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Educazione e Cultura

Questa categoria contiene 268 articoli

Venezuela. Vasapollo: “La guerra di Trump attacca non solo quella democrazia ma tutti i processi di auto-determinazione dei popoli”. Izzo: “il voto del 4 maggio fu del tutto regolare”.

di Dario Caputo

Il clima in Venezuela è sempre più caldo e su quella che viene definita “crisi economica del Paese” si è interrogato – in una tavola rotonda promossa dall’Anpi presso la Comunità di base San Paolo a Roma – Luciano Vasapollo, Professore alla Sapienza Università di Roma e Delegato del Rettore per le Relazioni Internazionali con l’America Latina, secondo il quale “dietro la crisi si nasconde solo ed esclusivamente una guerra di espansione e del petrolio delle multinazionali”. Ottimo conoscitore della situazione locale, Vasapollo ha sottolineato le condizioni in cui versava il Venezuela nell’era prima di Chavez, con “un Governo social-democratico in realtà di stampo fascista che affamava la popolazione perché preferiva dare l’85% delle risorse del petrolio alle multinazionali”, situazione che invece si è letteralmente capovolta con “l’avventura di Chavez e la presa del Governo nel 1998, grazie alla quale si è assistito ad una ridistribuzione della rendita del petrolio: l’85% dei ricavati sono rimasti all’interno del Paese e il 15% è stato versato alle multinazionali”. Continua a leggere

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USA: Presidenziali 2020. Il senatore socialista del Vermont annuncia la sua candidatura. Ma alle primarie non sarà come nel 2016

di Marina Catucci (da Il Manifesto)

Se ne parlava dalla campagna elettorale del 2016 ma ora se ne ha la conferma: Bernie Sanders, il senatore del Vermont che ha portato il socialismo ai millennials americani, si candida anche per queste già affollatissime presidenziali del 2020, sfidando, oltre Trump, anche buona parte del suo partito.

APPENA LA NOTIZIA SI È DIFFUSA ha suscitato reazioni contrastanti tra chi, a sinistra, come la rivista The Jacobins, l’ha accolta con gioia e chi, tra i moderati, teme una spaccatura del partito che finirebbe per fare il gioco dei repubblicani. Continua a leggere

Sulle Foibe (2): Sergio Bologna, “Von Banditen erschossen” (su Mattarella e le foibe)

di Sergio Bologna

Come cittadino, come storico del nazismo e soprattutto come triestino sono rimasto sconcertato, amareggiato e disgustato dalle dichiarazioni del Presidente Mattarella sulla questione delle foibe.

Avevo otto anni quando i partigiani di Tito, il 1 maggio del 1945, proprio sotto casa mia fermarono la loro avanzata per non esporsi al tiro della guarnigione tedesca, asseragliata nel Castello di San Giusto. Erano scesi dall’altipiano del Carso in due colonne, una si era diretta all’edificio del Tribunale dove i tedeschi avevano installato il Comando e l’altra al Castello di San Giusto, dove il vescovo Santin svolgeva il ruolo di mediatore tirando le trattative per le lunghe in modo da dare il tempo ai neozelandesi, avanguardia dell’esercito alleato, di arrivare ed evitare in tal modo che la resa venisse consegnata nelle sole mani dell’esercito di liberazione yugoslavo. Così la guarnigione tedesca si arrese il 2 maggio, presenti anche gli anglo-americani, giunti a marce forzate dalla litoranea. Ma sul Carso, a vista d’occhio dalla città, si combatteva ancora. La cosiddetta “battaglia di Opicina” è costata molti morti, in gran maggioranza tedeschi, e si sarebbe conclusa solo il 3 maggio. Continua a leggere

Sulle Foibe (1): Lettera di Stojan Spetic al Presidente della Repubblica Mattarella

Egregio Signor Presidente
della Repubblica italiana
on. Sergio Mattarella
Quirinale
Roma

