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Educazione e Cultura

Questa categoria contiene 347 articoli

Luigi Pandolfi: La metamorfosi del denaro. Perché una risorsa della società non può rimanere solo un affare privato

Luigi Pandolfi: La metamorfosi del denaro

Perché una risorsa della società non può rimanere solo un affare privato

Metamorfosi del denaro. Perché una risorsa della società non può rimanere solo un affare privato”. E’ il titolo dell’ultimo libro di Luigi Pandolfi, giornalista economico che collabora con il Manifesto, appena uscito per i tipi di Manifestolibri.

Nel mondo moderno, tutto gira intorno al denaro, potenza indipendente dalla meravigliosa «forza creatrice», avrebbe detto Karl Marx.

L’economia, molto più che nel passato, è essenzialmente economia monetaria. Ma quali sono veramente la sua natura e le sue funzioni? Il denaro, spiega l’autore, non ha un’essenza immutabile. Anzi, la sua storia consiste di continue metamorfosi, da semplice unità di conto a variabile fondamentale del sistema economico nella forma attuale di moneta non coperta da riserve auree o di altro genere. Continua a leggere

Venezuela, nuove sanzioni USA e strani attacchi ‘da sinistra’ alla Rivoluzione Bolivariana

di Geraldina Colotti

Un articolo fotocopia, seppur comparso con firme diverse sia su un grande quotidiano italiano che sulla versione in spagnolo del New York Times (“Champán en medio de la crisis”) compie un’operazione ardita: criticare “da sinistra” la politica economica del governo venezuelano. Dietro la “retorica socialista” di Maduro – dice in sostanza il Nyt, e così la copia italiana – vi sarebbe, in realtà, il ritorno sic e simpliciter alle ricette neoliberiste. “Il ritorno a un capitalismo selvaggio che cancella anni di lotta”, sosterrebbe addirittura Elias Jaua, ex vicepresidente di Chávez, “che tuttavia – scrive il NYT – fa parte della direzione del Partito Socialista Unito del Venezuela”. Continua a leggere

La controversia fra integristi universalisti e antirazzisti

di Salvatore Palidda

La celebre rivista online francese Médiapart, con la penna del suo esperto culturale Joseh Confravreux, ha dedicato una serie di 6 articoli che passano in rassegna le diverse posizioni inerenti la cosiddetta “controversia sulla questione della razza” e quindi la letteratura in questo campo[1]. Una controversia esaminata nella sua versione francese, che accenna anche a quella in altri Paesi e in particolare negli Stati Uniti. La scelta di dare attenzione a questa disputa è dovuta anche all’esarcebante attacco da parte degli integristi universalisti di destra – e in parte di “sinistra” – nei confronti degli antirazzisti e razzializzati, accusati di esasperare la loro difesa delle identità delle minoranze (nera, femminista, ecc.) e di provocare una “guerra civile” (di carta). Continua a leggere

17° Rapporto sui Diritti GLOBALI 2019. CAMBIARE IL SISTEMA.

Giunto al suo diciassettesimo anno, il Rapporto sui diritti globali, promosso dalle associazioni più rappresentative, offre le analisi
più approfondite, le cifre più aggiornate, il quadro più ampio.

Il Rapporto sui diritti globali è una pubblicazione annuale sui processi connessi alla globalizzazione e alle sue ricadute, sotto i vari profili economici, sociali, geopolitici e ambientali.
Lo studio è realizzato dalla Associazione Società INformazione Onlus, che cura il volume pubblicato da Ediesse editore, da 17 anni è promosso dalla Cgil nazionale con l’adesione delle maggiori associazioni, italiane e non solo, impegnate a vario titolo sui grandi temi trattati nel Rapporto. Continua a leggere

Le complicate relazioni Stati Uniti – America Latina e Caraibi: dal sentimento antistatunitense alle organizzazioni anti-egemoniche

di Alessandro Fanetti

Adesso l’America è, per il mondo, nient’altro che gli Stati Uniti: noi abitiamo in una sub-America, un’America di seconda classe, difficile da identificare. È l’America Latina, la regione delle vene aperte.

Eduardo Galeano

Il continente americano è, oramai da secoli, una fedele rappresentazione delle disuguaglianze esistenti nel mondo. Contributo fondamentale a tale situazione viene offerto dalla contemporanea esistenza di “due mondi” opposti:

  • l’ “opulenza” statunitense

  • lo sfruttamento subito dall’area a sud del Rio Bravo

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Coordinamento per la Democrazia Costituzionale: Nasce il Comitato per il NO al referendum per la riduzione dei parlamentari

Il 23 gennaio l’Ufficio centrale per il referendum della Corte di cassazione ha dichiarato legittima la richiesta di referendum sul testo di legge costituzionale recante “modifica degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, sorretta dalla firma di 71 Senatori, quindi il referendum si farà nella prossima primavera. Continua a leggere

MONI OVADIA denuncia l’ennesima censura (questa volta dell’ANPI di Torino) contro pulizia etnica, razzismo e discriminazione condotta dal Governo israeliano.

IL 17 gennaio era stato organizzato in Val Di Susa un incontro ad Almese con Ahmed Abu Artema , Poeta e giornalista pacifista fondatore della Grande Marcia del Ritorno.L’incontro è stato organizzato da Progetto Palestina , BDS Torino, Anpi Avigliana e Anpi Valmessa. Tuttavia a 4 giorni dall’evento le due sezioni Anpi hanno annullato la loro partecipazione avendo ricevuto un diktat dalla Presidente provinciale Anpi Maria Grazia Sestero. Continua a leggere

Gli Usa stanno diventando uno “Stato canaglia”?

L’assassinio del generale iraniano Soleimani è solo l’ultimo capitolo di un processo di depotenziamento delle istituzioni internazionali che Trump sta portando all’estremo ma la politica americana, sotto la spinta delle lobby che la finanziano, ha avviato ben prima.

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101 anni fa: Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht 15/1/1919

Rosa Luxemburg (1871-1919)

Rivoluzionaria comunista polacca di origine ebraica, nata il 5 marzo 1871 a Zamoshc, la più giovane di cinque fratelli. Aderì ancora liceale a Proletariat, formazione clandestina di orientamento rivoluzionario socialista; costretta ad abbandonare la Polonia russa per sfuggire ad un arresto, studiò economia politica e legge (1889-1896) a Zurigo, sostenendo posizioni decisamente internazionaliste fra i gruppi socialisti polacchi in esilio. Nel 1898 ottenne la cittadinanza tedesca, grazie al matrimonio di comodo con l’operaio Gustav Lübeck.

Trasferitasi a Berlino aderì al Partito socialdemocratico, prendendo posizione, assieme a Karl Kautsky, contro il revisionismo teorico di E. Bernstein e rappresentando, con Karl Liebknecht, l’ala sinistra del partito. A Bernstein – contro Bernstein – è dedicato lo scritto Riforma sociale o rivoluzione? del 1899: mentre la Luxemburg appoggiava l’ attività riformista (come mezzo della lotta di classe) lo scopo delle riforme era per lei quello di condurre verso una completa rivoluzione. Dal suo punto di vista l’incessante attività riformista non avrebbe fatto che appoggiare la borghesia dominante.

