”

Nuovo libro di Agostino Spataro

Dedicato ad Aldo Moro e a Enrico Berlinguer

 

(In copertina: soldati Usa all’assalto della Ziqqurat di Ur durante l’aggressione all’Iraq. Il monumento, innalzato dai Sumeri intorno al 2000 a.C., era consacrato al Dio Luna e simboleggiava l’unione cosmica tra Terra e Cielo, tra uomini e dei. Foto da Google)

 

 

Introduzione

La frattura, le fratture

1…           Questo lavoro ha uno scopo prevalentemente archivistico, ma vuole essere anche una  testimonianza del travaglio che stiamo vivendo in questa lunga e confusa fase di transizione dal vecchio al nuovo ordine internazionale. Continua a leggere

Stephen Hawking e Hamas: come uno scienziato ha preso la parola a favore dei palestinesi

Nel 2006 il fisico, morto mercoledì, incontrò il primo ministro israeliano Ehud Olmert, ma auspicò colloqui tra Israele ed Hamas dopo la guerra contro Gaza del 2008-09

Mercoledì si sono resi omaggi al famoso fisico inglese Stephen Hawking – ricordandolo non solo per la genialità della sua mente come scienziato, ma anche come appassionato attivista che ha prestato la propria impareggiabile voce a cause come il diritto dei palestinesi a resistere e per chiedere la fine della guerra in Siria. Continua a leggere

Duecento anni di Karl Marx, un compleanno pieno di iniziative

In occasione del bicentenario della nascita del filosofo tedesco Karl Marx, un nutrito gruppo di associazioni, fondazioni e istituti culturali, tra cui la Cgil, la Fondazione Di Vittorio, l’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, il Circolo Gianni Bosio, Critica Marxista, il Centro riforma dello Stato, le Fondazioni Basso, Feltrinelli e Gramsci, organizzeranno una serie di iniziative che si svolgeranno a partire dal mese di marzo e si concluderanno in autunno con un convegno nazionale a cui parteciperanno studiosi italiani e di altri Paesi. Continua a leggere

«GUERRA NUCLEARE, IL GIORNO PRIMA», sul nuovo libro di Manlio Dinucci.

di Mario Agostinelli (recensione al libro di Manlio Dinucci «GUERRA NUCLEARE, IL GIORNO PRIMA»)

Seguire con cura gli appuntamenti settimanali di Manlio Dinucci sul quotidiano «il manifesto» assicura un privilegio: anticipazioni, notizie e conferme volutamente negate dai media che sopravvivono a un presente permanente e sono sordi all’inquietante battito dell’orologio immaginato dal «Bulletin of the Atomic Scientists», il Doomsday Clock che, da dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, segue simbolicamente il rischio di una guerra nucleare e ora è stato spostato a soli due minuti alla mezzanotte. Continua a leggere

Sicurezza e insicurezze: Gli immigrati fanno diminuire i reati

di Salvatore Palidda (*)

“Dal latino sine cura : senza preoccupazione; il termine (lemma) sicurezza indica la condizione che rende e fa sentire di essere esenti da pericoli, o che dà la possibilità di prevenire, eliminare o rendere meno gravi danni, rischi, difficoltà, evenienze spiacevoli, e simili” (Enciclopedia Treccani).
E’ quindi ovvio che la sicurezza sia da sempre una delle prima preoccupazioni degli esseri umani rispetto a tutti i più diversi tipi di insicurezze, ergo la sicurezza è uno dei principali scopi dell’organizzazione politica della società (sinonimo di Stato). Continua a leggere

L’immigrazione in Italia tra le mistificazioni delle destre e i dati dell’Istat

La sconcertante dichiarazione di Fontana, il candidato leghista alla presidenza della Lombardia, secondo la quale dovremmo “bloccare il flusso dei migranti perché mette a rischio la sopravvivenza della razza bianca” ha, non solo esaltato la malcelata matrice razzista del partito di Salvini ma anche le strategie manipolatorie del fenomeno migratorio finalizzate alla diffusione dell’odio interetnico da capitalizzare poi in sede elettorale. Continua a leggere

IL SERVILISMO DELLA POLITICA ITALIANA NEI CONFRONTI DEL SIONISMO. Ovvero…

OVVERO: PERCHE’ BATTERSI PER I DIRITTI DEI PALESTINESI VUOL DIRE BATTERSI PER I NOSTRI DIRITTI.