Passata la “giornata dell’odio” di orwelliana memoria verrebbe la voglia di chiudersi in casa e lasciar decantare i rancori e la rabbia per le strumentalizzazioni e le falsità dichiarate in quest’occasione.
Il 6 agosto del lontano 1989 accompagnai il giovane Gianni Cuperlo, segretario della FGCI, in un suo pellegrinaggio pacifista e contro la violenza delle guerre partito dall’isola quarnerina di Arbe, dove in un campo di concentramento italiano morirono a migliaia, anche neonati, per poi continuare al Pozzo della miniera di Basovizza, cenotafio in ricordo delle foibe, e finire nella Risiera di san Saba, unico campo di sterminio con forno crematorio in territorio italiano, ancorché ceduto dai fascisti al III Reich di Hitler. In quell’occasione venne ribadito il no alla violenza cieca che a volte colpì anche qualche innocente.

Ci furono polemiche ed iniziative discutibili. Ne seguì, dopo la dissoluzione della federazione jugoslava, la costituzione della commissione mista italo-slovena che preparò un rapporto storico sulle vicende del confine orientale ma che l’Italia inaspettatamente non volle pubblicare. Era nel frattempo iniziato il periodo del revisionismo storico e della parziale riabilitazione dei “ragazzi di Salò”. Continua a leggere

MANIFESTO PER LA SOVRANITÀ COSTITUZIONALE

MANIFESTO PER LA SOVRANITÀ COSTITUZIONALE

1.  PREAMBOLO

Il più lungo e grave ciclo di crisi della storia del capitalismo dopo quello del 1929 ha messo in ginocchio le classi popolari e larghe fasce di classi medie delle economie mature. Un ciclo generato dalla guerra di classe dall’alto scatenata dalle élite politiche e finanziarie di Stati Uniti ed Europa, combattuta nell’Unione europea attraverso il mercato unico e l’euro. Il processo di globalizzazione e finanziarizzazione dell’economia, unitamente alle politiche di indebitamento pubblico e privato regolate dalle organizzazioni sovranazionali (Fmi, Banca mondiale, Ue), hanno alimentato e moltiplicato a dismisura disuguaglianze e ingiustizie, fattori di un ulteriore aggravamento delle divergenze e di un ulteriore giro di stagnazione. In questo contesto, l’Italia ha subito un radicale processo di deindustrializzazione e impoverimento dovuto anche alla vocazione alla rendita delle famiglie storiche del suo capitalismo. Per affrontare tale situazione, va preso atto che, contrariamente a quanto le sinistre riformiste o radicali hanno creduto in particolare dopo l’89, è impraticabile per profonde ragioni culturali, linguistiche e storiche la strada della sovranità democratica a livello europeo. Gli “Stati Uniti d’Europa” o la cosiddetta “democratizzazione dell’Unione europea” sono un miraggio conservativo di un ordine liberista fondato sulla svalutazione del lavoro e sullo svuotamento della democrazia costituzionale. L’unica strada per ridare valore sociale e politico al lavoro, è la rivitalizzazione della sovranità popolare e nazionale: significa puntare all’attuazione dei principi della Costituzione del 48 e il loro spirito solidaristico e orientamento socialista è essenziale per ricostruire sia le funzioni economiche e sociali dello Stato democratico, sia una rinnovata forma di economia mista. È questa la strada per rilanciare la nostra vocazione industriale, generare piena occupazione, governare il mercato e restituire ai cittadini, attraverso i partiti, il potere di incidere sull’indirizzo generale del Paese. Ciò che ci serve, dunque, è un autentico patriottismo costituzionale. Continua a leggere

Maldoriente. Uno spettacolo teatrale per riflettere sulla drammatica condizione del popolo palestinese.

Sabato 9 Febbraio è andato in scena presso il Teatro di Via Verdi di Vicopisano lo spettacolo teatrale Maldoriente, monologo scritto, diretto e interpretato da Serena Gatti.