Dopo aver ricevuto il suo dottorato nel 1898, la Luxemburg ebbe modo di incontrare e conoscere molti socialdemocratici russi (prima che il R. S.D.L.P. si spaccasse); e tra questi anche i leader del partito: Georgy Plechanov e Pavel Axelrod. Non molto tempo più tardi ella espresse forti differenze teoriche con il partito russo, innanzitutto sulla questione dell’autodeterminazione polacca. La Luxemburg era convinta infatti che l’autodeterminazione potesse solo indebolire il movimento socialista internazionale, aiutando la borghesia a rafforzare il suo ruolo di classe dominante sulle nuove nazioni indipendenti. Su quest’ argomento ella si distaccò tanto dal partito russo che da quello polacco, i quali erano d’accordo nel considerare legittimi i sentimenti di autodeterminazione delle minoranze nazionali all’interno dell’impero russo. In opposizione a questi partiti la Luxemburg partecipò alla costruzione del Partito socialdemocratico polacco.

In questo periodo la Luxemburg incontrò Leo Jogiches, colui che sarà suo compagno per tutto il resto della sua vita e col quale condividerà un’intensa relazione tanto personale quanto politica.

Nel 1902-04 lavorò alla Gazeta Ludowa (Giornale del popolo). Nel 1904 subì la prima detenzione, di tre mesi, per lesa maestà; tornò in carcere per qualche mese l’anno successivo, quando si recò a Varsavia in occasione della prima rivoluzione russa. Non appena, nel 1905, scoppiò in Russia una rivoluzione che presto si espanse alla Polonia russa e a tutti gli angoli dell’impero zarista, la Luxemburg espresse il suo più pieno appoggio al partito bolscevico contro menscevichi e socialrivoluzionari e rivolse le sue attenzioni ed i suoi sforzi nell’ appoggio al partito socialdemocratico di Polonia e Lituania (SDKPiL); pur non riuscendo a lasciare la Germania fino al dicembre 1905 svolse ugualmente il suo ruolo di principale analista politico del SDKPiL, scrivendo per esso un vasto numero di opuscoli; fu inoltre molto occupata dal problema di fornire un’educazione marxista di base alle migliaia di nuovi attivisti del partito, che nel giro di meno di un anno passarono da poche centinaia ad oltre 30.000. Non appena giunta a Varsavia, nel 1906, venne però arrestata.

Sempre nel 1906 scrisse Sciopero di massa, partito politico e sindacato, in cui esaltava l’importanza dello sciopero generale, in alternativa alla visione leninista di un partito di rivoluzionari di professione rigidamente strutturato, ed attaccava con violenza il conservatorismo della burocrazia istituzionalizzata dei sindacati. A causa di questa sua visione dello sciopero di massa come il più importante strumento rivoluzionario nelle mani del proletariato, scaturì un duro conflitto nella socialdemocrazia tedesca, soprattutto con August Bebel e Karl Kautsky. Per la sua appassionata ed implacabile azione agitatoria, la Luxemburg si guadagnò il soprannome di “Rosa la sanguinaria”.

Dal 1907 al 1914 insegnò economia politica alla scuola di partito di Berlino, pubblicando una delle sue opere fondamentali, L’accumulazione del capitale (1913), lavoro volto a spiegare l’inesorabile movimento del capitalismo verso la sua fase imperialistica.

Trovandosi sempre più a sinistra in seno ad una socialdemocrazia tedesca, che andava sempre più accentuando il suo carattere opportunistico, finì per polemizzare, sul tema della riforma elettorale allora in discussione, col vecchio amico di un tempo, quel Karl Kautsky che era ancora erroneamente considerato all’interno dell’Internazionale il rappresentante della più pura ortodossia marxista, quel Karl Kautsky con cui neanche Lenin aveva ancora rotto i ponti (cosa che avvenne nel 1914, dopo che Kautsky ebbe dato il suo appoggio all’imperialismo tedesco).

Sui rapporti tra la Luxemburg e Kautsky, Trotsky (ne “La mia vita”) enfatizza come questi fossero ormai incrinati da tempo: “poco dopo la rivoluzione del 1905, apparirono i primi segni di crescente freddezza tra i due. Kautsky simpatizzava calorosamente con la rivoluzione russa, ed era capace di interpretarla piuttosto bene da lontano. Ma egli era per natura ostile all’ipotesi di un trasferimento dei metodi rivoluzionari in suolo tedesco. Quando andai a casa sua prima della dimostrazione del parco di Treptow, trovai Rosa impegnata in una lite accesa con lui. Per quanto loro continuassero a darsi del ‘tu’ e parlassero come intimi amici, nelle repliche di Rosa si poteva sentire una soppressa indignazione, e nelle risposte di Kautsky si avvertiva un profondo imbarazzo interiore, mascherato da battute piuttosto incerte. Andammo alla manifestazione insieme con Rosa, Kautsky e sua moglie, Hilferding, il vecchio Gustav Eckstein, ed io. Durante il tragitto non mancarono scontri taglienti tra i due. Kautsky voleva rimanere uno spettatore, mentre Rosa era ansiosa di unirsi alla manifestazione. L’antagonismo tra i due è scoppiato definitivamente nel 1910, sulla questione della battaglia per il suffragio in Prussia. Kautsky sviluppò a quel tempo la strategia del ‘logorare il nemico’ (Ermattungsstrategie) come opposta a quella di ‘abbattere il nemico’ (Niederwerfungsstrategie). Si trattava di un caso di due irriconciliabili tendenze”.

Allo scoppio della prima guerra mondiale la Luxemburg si oppose ardentemente alle posizione social-scioviniste assunte dalla socialdemocrazia tedesca, che appoggiò apertamente l’aggressione tedesca e le sue annessioni. Insieme a Karl Liebknecht (l’unico parlamentare socialdemocratico che aveva spezzato la fedeltà al partito rifiutando di votare a favore della concessione dei crediti di guerra), abbandonò il partito socialdemocratico ed partecipò alla formazione del Gruppo Internazionale (che presto muterà nome in Lega Spartaco) allo scopo di contrastare il socialismo nazional-sciovinista e di incitare i soldati tedeschi a rivoltare i loro fucili contro il loro governo per abbatterlo.

A causa di questa loro agitazione rivoluzionaria, la Luxemburg e Liebknecht vennero arrestati e imprigionati. In carcere la Luxemburg scrisse quella disamina del movimento socialista, nota come Junius Pamphlet (1916), che suscitò le critiche di Lenin, discorde sul ruolo del partito guida. Il Junius Pamphlet divenne il fondamento teorico della Lega di Spartaco.

Sempre dal carcere la Luxemburg scrisse il suo famoso libro “La Rivoluzione Russa”, nel quale critica il potere dittatoriale del partito bolscevico. In questo testo la Luxemburg spiega il suo punto di vista a proposito della teoria della dittatura proletaria: “Sì alla dittatura! Ma questa dittatura consiste in un modo di applicare la democrazia, non nella sua eliminazione, in un energico e risoluto attacco ai ben-consolidati diritti e relazioni sociali della società borghese, senza i quali la trasformazione socialista non può essere realizzata. Ma questa dittatura dev’essere opera della classe, e non di una piccola minoranza che agisce in nome della classe – cioè, essa deve procedere passo dopo passo per mezzo dell’attiva partecipazione delle masse; essa dev’essere sotto la loro diretta influenza, completamente soggetta al controllo dell’attività pubblica; essa deve scaturire dalla crescente consapevolezza politica della massa del popolo”.

In ogni caso, pur attaccando l’eccessivo dominio del partito bolscevico sul governo sovietico, la Luxemburg riconobbe il fatto che, sotto le pressioni della violenta guerra civile in corso in Russia, tale atteggiamento dei bolscevichi risultava necessario: “Si chiederebbe qualcosa di sovrumano a Lenin ed ai suoi compagni se ci si aspettasse da essi che facciano apparire d’incanto, in tali condizioni, la più raffinata democrazia, la più esemplare dittatura del proletariato e la più fiorente economia socialista. Con la loro determinata posizione rivoluzionaria, la loro esemplare forza nell’ azione e la loro indistruttibile lealtà al socialismo internazionale, essi hanno contribuito nel miglior modo possibile data la diabolicamente ardua situazione nella quale imperversa la Russia. Il pericolo inizia solo quando essi fanno di necessità virtù e vogliono cristallizzare in un completo sistema teorico tutte quelle tattiche che essi sono costretti a sostenere a causa di queste fatali circostanze, raccomandando così il medesimo atteggiamento al proletariato internazionale come modello di tattica socialista”.