di Ugo Giannangeli

Dico “nei confronti del sionismo” e non solo “nei confronti di Israele” perché il diffuso atteggiamento condiscendente e complice riguarda non solo lo Stato ebraico ma il complessivo progetto sionista in corso di realizzazione: non sappiamo fin dove intende espandersi territorialmente; certamente mira a uno Stato esclusivamente ebraico; certamente ambisce  avere l’intera città di Gerusalemme come propria capitale. Continua a leggere

America Latina: ciclo economico e dinamiche geopolitiche

di Andrea Vento

La ricerca effettuata cerca di indagare sulle correlazioni intercorrenti fra l’andamento politico dell’ultima parte della Stagione dei governi progressisti latinoamericani (dopo il 2014) e quello del corrispondente ciclo economico macroregionale, considerando anche la struttura economica ed il modello di sviluppo che caratterizza i paesi dell’area. Una fase storico-geopolitica iniziata col nuovo millennio sostanzialmente in modo inatteso che, dopo il trentennio delle dittature civico-militari degli anni 50′-60′-70′ ed il difficile ritorno a forme incompiute di democrazia degli anni 80′, ha portato al centro dell’azione politica significative nuove istanze: il rispetto delle regole democratiche, la difesa dei diritti umani e l’attuazione di politiche più sensibili alle istanze sociali. I governi progressisti, nelle varie declinazioni nazionali, insediati in questi anni in Venezuela (il primo nel 1999), Brasile, Argentina, Cile, Bolivia, Uruguay, Ecuador, Paraguay, Nicaragua, Panama, Guatemala, Honduras (benché scosso da un golpe nel giugno 2009[1]), e, a fine 2014, dal Salvador, hanno conseguito importanti progressi in ambito sociale e dato origine al processo di integrazione regionale Sud-Sud più avanzato su scala globale. Continua a leggere

L’appello del Coordinamento Democrazia Costituzionale per le elezioni del 4 marzo

Alle candidate e ai candidati alle elezioni del 4 marzo

Alle elettrici e agli elettori del 4 marzo

Roma, 16 febbraio 2018

L’appassionato confronto sui valori e i dettati della Costituzione in occasione del referendum del 4 dicembre 2016 – al quale abbiamo contribuito sostenendo il No – ha visto partecipare un imponente numero di elettrici e di elettori, pur con scelte difformi, a riprova che le grandi opzioni della politica sono percepite come proprie dai cittadini quando sono messi in grado di scegliere.

Per questo ci rivolgiamo a tutte le candidate e a tutti i candidati di buona volontà con questo accorato e rispettoso appello. Continua a leggere

Le Proposte della CGIL per gli italiani all’estero e la nuova emigrazione

Le Proposte della CGIL per gli italiani all’estero e la nuova emigrazione

 

Le elezioni politiche del 4 marzo 2018 si svolgono in un contesto che è profondamente mutato rispetto alla consultazione elettorale generale precedente:

La presenza delle nostre collettività all’estero è cresciuta nel corso dell’ultimo decennio, da 3,6 a oltre 5 milioni di persone. In particolare, la cosiddetta “nuova emigrazione”, che già manifestava cinque anni fa segnali di crescita consistente, si è sviluppata negli ultimi tre anni avvicinandosi ai 300mila espatri all’anno. Non si tratta più solo di emigrazione giovanile con livelli medio-alti di scolarizzazione, ma anche di famiglie con i figli al seguito.

In Italia perdurano i bassi livelli di crescita causati da politiche economiche restrittive e di austerity, da insufficienti investimenti, dalla precarizzazione del lavoro, dalla riduzione del welfare; è dunque ipotizzabile che i nuovi flussi di espatri continuino a mantenersi nei prossimi anni su queste dimensioni, analoghe, per entità, a quelle dell’emigrazione degli anni ’60 del ‘900.

Si è dunque aperto un nuovo fronte di attenzione e di intervento che riguarda i diritti e le tutele dei nuovi migranti e delle loro famiglie e, parallelamente, la necessità di riproporre la riflessione sui movimenti emigratori in uscita dal nostro paese, come grande questione nazionale, accanto ai fenomeni immigratori, per il loro impatto che hanno nel presente e a medio-lungo termine per le sorti del paese.