La storia è liberamente ispirata ai romanzi di Suad Amiry, scrittrice, architetto e docente universitaria palestinese, nata a Damasco nel 1951 da madre siriana e da padre profugo del 1948 originario di Jaffa. Dal 1981 Suad vive in Cisgiordania a Ramallah, Territori Palestinesi Occupati, dove insegna presso l’Università di Bir Zeit dopo essersi laureata alla Michigan University e specializzata ad Edimburgo. Continua a leggere

REGIONALISMO DIFFERENZIALE: NO all’AUTONOMIA che DIVIDE ! APPELLO.

No all’autonomia che divide

Rivolgiamo un appello a donne e uomini liberi, alle soggettività politiche e sindacali, al mondo dell’associazionismo, ai movimenti che si riconoscono nei principi di uguaglianza e nell’universalità dei diritti sanciti dalla nostra Costituzione.

Un appello per incontrarci e costituirci in un Coordinamento nazionale in difesa della Repubblica, dell’universalità dei diritti e della solidarietà nazionale contro il federalismo differenziale.

FIRMA l’APPELLO!

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La resistenza del Venezuela – di Gianni Minà

di Gianni Minà

Fra le tante frottole che vengono raccontate quotidianamente dai media occidentali riguardo al Venezuela ce n’è una che purtroppo è stata sposata anche dal nostro ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi. Continua a leggere

Venezuela: la trascrizione della discussione in Senato e le diverse mozioni presentate

In allegato la trascrizione della discussione in Senato sul Venezuela. Con la relazione del Min. degli Esteri Moavero, la posizione dei diversi gruppi parlamentari (fino a pag. 40) e le mozioni presentate (da Pag. 53). Continua a leggere

Il Venezuela siamo noi. Il neo governatore dell’Abruzzo eletto con la stessa percentuale di Maduro e di Trump

di Salvatore Izzo

L’affluenza al voto in Abruzzo è calata dell’8 per cento rispetto alla scorsa tornata, passando dal 61,55 per cento al 53,11. In provincia dell’Aquila l’affluenza è stata del 54,70%, in quella di Chieti del 50,18%, a Pescara del 54,77% e a Teramo del 53,84%.

Dunque in Abruzzo il candidato Fdi Marco Marsilio ha vinto con il 48,03% dei consensi e 299mila voti assoluti, ovvero con meno della metà dei votanti, come dire che i suoi consensi sono arrivati dal 25 per cento circa degli aventi diritto: un abruzzese su 4.

Trump nel novembre 2016 è stato eletto con 62 984 828 ovvero dal 46,1 per cento dei votanti (Hilary Clinton ebbe 65 853 514 ovveri il 48,8 ma non gli bastò perchè il sistema prevede che a votare siano i grandi elettori).

In totale, però, solamente il 56,9% degli aventi diritto al voto ha esercitato tale diritto; il 26,27% dei votanti ha votato per i Democratici, mentre il 26,02% ha votato per i Repubblicani.

Il presidente Maduro è stato rieletto alle elezioni presidenziali del 20 maggio 2018, con un totale di 5.823.728 voti, che si traducono in 67,84 per cento; in una giornata elettorale che ha segnato una partecipazione del 46,07 per cento del corpo elettorale, ovvero ha votato per Maduro il 25 per cento degli aventi diritto. Continua a leggere

La questione Venezuela: In nome della democrazia, ignorando le lezioni della storia

di Angelo d’Orsi (da Micromega)