La Luxemburg successivamente si oppose allo sforzo compiuto dal governo sovietico per raggiungere la pace a tutti i costi, sforzo ‘terminato’ con la firma del Trattato di Brest-Litovsk con la Germania.

Nel novembre 1918 il governo tedesco ridiede, con riluttanza, libertà alla Luxemburg; al che ella poté riprendere immediatamente la sua attività rivoluzionaria, formando con Karl Liebknecht e Wilhelm Pieck il Partito comunista tedesco e ponendosi alla direzione del Die Rote Fahne.

Con Liebknecht e Pieck venne catturata e condotta presso l’hotel Adlon di Berlino. I primi due vennero scortati in stato di incoscienza fuori dall’edificio dai soldati tedeschi. Mentre i corpi inermi della Luxemburg e di Liebknecht venivano silenziosamente trasportati lontano su una jeep militare, fucilati e gettati in un fiume, Pieck riuscì a trovare la via della fuga, era il 15 gennaio 1919. Il suo corpo, gettato in un canale, fu trovato solo alcuni mesi dopo; le autorità riuscirono a impedire che fosse sepolto a Berlino, per timore di manifestazioni e incidenti.

Rosa fu una grande e brillante teorica del socialismo, Lenin stesso, nonostante i numerosi scontri teorici avvenuti in precedenza tra i due, la definì “un’aquila”, sostenendo che “i suoi scritti […] serviranno da utili manuali nella formazione delle future generazioni di comunisti di tutto il mondo” (Lenin, Note di un pubblicista).

Anche Trotsky non manca di lodare il carattere, la coerenza e l’intelligenza politica della Luxemburg, così, per esempio, sempre ne La mia vita scrive di lei: “Era una donna piccola, fragile, e all’apparenza pure malaticcia, ma con un volto nobile e occhi bellissimi che irradiavano intelligenza; affascinava l’assoluto coraggio della sua mente e del suo carattere. Il suo stile, che era insieme preciso, intenso e spietato, sarà sempre lo specchio del suo spirito eroico. La sua era una natura complessa e multiforme, ricca di sfumature sottili. La Rivoluzione e le sue passioni, uomini ed arte, natura, uccelli e floricoltura, tutte queste cose avrebbe potuto suonare le innumerevoli corde della sua anima. ‘Vorrei avere qualcuno’, scrisse un giorno a Luise Kautsky, ‘che mi credesse quando dico che è solo per mezzo di incomprensioni ch’io mi trovo nel bel mezzo di questo vortice della storia umana, laddove in realtà io sono nata per guardare oltre le oche, nei campi’. I miei rapporti con Rosa non erano segnati da nessun tipo di amicizia personale; i nostri incontri erano troppo brevi e troppo infrequenti. Io la ammiravo da lontano. Eppure, probabilmente non la apprezzavo ancora abbastanza all’epoca”… ma, “all’epoca”, era ancora il 1907.

V. anche: Paul Frolich, Rosa Luxemburg (1939). Rizzoli, Bur 1987, pp. 463.
vedi anche : http://marxists.architexturez.net/italiano/enciclopedia/l.htm#p60

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Karl Liebknecht (1871-1919)

«Il nemico è in casa nostra!»
(Karl Liebknecht)

Karl Liebknecht (13 agosto 1871 – 15 gennaio 1919), uomo politico tedesco co-fondatore della Lega Spartachista.

Nato a Lipsia, era il figlio di Wilhelm Liebknecht, uno dei fondatori del Partito socialdemocratico tedesco. Comunque, Karl Liebknecht fu più radicale di suo padre; divenne un esponente delle idee marxiste durante i suoi studi in legge ed economia politica a Lipsia e a Berlino, e dopo aver servito nei Pionieri della Guardia Imperiale a Potsdam, dal 1893 al 1894 e aver svolto il suo praticantato ad Arnsberg e Paderborn, dal 1894 al 1898, si guadagnò il dottorato nel 1897 e si spostò a Berlino nel 1899, dove aprì uno studio legale con suo fratello, Theodor Liebknecht.

Liebknecht sposò Julia Paradies l’8 maggio 1900; la coppia ebbe due figli e una figlia. La moglie mori’ nel 1911.

Come avvocato, Karl Liebknecht spesso difese altri socialisti che venivano processati per reati come la diffusione di propaganda socialista in Russia, un compito nel quale era anch’egli coinvolto. Divenne un membreo dell’SPD nel 1900 e fu presidente dell’internazionale socialista giovanile dal 1907 al 1910; Liebknecht scrisse estesamente contro il militarismo, e uno dei suoi scritti, “Militarismus und Antimilitarismus” (“militarismo ed antimilitarismo”) lo portò ad essere arrestato nel 1907 ed imprigionato per diciotto mesi a Glatz, in Slesia.

Nel 1912 Liebknecht venne eletto al Reichstag come socialdemocratico, nonostante fosse un membreo dell’ala sinistra dell’SPD; si oppose alla partecipazione tedesca nella prima guerra mondiale e fu uno dei principali critici della più moderata leadership socialdemocratica di Karl Kautsky. Alla fine di quell’anno, sposò la sua seconda moglie, la storica dell’arte Sophie Ryss.

Alla fine del 1914, Liebknecht, assieme a Rosa Luxemburg, Leo Jogiches, Paul Levi, Ernest Meyer, Franz Mehring e Clara Zetkin formò la cosiddetta Spartakusbund (“Lega Spartachista”). La Lega Spartachista pubblicizzava i suoi punti di vista attraverso un giornale intitolato Spartakusbriefe (“Le Lettere di Spartaco”), che venne ben presto dichiarato illegale; Liebknecht venne arrestato e inviato sul fronte orientale durante la prima guerra mondiale, per il richiamo del gruppo agli argomenti dei bolscevichi russi per una Rivoluzione proletaria. Rifiutandosi di combattere, prestò servizio seppellendo i morti, e a causa della sua salute che si stava deteriorando rapidamente, gli fu permesso di ritornare in Germania nell’ottobre 1915.

Liebknecht venne arrestato di nuovo a seguito di una dimostrazione contro la guerra tenutasi a Berlino il 1 maggio 1916 che fu organizzata dalla Lega Spartachista, e condannato a due anni e mezzo di prigione per alto tradimento, che vennero in seguito portati a quattro anni e un mese; comunque, venne rilasciato nell’ottobre 1918, quando Max von Baden garantì un’amnistia per tutti i prigionieri politici. Dopo il suo rilascio, Liebknecht portò avanti le sue attività nella Lega Spartachista; riprese la direzione del gruppo assieme a Rosa Luxemburg e pubblicò il suo organo di partito, la Rote Fahne (“Bandiera Rossa”). Il 9 novembre, Liebknecht dichiarò la formazione della “freie sozialistische Republik” (libera repubblica socialista) da una balconata del Castello di Berlino, due ore dopo la dichiarazione di Philipp Scheidemann della “Repubblica tedesca” da una balconata del Reichstag; il 31 dicembre 1918 / 1 gennaio 1919, fu coinvolto nella fondazione del KPD.