In questo contesto, l’attività legislativa dei nuovi eletti – nel loro compito di rappresentanti delle comunità italiane all’Estero e, al tempo stesso, di Parlamentari della Repubblica – a nostro giudizio deve iscriversi in un quadro valoriale centrato su tre cardini fondamentali:

– la piena attuazione del diritto costituzionale al lavoro: un lavoro che sia “dignitoso, contrattualizzato, retribuito, qualificato dalle tutele universali e dalla formazione”. Un lavoro che sia accompagnato da un quadro di tutele che garantiscano il pieno accesso al welfare a tutti, in qualsiasi fase della propria vita. I parlamentari eletti all’estero saranno chiamati anche ad intervenire sulle questioni della riforma del mondo del lavoro e sulle politiche di welfare: chiediamo loro di impegnarsi ad invertire le politiche neo-liberiste e di austerity messe in campo negli ultimi anni, che hanno contribuito a precarizzare ancora di più il lavoro e ad impoverire le tutele a sostegno di giovani, pensionati, disoccupati, studenti e lavoratori;

– il diritto alla libera circolazione delle persone: nel contesto di ripresa massiva della nostra emigrazione e di un diffuso restringimento del diritto di accesso e soggiorno (dal caso, ad esempio, delle “espulsioni” di cittadini italiani in Belgio e in Germania alle condizioni di accesso e permanenza nella Gran Bretagna post Brexit, ecc.), sarà fondamentale che gli eletti alle massime istituzioni democratiche del Paese operino affinché sia garantito il diritto alla libera circolazione. Ciò vale nell’attenzione alle condizioni dei nostri connazionali espatriati e ciò vale, secondo gli stessi principi di eguaglianza, solidarietà ed inclusività, per i cittadini immigrati in Italia, verso i quali non è possibile perpetrare una politica dettata dalla paura e dal respingimento;

– l’esplicita scelta di campo antifascista e contro ogni discriminazione. In un contesto europeo e mondiale che vede il rigurgito di movimenti xenofobi, intolleranti e spesso esplicitamente razzisti e legati alle tragiche esperienze del fascismo e del nazismo, è fondamentale che i rappresentanti nel parlamento italiano, eletti nel collegi esteri, manifestino esplicitamente la loro profonda convinzione valoriale antifascista e contro ogni forma di discriminazione, applicando poi questi valori nella loro azione parlamentare su ogni tema sociale e civile rispetto al quale saranno chiamati a intervenire.

Per il voto del 4 marzo 2018, la CGIL auspica la più ampia partecipazione al voto, fa appello alle istituzioni affinché venga assicurata la necessaria informazione alle elettrici e agli elettori e perché l’esercizio di voto all’estero si svolga nel pieno rispetto di quanto previsto dalla Costituzione.

 

ALCUNE PROPOSTE DI PROGRAMMA

Per le elezioni politiche italiane del 4 marzo 2018, la CGIL propone ai candidati nella Circoscrizione Estero alcune proposte programmatiche che auspichiamo vengano sottoscritte e realizzate.

  • svolgimento di una nuova conferenza mondiale dell’emigrazione italiana durante la prossima legislatura. A 18 anni da quella del 2000, appare indispensabile predisporre e approfondire una analisi complessiva della situazione in atto e riformulare un approccio organico alle politiche emigratorie saldando insieme diritti e aspettative della vecchia e della nuova emigrazione;

 

  • adeguare le risorse a disposizione della migrazione: a fronte di un aumento della consistenza delle collettività emigrate di oltre il 50% e dei tassi di sviluppo della nuova emigrazione, le risorse messe a disposizione sono state, quantitativamente e qualitativamente, del tutto inadeguate. Il parziale recupero di risorse dell’ultimo scorcio di legislatura ha stabilizzano la spesa pubblica a livelli minimi con una riduzione che rimane di circa il 70% rispetto a dieci anni or sono;

 

  • rafforzamento della rete consolare e della rappresentanza italiana: i tagli di bilancio hanno inciso gravemente sulla condizione della rete consolare, sull’assistenza diretta ed indiretta, sul funzionamento di Comites e Cgie, sull’informazione, sulla tenuta del tessuto associativo. La questione della tutela e dell’orientamento alla nuova emigrazione non ha visto ad oggi alcun significativo investimento. Restano ampiamente sottovalutate le opportunità di valorizzazione del ruolo delle nostre collettività in riferimento all’internazionalizzazione del sistema paese (formazione professionale, promozione turistica, culturale e imprenditoriale, cooperazione tra l’Italia e i paesi di accoglimento);

 