Il Venezuela troneggia sulle prime pagine, ancora. Ed è diventato argomento da bar. Quanti nostri concittadini sapevano qualcosa di questo grande paese latinoamericano? Ora sono tutti pronti a dire la loro, imbeccati opportunamente dagli influencer, ma senza dedicare una mezzora a studiare la questione. L’insegnamento di Gramsci (“studiare approfonditamente le questioni prima di parlarne”) è completamente disatteso: del resto, i primi a non sapere nulla sono gli opinionisti, che infatti giganteggiano sui media, mentre gli esperti vengono tenuti alla larga. Quanti di coloro che stanno firmando un appello a Mattarella in queste ore perché il governo italiano riconosca il golpista Guaidó sanno che cosa è accaduto in Venezuela in questi anni? Quanti hanno cognizione delle leggi venezuelane, a cominciare dalla Costituzione Bolivariana? E così siamo davanti ai due partiti: Guaidó vs. Maduro, e viceversa, e spesso anche dalla parte del secondo gli argomenti appaiono generici e mere petizioni di principio, per giuste che siano. Le tifoserie occupano il campo, “a prescindere”. Continua a leggere

Venezuela. QUANTO STA AVVENENDO È DA MANUALE: UNA FORZA INTERNA FUNGE DA CAVALLO DI TROIA PER FAVORIRE L’INTERVENTO USA.

QUANTO STA AVVENENDO IN VENEZUELA È DA MANUALE: UNA FORZA INTERNA FUNGE DA CAVALLO DI TROIA, E SI DICHIARA LEGITTIMO RAPPRESENTANTE DEL PAESE PER FAVORIRE LO SCHIERAMENTO INTERVENTISTA A GUIDA USA.

di ANDREA MONTAGNI (Filcams Cgil nazionale)

La coesistenza pacifica tra gli Stati si basa sul principio che nessun paese può interferire negli affari interni dell’altro. Per questo, storicamente, le grandi potenze, al fine di legittimare gli interventi negli affari interni degli altri paesi, sono solite costruire pretesti in nome dei quali violare il diritto internazionale. E’ ipocrisia pura. Continua a leggere

Incontro con i golpisti venezuelani: Moavero peggio di Salvini. Alla Farnesina addirittura il fuggiasco Ledezma

(da l’Antidiplomatico.it)

Non solo ha miseramente perso l’occasione di sfruttare la buona posizione assunta fino adesso dall’Italia dopo il colpo di stato in Venezuela del 23 gennaio ordinato dagli Stati Uniti. Non solo, invece, di fare da ponte con l’ottima iniziativa di Messico e Uruguay attraverso il Meccanismo di Montevideo, ha fatto piegare l’Italia al colonialista diktat del gruppo di “contatto” che prevede di riscrivere la Costituzione del paese. Non solo tutto questo. Il ministro degli esteri italiano, Enzo Moavero, è arrivato oggi nell’incredibile impresa di fare peggio di Salvini. Continua a leggere

Venezuela: L’Unione Africana sostiene Maduro: “è il presidente legittimo”

L’Unione Africana, il principale organo politico del continente africano, che è composta da 55 paesi membri, ha inviato un messaggio di sostegno e solidarietà al governo venezuelano al popolo venezuelano e a Nicolás Maduro, che riconosce come presidente legittimo. La nota è stata consegnata dal vicepresidente dell’Unione Africana Thomas Kwesi Quartey, all’ambasciatore del Venezuela in Etiopia, Modesto Ruiz. Continua a leggere

“Come ultimo rapporteur Onu in Venezuela vi dico: nessuna crisi umanitaria e le sanzioni di Stati Uniti e Unione Europea sono omicidio premeditato”

L’AntiDiplomatico ha intervistato Alfred de Zayas, unico rapporteur delle Nazioni Unite durante la rivoluzione bolivariana. “Chi è morto per la malnutrizione o per mancanza di dialisi o altre medicine è morto per colpa delle sanzioni di Stati Uniti e Unione Europea”

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CARLO FORMENTI: L’Italia come il Venezuela