Assieme a Rosa Luxemburg, Leo Jogiches e Clara Zetkin, Liebknecht fu tra i protagonisti della Sollevazione Spartachista di Berlino del gennaio 1919. Questo tentativo rivoluzionario venne brutalmente represso dal nuovo governo socialdemocratico tedesco guidato da Friedrich Ebert, con l’aiuto dell’esercito e dei Freikorps; per il 13 gennaio, la sollevazione era stata estinta, e Liebknecht, assieme a Rosa Luxemburg, venne rapito dai soldati del Freikorps, portato all’Hotel Eden di Berlino dove venne torturato ed interrogato per diverse ore prima di venire ucciso, il 15 gennaio 1919.

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

vedi anche : http://www.marxists.org/italiano/liebknechtk/1913/4/milit.htm

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Cronistoria della formazione, sviluppo e crisi del partito rivoluzionario in Germania nel decennio 1914 – 1924

1914

(4 agosto) Spd vota i crediti di guerra: i social-democratici si rivelano social-imperialisti.

(4 agosto) Riunione degli “internazionalisti” attorno a Rosa Luxemburg.

1915

(18 febbraio) Rosa Luxemburg viene arrestata.

(4 marzo) I Conferenza dell’Opposizione a Berlino.

(14 aprile) Viene pubblicata la rivista “Die Internazionale”.

(27 maggio) Volantino di Karl Liebknecht: “Il nemico principale si trova nel proprio paese”.

(dicembre) Nel corso di un nuovo plenum della Spd, il gruppo dissenziente (Bernstein, Kautsky, Haase) vota contro il rinnovo dei crediti di guerra. Essi vengono espulsi dal partito. I deputati espulsi formano la Cooperazione socialdemocratica. In seguito formeranno l’ Uspd.

1916

(1 gennaio) La Conferenza del gruppo “Internazionale” a Berlino approva le tesi contro la guerra imperialista di Rosa Luxemburg.

(1 maggio) Manifestazioni operaie contro la guerra (Liebknecht in uniforme distribuisce volantini e viene arrestato).

(1 settembre) Prima lettera di Spartakus.

[Rosa Luxemburg: La crisi della socialdemocrazia].

1917

(7 gennaio) Conferenza dell’Opposizione nella Spd a Berlino.

(18 gennaio) Tutti gli oppositori vengono espulsi dalla Spd.

(5 aprile) La Conferenza degli spartakisti si pronuncia per un partito coi centristi: i “comunisti radicali” sono contrari.

(6-8 aprile) Congresso a Gotha di fondazione dell’Uspd (Partito socialista indipendente, centrista): Kautsky, Bernstein, Haase, Ledebour. [Nel 1922 riconfluiranno nel Spd, tranne Ledebour.]

(16-23 aprile) Grandi scioperi a Berlino e Lipsia.

(2 agosto) Manifestazioni di marinai.

(25 agosto) Processi e condanne dei dirigenti dei marinai.

(5 settembre) Kobis e Reichpietsch vengono fucilati.

1918

(28-31 gennaio) Sciopero a Berlino e in altri centri operai

(1 ottobre) I capi dell’esercito tedesco si pronunciano per la pace. In pratica, i militari, unitamente alla classe dirigente politica, gettano la spugna: sul fronte esterno, la guerra è nell’impasse – fallimento dell’offensiva sul fronte occidentale di marzo-giugno -, mentre sul fronte interno crescono le tensioni sociali.

(1 ottobre) La Conferenza comune degli spartakisti e dei radicali di sinistra si pronuncia per la rivoluzione socialista e il potere dei consigli.

La Germania vive un vuoto di potere che, il 2 ottobre, cerca di colmare il governo di Max di Baden, con due ministri del Spd (i membri sono detti maggioritari). I partiti non-socialisti sembrano essersi volatilizzati. I funzionari statali si consultano sulla linea di condotta da tenere. A Berlino (il 9 novembre), il prefetto di polizia del Land di Prussia, von Jagow, cede il posto a Emil Eichorn, indipendente di sinistra. Episodi analoghi avvengono in tutta la Germania.

(21 ottobre) Viene liberato Liebknecht, in galera dal 1° maggio 1916, perché, in divisa, aveva distribuito a Berlino volantini contro la guerra. Grazie a questa sua attività, Liebknecht gode ora di un enorme prestigio.

(30 ottobre) Agitazioni nella marina da guerra: manifestazione a Stoccarda. Insurrezione a Vienna, cade la monarchia e inizia la disgregazione dell’impero asburgico.

[(31 ottobre) La Turchia firma l’armistizio con l’Intesa.]

[(2 novembre) Armistizio austro-italiano, posticipato in modo fraudolento, per consentire all’esercito italiano di giungere il più vicino possibile a Vienna, dove è sono in atto grandi agitazioni sociali (con la cd battaglia di Vittorio Veneto).]

(3 novembre) Ammutinamento dei 20.000 marinai della base di Kiel. Fondazione del Partito comunista austriaco.

(5-9 novembre) In tutte le principali città tedesche (oltre trenta) sorgono i consigli degli operai e dei soldati , in 15 giorni furono oltre 10.000. Una parte della borghesia sostiene i consigli degli operai e dei soldati, un’altra contrappone i consigli dei cittadini (talvolta distinti secondo le professioni: medici, avvocati, giudici, proprietari e anche preti, Broué p. 159) che, sul piano militare, oppongono alle guardie operaie le guardie civiche.

(9 novembre) Insurrezione operaia a Berlino, la maggiore metropoli industriale d’Europa che, in quei giorni, conta 200.000 disoccupati. L’ ultimo Kaiser della Germania, Guglielmo II, fu costretto ad abdicare. Dopodiché venne proclamata la Repubblica, passata alla storia col nome di “Weimarer Republik” (Repubblica di Weimar). Il socialdemocratico Friedrich Ebert prese le redini del potere e divenne il cancelliere del Reich. Costituzione di un governo Spd e Uspd, che ha l’appoggio del “gran quartier generale di Spa”. Ossia del vertice militare, capeggiato da Hindenburg e Groner, che fu l’unica istituzione statale a mantenere intatta la propria struttura di potere. Ebert, attraverso una linea telefonica segreta (il numero 998), è in contatto diretto con il gran quartier generale. Dopo oltre un mese, questo è il primo passo per colmare il vuoto di potere. Inizia il processo di normalizzazione.

(10 novembre) Ebert e il gabinetto Spd-Uspd ottengono la fiducia dei consigli.

(11 novembre) Nasce la Lega Spartaco, con una direzione Centrale, ma resta sempre all’interno dell’Uspd.

(11 novembre) Il nuovo governo tedesco firma con l’Intesa l’armistizio di Rethondes. Prima tappa del processo di normalizzazione.

(16 novembre) Accordo fra i sindacati e il padronato (Arbeitsgemeinschaft: comunità di lavoro): regolava alcune modalità della smobilitazione, fissava a otto ore la giornata lavorativa, prevedeva i contratti collettivi e gettava le basi dei Comitati di impresa, i cui poteri apparivano tuttavia assai ridotti. La proprietà privata dei mezzi di produzione non è assolutamente posta in discussione. (Gilbert Badia, Lo Spartachismo, Savelli, Roma, 1976, p. 154).

[(20 novembre) Fondazione del partito comunista ungherese.]

(4 dicembre) Berlino, per iniziativa del generale Maercker, prende avvio la formazione dei corpi franchi , su modello di quelli già costituitisi all’Est (Prussia Orientale e Paesi baltici), “per lottare contro il bolscevismo”.

(6 dicembre) Il consiglio dei commissari del popolo decide di convocare l’Assemblea costituente.