  • formalizzare il rapporto tra Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, Patronati e associazionismo: proprio per l’aumento dell’entità e per le mutate caratteristiche della migrazione italiana, c’è oggi bisogno di uno sforzo congiunto e sinergico delle presenze organizzate all’estero, in particolare sulla questione della nuova emigrazione. E’ necessario che gli impegni presi vengano rapidamente tradotti in concreti programmi definiti con la partecipazione attiva delle rappresentanze sociali degli italiani all’estero. Ciò può costituire una premessa importante per progettare una nuova politica dell’emigrazione che impegni lo Stato sia a livello centrale che regionale e che coinvolga anche la dimensione europea; i flussi di nuova emigrazione sono infatti determinati dalla mancanza di lavoro causata da scelte di politica economica sbagliate assunte sia a livello nazionale che comunitario;

 

  • centri di informazione, orientamento e assistenza per la “nuova emigrazione”: per favorire percorsi di piena integrazione dei nuovi emigrati nei vari Paesi di destinazione e, al tempo stesso, tutelarne i diritti anche nelle fasi di mobilità tra un Paese e l’altro, è urgente l’attuazione di un programma integrato di accompagnamento, orientamento e assistenza della nuova emigrazione, condiviso e partecipato da Associazioni e Patronati, che si avvalga del diffuso tessuto di strutture sociali presenti all’estero, dei Comites e della rete dei Consolati;

 

  • lingua, cultura e formazione: l’insegnamento della lingua italiana costituisce un diritto dei nostri giovani all’estero e, insieme, un’occasione importante di valorizzazione della cultura italiana nel mondo. E’ quindi indispensabile potenziarne le risorse, garantire la tenuta della rete degli enti gestori e una governance pubblica in grado di programmarne lo sviluppo e la qualità. Altrettanto importante e qualificante per la ricostruzione di una politica organica per l’emigrazione è la riattivazione del programma di formazione professionale del Ministero del Lavoro destinato agli italiani residenti in paesi extraeuropei, che costituisce elemento di importante valorizzazione delle competenze interculturali delle nuove generazioni dell’emigrazione nei processi di cooperazione economica e culturale tra Italia e paesi extraeuropei e per il potenziamento del sistema paese.

 

  • associazionismo: la realtà associativa va tutelata e sostenuta istituzionalmente in quanto momento basilare e fondamentale di coesione e di dialogo all’interno delle collettività emigrate, di cittadinanza attiva, di costruzione di reti di solidarietà e di lavoro comune, di rinnovamento e adeguamento ai nuovi contesti, come emerso anche nella recente costituzione del Faim.

 

  • riforma COMITES e CGIE: sul piano delle questioni legate alla rappresentanza va superata ogni ambiguità di sovrapposizione dei momenti di rappresentanza: la presenza dei parlamentari dell’estero non svuota, anzi accresce la necessità di momenti di rappresentanza di base (COMITES) e intermedi (CGIE). Va tutelato il principio ispiratore della legge istitutiva del CGIE secondo il quale esso è il momento di massima rappresentanza delle collettività emigrate che interloquisce, in piena autonomia, con la rappresentanza parlamentare, con i partiti, con le istituzioni dello Stato centrale e delle Regioni;

 

  • Servizio pubblico radiotelevisivo e informazione: Il miglioramento in qualità e diversificazione dell’offerta di informazione della RAI – che ne confermi la valenza di servizio pubblico per gli oltre 5 milioni italiani nel mondo – e il potenziamento delle risorse per la stampa e per l’informazione, anche via web, costituiscono obiettivi importanti da perseguire alla luce dei cambiamenti in atto, della crescente domanda che proviene sia dalle nostre collettività che dal mondo degli oriundi e dalle opportunità di valorizzare, attraverso di esse, l’immagine del nostro paese all’estero;

 

  • Piena e reale tutela ai nostri pensionati residenti all’estero: assegno sociale per i pensionati italiani all’estero in difficoltà economiche; in caso di ritorno in Italia, accesso all’assegno sociale senza obbligo di dieci anni di residenza continuativa; migliorare le condizioni normative e burocratiche (nel rapporto tra INPS e banca erogatrice) per le campagne RED e Certificazione Esistenza in Vita, obblighi annuali dei nostri pensionati all’estero che, spesso, per rispettarli sono messi in estrema difficoltà dalle dinamiche burocratiche; garantire il reale mantenimento del valore della pensione all’estero, dove in molti casi (quali Argentina e Venezuela) la pensione è sottoposta ad un tasso di cambio che ne riduce immensamente il reale valore; riconsiderare l’IMU sulla casa in Italia dei pensionati all’estero; sanatoria degli indebiti pensionistici accumulati senza dolo ma per errore di calcolo dell’INPS;

 