Foto Luca d’Agostino/Phocus Agency © 2014

di Carlo Formenti

“Macron ritira l’ambasciatore (non avendo digerito l’incontro fra Di Maio e i gilet gialli); il Fondo monetario internazionale mette in guardia sulle difficoltà (sottinteso: provocate dalle sia pur timide prese di distanza dal pensiero unico neoliberista in tema di spesa pubblica) d’una economia italiana che rischiano di innescare un effetto domino su quella mondiale; i media ammoniscono contro l’isolamento del nostro Paese che si è allontanato dal campo occidentale rifiutando di schierarsi contro Maduro. Continua a leggere

Il racconto di Sandro, ospite in Venezuela della comunità italiana. “Pasta, olio e mandolino… contro diritti, salario e patria libera e grande”.

Riceviamo e pubblichiamo – Non si tratta di un servizio giornalistico strutturato ma forse proprio per questo offre una prospettiva che sarebbe da approfondire, sulle caratteristiche di parte della collettività italiana presente in Venezuela.

Sovranità, patria, popolo.

Premetto che nei confronti del Venezuela non avevo alcun preconcetto ideologico e neppure ero faziosamente a favore per presunte affinità ideologiche. Ci sono semplicemente andato per trovare parenti, per staccare dalla società in cui vivo e per toccare con mano la realtà… senza filtri di giornalisti o presunti tali che seduti al caldo, magari da New York, con i loro occhi prezzolati sputtanano o pontificano “a favore o contro” chi è in Siria, Iran, Argentina, Bolivia, Nuova Delhi o qualsiasi altra parte del mondo. Continua a leggere

Regionalismo differenziato: “NO ALLA SECESSIONE DEI RICCHI”. FIRMA LA PETIZIONE !

Il Veneto, la Lombardia e sulla loro scia altre undici Regioni si sono attivate per ottenere maggiori poteri e risorse. Su maggiori poteri alle Regioni si possono avere le opinioni più diverse. Ma nei giorni scorsi è stata formalizzata dal Veneto (e in misura più sfumata dalla Lombardia) una richiesta che non è estremo definire eversiva, secessionista.

FIRMA LA PETIZIONE: QUI

Pillole economiche dal mondo (24)

di Tonino D’Orazio

Il segretario di Stato francese per la Transition Ecologique Brune Poirson è rimasta “scioccata” dal fatto che Amazon distrugge milioni di nuovi prodotti invenduti, dopo che un giornalista, assunto come magazziniere in uno dei magazzini di Amazon, ha filmato dei grandi contenitori pieni per la distruzione di oggetti di ogni genere: pannolini, macchine da caffè, televisori, giocattoli, ecc. Il giornalista ha anche svelato le clausole contenute nei contratti tra la piattaforma di Amazon (“market place“) e i fornitori di terze parti che ospita e memorizza i prodotti nei suoi magazzini. Questi accordi prevedono che in caso di beni invenduti, sia che i beni vengano restituiti, sia che vengano distrutti, anche nuovi. “L’emergenza climatica richiede di ridurre rapidamente i livelli di produzione”. (Alma Dufour, porta parola di “les Amis de la Terre“). Pensare che l’azione dei Gilets Jaunes era scaturita da una ecotassa di 10 centesimi a litro di prodotto energetico. Continua a leggere

Venezuela: Il golpe punto per punto. Intervista ad Olga Alvarez, importante costituzionalista venezuelana.

Ecco perché nel paese è in corso un golpe e un attentato alla Costituzione

“L’opposizione è responsabile di usurpazione di potere, simulazione e frode mirati alla destabilizzazione del Paese, tentativo di colpo di stato”

Continua a leggere

L’insostenibile pesantezza della disuguaglianza: uscito il rapporto 2018 di Oxfam  “Bene comune o ricchezza privata?”. Aumentano i miliardari e le disparità patrimoniali e di genere. Come invertire la rotta?