(dicembre) Fallisce un putsch contro-rivoluzionario a Berlino.

(7 dicembre) Manifestazione armata di Spartaco a Berlino.

(Seconda tappa del processo di normalizzazione.)

(10 dicembre) A Berlino sfilano dieci divisioni reduci dal fronte, al comando del generale Lequis, che propone al governo Ebert: “Disarmo dei civili, rastrellamento dei quartieri poco sicuri, esecuzione immediata di chiunque eserciti illegalmente funzioni di autorità”. Ebert si oppone per evitare scontri “dall’esito incerto”, e propone un compromesso, dalle conseguenze deleterie, in quanto avvalla la leggenda della “pugnalata alle spalle”, che darà fiato alla propaganda nazionalista. In realtà, come spiegherà più tardi il generale Groner: “Le truppe avevano un tale desiderio di tornare alle loro case, che con queste dieci divisioni non c’era nulla da fare. Il programma che consisteva nell’epurare Berlino dagli elementi bolscevichi e ordinare la consegna delle armi non poteva essere realizzato.” (p. 221)

[(16 dicembre) Fondazione del partito comunista polacco.]

(16-21 dicembre) Il congresso dei consigli si pronuncia a favore dell’ Assemblea nazionale. Terza tappa del processo di normalizzazione. Da questo momento in poi, la mediazione politica lascia sempre più spazio al confronto armato.

(23-24 dicembre) Berlino, combattimenti armati fra i marinai (rossi) e soldati. Ebert tenta una soluzione politica, che viene intralciata dall’ intervento della divisione di cavalleria della guardia, al comando del capitano Pabst.

(25 dicembre) Manifestazioni operaie a Berlino, occupazione dello stabile del “Vorwarts” (quotidiano della Spd).

(29 dicembre) In seguito agli avvenimenti dei giorni precedenti, gli indipendenti (Uspd) escono dal governo, dove i socialdemocratici si avvicinano sempre di più ai militari, in particolare ai corpi franchi del generale Maercker .

(30 dicembre) Si apre il Congresso di fondazione della Kpd(s), con la fusione di comunisti, spartakisti, radicali di sinistra, alla presenza di Radek.

1919

(1 gennaio) Berlino, fondazione del Kpd(s) (Partito comunista di Germania – Spartaco).

(4-5 gennaio) Berlino, grandiose manifestazioni (oltre duecentomila persone) contro la manovra socialdemocratica di estromettere dalla prefettura di polizia di Berlino il socialista di sinistra (Uspd) Emil Eichorn. Occupazione di edifici pubblici, giornali e tipografie. Gli eventi assumono una connotazione rivoluzionaria.

(6-12 gennaio) Entrano in azione i corpi franchi: dopo violenti scontri, reprimono ogni focolaio di resistenza proletaria e ristabiliscono l’ordine a Berlino.

(15 gennaio) Assassinio di Rosa Luxemburg e di Karl Liebknecht. Sulla loro testa (vivi o morti), la sezione XIV del Reggimento Reichstag (Parlamento, fondato dalla Spd) aveva posto una taglia di 100.000 marchi, sottoscritta dal ministro socialdemocratico Philipp Sheidemann e dal faccendiere Georg Sklarz, finanziatore del reggimento (Frölich, p. 360).

(18 gennaio) Inizia la Conferenza della pace.

(19 gennaio) Elezioni per l’Assemblea costituente. Il processo di normalizzazione si chiude.

(febbraio) Inizio delle spedizioni dei corpi franchi nelle altre città tedesche.

(11 febbraio) Ebert eletto presidente. Governo Scheidemann di coalizione.

(12 febbraio) Arresto di Radek.

(febbraio) Sciopero nella Ruhr.

(1 marzo) I corpi franchi a Halle.

(2-6 marzo) Congresso straordinario dell’Uspd a Berlino.

(3 marzo) Proibizione della “Rote Fahne” (Bandiera rossa).

(3-8 marzo) Sciopero generale e repressione; “settimana di sangue” a Berlino.

(10 marzo) Arresto e assassinio di Leo Jogiches; Paul Levi assume la direzione della Kpd(s).

[21 marzo] Proclamazione della repubblica dei consigli in Ungheria (Bela Kun).

(31 marzo) Inizio dello sciopero generale nella Ruhr.

(7 aprile) Prima repubblica dei consigli di Baviera.

(8 aprile) La Centrale si rifugia a Lipsia.

(8-14 aprile) II congresso dei Consigli a Berlino.

(13 aprile) Seconda repubblica dei consigli di Baviera, diretta dai comunisti.

(1 maggio) Occupazione di Monaco da parte dei corpi franchi; repressione generalizzata.

(11 maggio) I corpi franchi occupano Lipsia. La Centrale lascia Lipsia per Berlino.

(20 maggio) Dimissioni di Scheidemann.

(28 maggio) Fine dello sciopero generale nella Ruhr.

(20 giugno) Inizio dello sciopero dei ferrovieri.

(22 giugno) L’Assemblea nazionale ratifica il trattato di Versailles.

(giugno) Governo Bauer di coalizione

(30 giugno) X Congresso dell’Adgb.

(3 luglio) Fine dello sciopero dei ferrovieri.

[1 agosto] Repressione della repubblica ungherese dei consigli.

(16-17 agosto) Conferenza di Francoforte sul Meno della Kpd(s); inizio del conflitto tra Levi e l’estrema sinistra.

(9-10 settembre) Conferenza di Jena della Uspd.

(ottobre) L’opposizione di sinistra con Dissmann alla testa del sindacato dei metallurgici.

(20-24 ottobre) II Congresso, detto di “Heidelberg”, della Kpd(s). Levi ottiene l’esclusione dell’estrema sinistra.

(30/11-6/12) Congresso Uspd a Lipsia; spinta a sinistra.

(5 dicembre) Liberazione di Radek.

(12 dicembre) Riapparizione della “Rote Fahne”.

1920

(13 gennaio) Manifestazione davanti al Reichstag a favore dei Consigli. La polizia spara con le mitragliatrici contro i manifestanti: 42 morti.

(25-26 febbraio) III congresso della Kpd(s) a Karlsruhe.

(13 marzo) Putsch di Kapp.

(13 marzo) La Centrale della Kpd(s) rifiuta di difendere il governo.

(14 marzo) Inizio dello sciopero generale.

(17 marzo) Fuga di Kapp. Legien domanda un governo dei partiti e sindacati operai.

(22 marzo) Fine dello sciopero generale.

(3 aprile) Offensiva della Reichswehr nella Ruhr.

(4-5 aprile) Conferenza organizzativa dell’opposizione a Berlino (rappresentanti di 38.000 iscritti alla Kpd); fondazione della Kapd (Partito comunista operaio tedesco), con l’opposizione del solo Ruhle e dei Comunisti internazionalisti di Brema. Il nuovo partito risulta l’ incontro di quattro gruppi-tendenze: Amburgo (con Wolffheim- Laufenberg); Brema (già sede dei Comunisti internazionalisti e centro dell’opposizione non scissionista di Ruhle); Berlino con Gorter (futuro teorico riconosciuto della Kapd), e Schroder (futuro capo politico).

(14-15 aprile) IV congresso della Kpd(s) a Berlino.

(agosto) II Congresso della Kapd (programmatico).

(12-17 ottobre) Il congresso di Halle dell’Uspd accetta le 21 condizioni di ammissione all’Ic.

(30-31 ottobre) Il Cc del Kapd espelle Otto Ruhle. Ciò comporta una scissione nelle Aau (Unione generale dei lavoratori), dalla quale sorge la Aau-E (unitaria, nel senso di unificazione tra organizzazione economica e politica del proletariato).