  • Ratifica delle convenzioni internazionali: le Convenzioni internazionali bilaterali servono ai diversi Paesi per regolamentare norme, diritti e prestazioni sociali da erogare ai cittadini migranti di entrambi gli Stati. L’Italia è oggi un Paese sia di emigrazione che di immigrazione e dovrebbe essere dunque estremamente attivo ad attivare convenzioni bilaterali con i Paesi sia di destinazione dei nostri connazionali , sia di provenienza di cittadini stranieri: però l’Italia si sta purtroppo distinguendo per i ritardi, l’approssimazione e la scarsa volontà politica nella ratifica di molte Convenzioni internazionali. E’ invece quanto mai necessario pervenire a una revisione delle convenzioni esistenti, spesso vecchie di decine d’anni e inattuali, e alla stipula di nuove, per offrire alla vecchia e nuova emigrazione, nonché ai cittadini immigrati nel nostro territorio, condizioni e normative utili alla mobilità e ai cambiamenti epocali in corso.

(*) Il presente documento è condiviso con la F.I.E.I.

 

Per adesioni: org.internazionale@cgil.it, europa@cgil.it


Scarica il Documento CGIL in PDF

Immigrazione, quel fallimento della sinistra che viene da lontano.

L’ intervista ad Agostino Spataro, giornalista, già parlamentare del PCI  per tre legislature, autore del libro ‘Immigrazione – La moderna schiavitù’

Sembra ormai retorico associare elezioni, campagna elettorale, immigrazione, sicurezza, ma è, purtroppo, un dato di fatto: non c’è tornata elettorale, di qualsivoglia Paese, soprattutto occidentale, in cui non si faccia riferimento al problema dell’ immigrazione. Così è stato in America dove, nel novembre 2016, è stato eletto Presidente Donald Trump il quale non ha mai nascosto la sua insofferenza nei confronti dell’ immigrazione, arrivando a proporre la costruzione di un vero e proprio muro, lungo centinaia di chilometri, con il Messico; la stessa cosa si è verificata, ad esempio, in Germania, dove, anche a causa delle politiche per far fronte all’ immigrazione, la CDU di Angela Merkel si è trovata indebolita (solo due giorni fa, a quattro mesi dal voto,  è stato raggiunto l’ accordo di Grande Coalizione) mentre cresceva la destra estrema e xenofoba rappresentata dall’ AfD (Alternative fur Deutschland).  Continua a leggere

Il 19 Dicembre scorso Ahed Tamimi di appena 16 anni è stata ingiustamente arrestata. La ragazza palestinese ora incarna il simbolo della lotta del suo popolo contro l’oppressione israeliana

 

di Serena Campani

Probabilmente in queste settimane vi sarà capitato di vedere su internet e sui social la fotografia di una giovanissima  ragazza bionda con i capelli lunghi ricci e uno sguardo coraggioso e combattivo. E’ Ahed Tamimi e vive nel villaggio di Nabi Saleh, poco lontano da Ramallah, una città palestinese, sede dell’Anp, situata nel centro della Cisgiordania, sui monti della Giudea, a circa 18 Km da Gerusalemme

Ahed potrebbe essere una mia studentessa, volendo anche mia figlia, così vedendo il suo volto fiero rimbalzare sulla ribalta mediatica durante i giorni di Natale, mi sono chiesta cosa avesse combinato questa ragazzina sedicenne per finire in carcere. Questo il video del suo “reato”, girato e reso pubblico da una sua amica: Continua a leggere

Che voto a fare? La sinistra e le elezioni italiane

di Sergio Cesaratto

E tu che fai? Ti astieni oppure voti per qualcuno, si domanda il popolo di sinistra in questi giorni. Al di là dell’offerta elettorale, che descriveremo più avanti, c’è un problema di fondo che riguarda la democrazia italiana e quella degli altri Paesi dell’eurozona, con l’esclusione della Germania (e dei suoi satelliti). In democrazia si vota fondamentalmente per due ordini di questioni: le scelte socio-economiche e i diritti civili. Continua a leggere

INIZIATIVA POPOLARE PER LA MODIFICA DELLA LEGGE ELETTORALE, DELLA LEGGE SULLA SCUOLA E PER LA CANCELLAZIONE DEL PAREGGIO DI BILANCIO IN COSTITUZIONE.

IL COOORDINAMENTO PER LA DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE LANCIA LA PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE PER LA MODIFICA DELLA LEGGE ELETTORALE, DELLA LEGGE SULLA SCUOLA E PER LA CANCELLAZIONE DEL PAREGGIO DI BILANCIO IN COSTITUZIONE.