di Andrea Vento

Il consueto rapporto emesso ogni anno in gennaio dall’organizzazione internazionale Oxfam alla vigilia del Forum Economico Internazionale di Davos in Svizzera, ove si riuniscono i potenti della Terra per discutere degli sviluppi dell’economia mondiale, quest’anno riporta in apertura i profili di 4 persone che, nel complesso, rappresentano l’essenza del rapporto stesso: l’aumento delle disuguaglianze sia socio-economiche che di genere. In un alternarsi inquietante di situazioni personali diversissime si passa dal miliardario indiano che possiede l’abitazione più sfarzosa della Terra ad una povera connazionale che ha perso i due figli per mancanza di assistenza medica, dal fondatore di Amazon, principale capitalista mondiale, allo sfruttato operario tailandese costretto a lavorare sino allo sfinimento per 12-13 ore al giorno per sopravvivere a malapena. Contrasti eloquenti che colpiscono allo stomaco il lettore introducendolo ai temi centrali nell’ampio e ben documentato rapporto che sin dal titolo pone una chiara alternativa fra i due scenari possibili per il futuro del l’intera umanità: “Bene pubblico o ricchezza privata?” Continua a leggere

“LA SECESSIONE DEI RICCHI”(*) : LA LEGA È SEMPRE LA LEGA NORD

di Alessandro De Toni

Le Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, hanno preso l’iniziativa per realizzare «ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia» secondo il dettato del terzo comma dell’art. 116 della Costituzione, introdotto dal centrosinistra con la riforma del 2001. Continua a leggere

Il M5S, L’ORO DEL CIAD E LA DIPLOMAZIA PARALLELA DI MACRON

di Alessandro De Toni

I dirigenti del M5S spesso utilizzano argomenti in maniera approssimativa. La loro giusta denuncia del controllo neo-coloniale che la Francia esercita sulle sue ex-colonie anche tramite il franco CFA è parziale e strumentale in quanto utilizzata come arma di distrazione di massa rispetto alla loro politica migratoria succube dell’impostazione salviniana. Continua a leggere

Video integrale del Convegno FIEI di dicembre scorso: “I migranti, l’Africa, le nostre responsabilità”


I 12 video sono fruibili di seguito. Per vedere i singoli video copia il link: (https://www.youtube.com/playlist?list=PL3zM7F3ZdfKMLTQ_Fdse1lR0IykbG1vWi) e incollalo direttamente nella barra del browser.

In alternativa clicca sulle icone dei singoli video successivi al primo.



 

1

35:37
Max Civili, Gemma Vecchio, Rino Giuliani – “I migranti, l’Africa, le nostre responsabilità”

2

43:01
Natalie Sharples – “I migranti, l’Africa, le nostre responsabilità”

3

24:52
Antonello Pasini – “I migranti, l’Africa, le nostre responsabilità”

4

20:39
Ilaria Bifarini – “I migranti, l’Africa, le nostre responsabilità”

5

21:44
Ali Baba Faye – “I migranti, l’Africa, le nostre responsabilità”

6

17:33
Andrea Del Monaco – “I migranti, l’Africa, le nostre responsabilità”

7

16:29
Lifang Dong – “I migranti, l’Africa, le nostre responsabilità”

8

20:20
Jean Jaques Dikou – “I migranti, l’Africa, le nostre responsabilità”

9

32:55
Udo Enwereuzor – “I migranti, l’Africa, le nostre responsabilità”

10

14:47
Giorgio Brocco – “I migranti, l’Africa, le nostre responsabilità”

11

29:59
Franco Pittau – “I migranti, l’Africa, le nostre responsabilità”

12

23:09
SINTESI

I migranti, l’Africa, le nostre responsabilità – Sintesi Convegno FIEI 11-12-201


“Per la CGIL del futuro”: la relazione eil documento conclusivo dell’Assemblea nazionale di Sinistra sindacale

 

SCARICA la pubblicazione di Sinistra Sindacale con i documenti dell’Assemblea.

 

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