(1-3 novembre) V congresso della Kpd(s) divenuta Kpd (sezione dell’ Ic).

(28 novembre) La Kapd ammessa come “partito simpatizzante” nell’Ic.

(4-7 dicembre) Congresso di fusione tra la destra del Kpd e la sinistra Uspd (400.000 iscritti): nascita della Vkpd (Partito comunista unificato di Germania), sezione tedesca dell’Ic. Levi e Daumig presidenti.

(24 dicembre) Protesta di Levi contro l’ammissione della Kapd come “partito simpatizzante” dell’Ic.

1921

(7 gennaio) Lettera aperta della Vkpd alle altre organizzazioni operaie.

(21 gennaio) Primo incidente tra Levi e Radek.

(22 febbraio) Dimissioni di Levi e di Daumig. Brandler presidente della Vkpd. Béla Kun a Berlino.

(26 febbraio) I sindacati formulano 10 rivendicazioni.

(15 marzo) Tumulti nella Germania centrale come reazione alla legge sulla resa delle armi che gli operai avevano tenuto dalla guerra e dalla rivoluzione del 1918-19. La Vkpd lancia un appello col quale invita gli operai a rovesciare con la forza il governo. La Kapd organizza le prime azioni armate. I due partiti si lanciano nella lotta in comune, con le stesse parole d’ordine.

(16-17 marzo) Offensiva di Horsing nella Germania centrale, mediante gli “Schupos”, polizia di sicurezza anti-operaia.

(16-17 marzo) Il Cc della Vkpd decide la “galvanizzazione” del partito, e programma un’azione difensiva contro Horsing.

(18 marzo) Appello alle armi della Vkpd.

(19 marzo) Entrata della polizia nella regione di Mansfeld.

(21 marzo) Max Holz (vicino alla Kapd) comincia la guerriglia urbana.

(19-20 marzo) La direzione unificata Vkpd-Kapd chiama allo sciopero generale, dopo però che la polizia era già intervenuta pesantemente nella zona di Mansfeld il giorno prima.

(21 marzo) Attentato a Berlino alla Colonna della Vittoria da parte dei reparti di combattimento del Vkpd-Kapd, che iniziano anche gli assalti ai tribunali e alle prefetture a Falkenstain, Dresda, Freisberg, Lipsia, Plannen, etc. Nella regione di Halle lo sciopero generale è compatto, e vi prendono parte anche gli impiegati dei servizi. La gran parte del proletariato urbano tuttavia non si muove, a parte che nelle zone calde della Ruhr, di Berlino e Amburgo.

(22 marzo) Le formazioni armate di Holz giungono nella zona di Leuna (sono costituite di 2.500 elementi delle miniere di Mansfeld). Plattner con un’altra formazione vi operava già da qualche giorno. Questi furono i veri dirigenti dell’Azione di Marzo: la direzione Vkpd-Kapd non ebbe alcuna reale influenza sugli avvenimenti. (v.Rutigliano, pag.51 e segg. ti).

(27 marzo) Lettera di Levi a Lenin.

(29 marzo) Assassinio di Sult

(30 marzo) Fine dell’azione.

(8 aprile) Tesi sull’azione di marzo e formulazione della “teoria dell’ offensiva”.

(12 aprile) Levi pubblica Unser Weg

(15 aprile) Levi viene escluso dal Vkpd. In estate organizza al Reichstag la Kag (Collettivo comunista di lavoro) coi deputati Ernst Däumig, Marie Mackwitz e Adolf Hoffmann.

(6 giugno) condanna di Brandler.

(3-4 agosto) Il Cc del Vkpd incontra difficoltà ad adottare il compromesso di Mosca.

(22-26 agosto) Il VII congresso della Vkpd a Jena. Meyer e Friesland alla testa del partito.

(26 agosto) Assassinio di Enzberger.

(settembre-ottobre) Sviluppo della sinistra berlinese. Friesland si sposta verso Levi

(22 ottobre) Ingresso dei socialdemocratici nel governo Wirth.

(20 novembre) I conferenza della Kag di Levi.

(25 novembre) Inizio delle rivelazioni del “Vorwarts” sull’azione di marzo.

(20 dicembre) Friesland, rimosso dalle sue funzioni, lancia un appello ai membri del partito.

1922

(22 gennaio) Espulsione di Friesland.

(1-7 febbraio) Sciopero dei ferrovieri.

( 22 febbraio) La Kag si unisce all’Uspd.

(22 marzo) Inizia lo sciopero dei metallurgici.

(4 giugno) Fine dello sciopero dei metallurgici

(19-24 giugno) Congresso Adgb a Lipsia.

(24 giugno) Assassinio di Rathenau.

(27 giugno) Accordi di Berlino tra organizzazioni operaie.

(8 luglio) La Kpd esclusa dal fronte unico.

(18 luglio) Legge sulla difesa della Repubblica.

(24 settembre) Riunificazione Spd-Uspd.

(21 novembre) Governo Cuno senza i socialdemocratici.

(24/11 – 6/12) Scioperi nel Palatinato.

1923

(11 gennaio) Occupazione della Ruhr da parte delle truppe franco- belghe; inizio della resistenza passiva: manifestazioni, scioperi, sabotaggi.

(28 gennaio – 1 febbraio) VIII congresso della Kpd a Lipsia; acuto conflitto tra la sinistra e la nuova direzione, soprattutto Brandler.

(21 marzo) Governo socialista di Zeigner in Sassonia con l’appoggio comunista.

(26 marzo) Violento scontro di tendenze al congresso regionale di Essen.

(12 luglio) Appello della Centrale del partito. Viene decisa per il 29 una manifestazione anti-fascista. Proibizione della manifestazione in parecchi stati.

(26 luglio) Radek consiglia alla Centrale di rinunciare alla manifestazione.

(9 agosto) Inizio dello sciopero generale contro Cuno.

(11 agosto) Dimissioni di Cuno.

(12 agosto) Governo Stresemann coi socialdemocratici.

(15 agosto) Zinoviev redige le tesi sulla rivoluzione tedesca.

(23 agosto) L’ufficio politico del Pcr invita l’Esecutivo dell’Ic a preparare l’insurrezione in Germania.

(28 agosto) La Centrale designa un comitato militare per l’ insurrezione.

(21 settembre – 4 ottobre) Conferenza preparatoria in vista dell’ insurrezione tedesca.

(26 settembre) Fine della resistenza passiva. Stato d’assedio. Secessione in Baviera. (1 ottobre) Fallito putsch della Reichswehr nera. Telegramma di Zinoviev per l’ingresso dei comunisti nel governo Zeigner in Sassonia.

(1-6 ottobre) Rimpasto a destra del governo Stresemann.

(8 ottobre) Ritorno di Brandler.

(10 ottobre) Brandler, Bottcher, Heckert nel governo Zeigner.

(13 ottobre) Stresemann ottiene i pieni poteri. Governo operaio in Turingia. Congresso delle centurie in Sassonia.

(16 ottobre) Discorso di Bottcher per l’armamento del proletariato.

(17 ottobre) Ultimatum del generale Muller.

(19 ottobre) Il governo decide di intervenire contro la Sassonia

(20 ottobre) Ultimi preparativi insurrezionali da parte del Reukom.

(21 ottobre) Conferenza di Chemnitz: i socialdemocratici di sinistra rifiutano l’appello allo sciopero generale. La Centrale decide di rinunciare all’insurrezione.

(22 ottobre) Pjatakov e Radek approvano la decisione di ritirarsi.

(23-24 ottobre) Insurrezione di Amburgo.