Di seguito la lettera di Alfiero Grandi ai Comitati Territoriali del CDC per il lancio della campagna.

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Conferenza di Programma della CGIL: la relazione introduttiva di Susanna Camusso

“BUON LAVORO”. A MILANO IL LUOGO DEL PENSIERO PER LA CONTRATTAZIONE DEL FUTURO. SUSANNA CAMUSSO APRE LA CONFERENZA DI PROGRAMMA DELLA CGIL

Ha preso il via ieri a Milano, presso il Teatro Dal Verme, la Conferenza di Programma della Cgil “Buon Lavoro. Governare l’innovazione, contrattare la digitalizzazione”. Al centro della due giorni la riflessione sulle grandi trasformazioni in atto nel mondo del lavoro.
Misurarsi con la nuova rivoluzione tecnologica, con la digitalizzazione, l’intelligenza artificiale, i big data, la robotica. È questo ora il compito del sindacato che ha bisogno di affrontare una sua “rivoluzione culturale” e ripensare le forme della contrattazione. Ed è stata questa la prospettiva indicata dal segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, che ha aperto ieri i lavori. Continua a leggere

Joseph Halevi: recensione a ISRAELE E I MITI SIONISTI (II), Ilan Pappé

di Joseph Halevi

Recensione a: Ilan Pappé Ten Myths About Israel London: Verso 2017, pp. 171

Seconda parte

Un paese che si basa sulla pulizia etnica e sulla colonizzazione permanente non può essere definito democratico. In verità nessuna entità statuale ove é in atto una colonizzazione a scapito della popolazione autoctona é definibile come democratica: si veda il caso dell’Australia ove fino al 1967 gli aborigeni, già violentemente decimati durante il diciannovesimo secolo, non venivano nemmeno contati nei censimenti. Eppure l’Australia era considerata una fiorente democrazia, il che significa che il termine è perfettamente malleabile a piacere senza un valore universale. Il settimo capitolo del volume di Pappé si prefigge di dimostrare la fallacia insita nella propaganda americano-israeliana riguardo l’unica democrazia nel Medioriente. Il capitolo é più incisivo di quello precedente appena discusso. Continua a leggere

Italia e Ucraina unite contro le fake news!

di Marinella Correggia

Fake news da ogni parteLa propaganda russa infetterebbe da qualche tempo l’altrimenti purissimo e verissimo spazio dei media non mainstream, di Internet, delle reti sociali.

Contrastare la disinformazione e le fake news nell’era della post-verità: l’esperienza dell’Italia e dell’Ucraina è il titolo della conferenza promossa a Roma dall’Istituto affari internazionali (Iai) e dal sito ucraino www.stopfake.org.

Nato nel 2014, destinato a smontare le “bufale” russe, il sito StopFake (sottotitolo “la battaglia contro l’informazione falsa circa gli eventi in Ucraina) è disponibile in 11 lingue. Fra un Putin con baffetti alla Hitler e articoli come “La disinformazione russa come mezzo per fare guerra agli Stati uniti”, non indica i donatori; l’unico nome che si affaccia su uno spazio laterale è la fondazione svedese Sigrid Rausing Trust.

Più trasparente un’altra Ong ucraina partecipante alla conferenza, l’Ukrainian Crisis Media Center. Ecco chi finanzia: USAID, Ambasciata Usa a Kiev, NATO, National Endowment of Democracy-NED (bravissimi a organizzare, intorno a vere fake news, cordate di Ong contro Stati come la Libia, vari governi europei e perfino…l’Alto Commissariato per i rifugiati – Unhcr. Continua a leggere

La mia Africa: la Missione italiana in Niger

di Andrea Vento (Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati)

Il Parlamento italiano a poche ore dal preannunciato Decreto Presidenziale di scioglimento delle Camere, lo stesso il cui Senato lo scorso 23 dicembre ha affossato definitivamente la tanto attesa legge sullo Ius Soli Temperato per mancanza del numero legale, approverà la richiesta del Governo Gentiloni relativa all’invio di una nuova Missione militare in Niger. Al di là delle soggettive riflessioni sulla funzione del Parlamento e del Governo di rispondere ai mutamenti sociali e alle richieste di diritti da parte di oltre 800.000 bambini e adolescenti “Italiani senza cittadinanza” cerchiamo di comprendere le motivazioni, il contesto geopolitico, i costi, i rischi e le finalità di questa nuova avventura “coloniale” in Africa. Continua a leggere

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