(29 ottobre) Destituzione di Zeigner. La Reichswehr allontana con la forza i ministri sassoni.

(3-4 novembre) Il Cc adotta le tesi di Brandler.

(4 novembre) Lettera all’Esecutivo (Ic) alla Centrale.

(8-9 novembre) Putsch fallito a Monaco.

(30 novembre) Governo Marx, senza i socialdemocratici.

1924

(gennaio) Costituzione della tendenza di “centro” (Brandler isolato).

(11 gennaio) Prima riunione del Presidium dell’Ic sulla questione tedesca.

(19-21 gennaio) Risoluzione del presidium sulla Germania che condanna gli errori di Radek e Brandler.

(19 febbraio) Brandler sostituito da Remmele.

(7-10 aprile) IX Congresso della Kpd a Francoforte sul Meno. La sinistra assume la direzione.

(ottobre) Trozki riesamina il fallimento del 1923 nelle “Lezioni di Ottobre”.

(dicembre) Stalin sostiene la tesi della “costruzione del socialismo in un solo paese”.

Bibliografia

– Pierre Broué, Rivoluzione in Germania 1917-1923, Einaudi, Torino, 1977.
– D.Authier –J.Barrot. La sinistra comunista in Germania. La Salamandra, Milano 1981 [Paris 1976], pp.216.
– Paul Frölich, Guerra e politica in Germania (1914-1918). Pantarei, Milano 1995.
– Paul Frölich, Rudolf Lindau, Albert Schreiner, Jakob Walcher, Rivoluzione e controrivoluzione in Germania (1918-1920). Dalla fondazione del Partito comunista al putsch di Kapp, Pantarei, Milano, 2001.
– Paul Frölich, Rosa Luxemburg, La Nuova Italia, Firenze, 1969
– Arthur Rosenberg, Origini della Repubblica di Weimar, Sansoni, Firenze, 1972.
– Gilbert Badia, Lo Spartachismo, Savelli, Roma, 1976
– Max Hölz, Un ribelle nella rivoluzione tedesca 1918-1921, Introduzione di Bruno Bongiovanni, Biblioteca Franco Serantini, Pisa, 2001.
– Enzo Rutigliano, Linkskommunismus e rivoluzione in occidente. Per una storia della Kapd. Dedalo Libri, 1974, pp.281.
– Ossip K.Flechteim, Il partito comunista tedesco (Kpd) nel periodo della repubblica di Weimar. Jaca Book, Milano, 1970.
– La sinistra comunista tedesco-olandese.

Sigle (in tedesco, con esplicazione in italiano)

Aau(d) – Unione generale dei lavoratori (di Germania)
Aau-E – (idem, Organizzazione unitaria)
Adgb – l’organizzazione sindacale a direzione Spd
Bo – Organizzazione di fabbrica
Faud – Unione libera lavoratori di Germania
Ikd – comunisti internazionalisti di Germania
Kapd – Partito comunista operaio di Germania
Kag – Collettivo comunista di lavoro
Kai – Internazionale comunista operaia
Kaud – Unione comunista operaia
Kpd(S) – Partito comunista di Germania (Lega Spartaco)
Spd – Partito socialdemocratico di Germania
Uspd – Partito socialdemocratico indipendente di Germania
Vkpd – Partito comunista unificato di Germania

 

FONTE: http://archivio.senzasoste.it/

Nancy Fraser, “Il vecchio muore e il nuovo non può nascere”

di Alessandro Visalli

Il libricino raccoglie interventi rivolti a inquadrare la crisi in corso scritta tra il 2017 e 2019 della studiosa americana Nancy Fraser, molto nota per le sue posizioni critiche sul femminismo liberale[1] e il “neoliberismo progressista”[2]. Sembrerebbe, con particolare riferimento all’elezione a sorpresa di Donald Trump nel 2016, di essere alle prese con una crisi politica ma è piuttosto, a parere della Fraser, una crisi ‘globale’. Continua a leggere

I primi 70 anni della La Repubblica Popolare Cinese – Parte I°: Le 3 fasi dell’economia

di Andrea Vento (*)

Le celebrazioni per il 70° anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese (Rpc), avvenuta il 1° ottobre 1949 ad opera di Mao Tse Tung e della dirigenza del Partito Comunista Cinese (Pcc), ci offrono l’occasione per una breve disamina delle varie fasi economiche e delle trasformazioni sociali che hanno caratterizzato il gigante asiatico. Partendo dall’analisi storica dell’economia, in questo arco temporale, si individuano, a nostro avviso 3 distinti periodi: Continua a leggere

Spagna, la svolta del governo rosso-viola

di Elena Marisol Brandolini

Il programma messo a punto da Psoe e Unidas Podemos ha connotati apertamente progressisti e va dalla crescita occupazionale al recupero dei diritti sociali, dalla difesa della memoria storica alla lotta al cambiamento climatico, alle politiche femministe Continua a leggere

QUANDO L’ITALIA AVEVA UNA POLITICA ESTERA

di Agostino Spataro *

1… La crisi libica (a due passi da casa nostra) e gli avvenimenti drammatici nella regione mediorientale e mediterranea orientale ripropongono la necessità di una riflessione sulla politica estera italiana per come è venuta evolvendo (?) durante questa lunga e confusa transizione in cui sono cambiati (in peggio) l’approccio, la concezione, gli obiettivi delle relazioni internazionali dell’Italia, dell’Europa verso il mondo arabo e altre regioni del Pianeta.
Con la cd. “seconda” Repubblica, si è passati dal dialogo alla sfiducia, al conflitto; con la “terza” l’Italia é quasi allo sbando, non ha più una politica estera degna di questo nome! Continua a leggere

Mille e una storia di migrazioni. Pubblicato da Filef l’Archivio digitale “Scrivere le migrazioni”

E’ stato pubblicato nelle scorse settimane da FILEF, l’Archivio on line “Scrivere le migrazioni”, raggiungibile all’indirizzo www.premioconti.org e www.scriverelemigrazioni.org.

Si tratta di uno dei maggiori archivi on line del suo genere, contenente oltre mille elaborati, centinaia di foto storiche ed oltre 80 video-documentari. Un totale di oltre 15 mila pagine tra memorie, racconti, diari, saggi, studi e ricerche.

Si tratta in gran parte degli elaborati selezionati durante le 9 edizioni del Premio Pietro Conti, a cui si aggiunge un altro analogo archivio messo a disposizione dalle associazioni della rete Filef in Italia e nel mondo e da altri partner.

Il progetto è stato realizzato da Filef con il sostegno della Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano e grazie al contributo di CISE Multimedia-Lavoro e FIEI (Federazione Italiana Emigrazione Immigrazione).

Il progetto ha consentito di recuperare e digitalizzare un ampio repertorio di oltre 500 racconti e memorie, e di altrettanti saggi, studi e ricerche sull’emigrazione italiana nel mondo e sull’immigrazione in Italia, raccolti da Filef negli ultimi decenni. Continua a leggere

Clima: Alla fine ci salverà la Cina?

di Vincenzo Comito (da sbilanciamoci.info)

L’Europa, la Francia in testa, si sbraccia a Madrid sul riscaldamento globale ma fa poco, mentre la Cina ha già raggiunto gli obiettivi della Cop di Parigi. Ma di recente sta facendo dietrofront sulla decarbonizzazione, forse in relazione all’insicurezza energetica conseguente ai dazi di Trump.

Le parole e i fatti

E’ ovviamente noto quanto sia non solo importante, ma anche pressante, la questione del cambiamento climatico e dei possibili progressi nella lotta allo stesso. Ci troviamo peraltro di fronte ad una crescente consapevolezza del problema sul piano delle conoscenze sul come stanno i fatti e sul come bisognerebbe operare, come mostrato anche dalla ennesima conferenza sul tema, che questa volta si svolge a Madrid, ma, d’altro canto, i progressi operativi sul fronte della mitigazione dei rischi avanzano troppo lentamente.

In tale quadro un posto chiave, o, forse meglio, il posto chiave di tutta la vicenda, sembra essere detenuto, nel bene e nel male, dalla Cina e dalle sue strategie. Continua a leggere

Il populismo antipopulista

di Andrea Zhok*

Visto lo spazio riservato dai media alle ‘sardine’, e visto che nel mondo odierno i media sono il principale moltiplicatore di attenzione, una riflessione seria sulla varietà di pesce azzurro più amato dagli italiani è opportuna.

Di per sé si tratta di un fenomeno che credo durerà in forma di assembramenti in piazza fino alle prime elezioni in programma, dove si noterà come non abbiano spostato voti, ma semplicemente dato visibilità ad aree note. Quelli che nel frattempo la TV avrà reso riconoscibili si guadagneranno una candidatura, e questo è quanto. Continua a leggere

Verso il Forum sociale mondiale delle economie trasformative di Barcellona (Giugno 2020)

di Riccardo Troisi

Sono trascorsi vent’anni dai primi movimenti di protesta globale iniziati a Seattle e poi visibili nei Forum sociali mondiali e, via via, in tante iniziative di mobilitazione e di disobbedienza dal basso. In tutto il mondo, forme di resistenza sempre più diffuse e multiformi provano a proporre a livello locale modelli alternativi di produzione, distribuzione, consumo e risparmio, dove le persone, l’ambiente e le comunità sono rimesse al centro del processo di soddisfazione delle proprie necessità. Continua a leggere

A 20 anni da Seattle: sappiamo cosa fare, ma manca la volontà politica.

di Monica Di Sisto

Una svolta egualitaria e verde per salvare il pianeta

“Un vero Green new deal può partire solo con degli Stati che reclamano il loro spazio politico, dal quale sono stati progressivamente esautorati negli ultimi 30-40 anni. Questa è la condizione di base. Il finanziamento può essere fatto in tantissimi modi, ma ci vogliono investimenti importanti. Si tende a pensare che non abbiamo i soldi, argomentazione che lascia perplessi quando nello stesso periodo si spendono 23 miliardi di dollari per espandere i bilanci delle banche centrali, si assiste a 700 miliardi di dollari in trasferimenti dai paesi in via di sviluppo ai paesi sviluppati per elusione fiscale e sussidi indebiti, migliaia di miliardi di dollari in combustibili fossili”. Lo ha detto l’economista dell’agenzia Onu che si occupa di Commercio e sviluppo (Unctad), Jeronim Capaldo, intervenendo con una lezione su quello che significa scommettere davvero su un accordo “verde” socialmente sostenibile, in Italia e a livello globale, all’iniziativa “Seattle+20: Green New Deal and/for Community-led Local Development”, organizzato a Roma dall’associazione Fairwatch insieme all’Associazione delle Ong italiane, la Fondazione Di Vittorio e il Kyoto Club. Continua a leggere

Dal luglio 1960 al 12 dicembre 1969. La lunga incubazione della strategia della tensione.

di Saverio Ferrari

Si è soliti dire che la “strategia della tensione” ebbe inizio con la strage di piazza Fontana. In realtà la volontà di colpire a morte gente inerme partì ben prima. Già tra l’8 e il 9 agosto 1969 ben dieci bombe, seppur artigianali, erano state collocate su altrettanti treni lungo la penisola. Ne scoppiarono otto ferendo leggermente dodici persone. Il 25 Aprile altri due ordigni erano stati piazzati a Milano al padiglione della Fiat, a Fiera Campionaria aperta, e alla Stazione Centrale. Nel primo caso venti persone riportarono ferite, nel secondo ci furono solo danni. Continua a leggere

CENSURA PREVENTIVA/LIBERTA’ DI STAMPA: L’intervista al Presidente Assad non trasmessa dalla RAI – VIDEO

Il colloquio tra Monica Maggioni e il presidente siriano sarebbe dovuto andare in onda entro il 9 dicembre. Cosa è successo? L’irritazione di Damasco e il dibattito sui media arabi

Era tutto predisposto per la messa in onda su RaiNews dell’intervista fatta da Monica Maggioni al presidente siriano Bashar al-Assad ma, nel giro di meno 24 ore, tutto è saltato, ovvero l’intervista non è stata trasmessa. Lo apprende l’AGI in merito alla vicenda che sta assumendo sempre più i contorni di un giallo e ha suscitato l’irritazione del governo di Damasco. La presidenza siriana aveva affermato che, se il servizio non andrà in onda entro lunedì 9 dicembre, come sarebbe stato concordato tra le parti, verrà trasmesso comunque sui media siriani. Continua a leggere

NEL PAESE DELLA “BUONA SCUOLA” VINCE IL MODELLO PINOCCHIO

di Vittorio Stano

Dall’ ultimo rapporto OCSE-PISA 2018 emerge una fotografia impietosa sulle performances degli studenti italiani. Il PISA (Programme for International Student Assessment) monitora lo stato di salute dei giovani studenti a livello internazionale. L’ obiettivo è quello di misurare le competenze dei ragazzi di 15 anni in tre macromaterie: lettura, scienze e matematica.

Gli studenti italiani in lettura ottengono un punteggio di 476, inferiore alla media OCSE (487 punti), collocandosi al 30° posto (su 79 paesi partecipanti). Le province cinesi Pechino-Shanghai-Jangsu-Zhejiang e Singapore ottengono un punteggio da 591 a 569. Continua a leggere

Non-paradossi delle mobilità umane del XXI secolo

di Salvatore “Turi” Palidda

Schermata a 2019 12 08 08 27 13Da diversi anni la cosiddetta “questione demografica” è diventata una delle principali preoccupazioni di alcuni demografi, anche se le autorità politiche sembrano evitare di parlarne. Che si tratti dello spettro dell’aumento considerato incontrollato della popolazione mondiale, che alcuni sovrappongono alle conseguenze dei cambiamenti climatici e quindi al terrore per migrazioni che a certi dominanti appaiono come minacce di future invasioni distruttive dei paesi detti benestanti, o che si tratti del continuo declino demografico nella vecchia Europa (dall’Atlantico agli Urali), la questione demografica e le migrazioni (e anche l’emigrazione degli stessi abitanti dei paesi ricchi) appaiono come il più grosso problema che incombe sul pianeta tanto quanto la sola questione del riscaldamento climatico. In realtà, il primo gigantesco problema sta nello sviluppo economico che esaspera le diseguaglianze tra una minoranza di miliardari e milionari e delle loro lobby e la maggioranza della popolazione che, sia nei paesi poveri che in quelli ricchi, è a rischio di impoverimento e delle devastazioni che provocano malattie e morti da contaminazioni tossiche oltre che da incidenti sul lavoro ed economie sommerse. Ricordiamo che la maggioranza dei decessi è dovuta a malattie da contaminazioni tossiche, incidenti sul lavoro, malnutrizione, mancanza di cure, e in generale a invivibili condizioni di lavoro e di vita (e questo riguarda sia la maggioranza dei circa 60 milioni di morti l’anno a livello mondiale sia quelli nei paesi detti “ricchi”). Continua a leggere

Thomas Sankara: ritrovato il video del suo straordinario discorso alle Nazioni Unite.

Alle Nazioni Unite avevano “smarrito” il video dello straordinario discorso di Thomas Sankara di cui trascriviamo di seguito il testo.

Per anni e anni si è fatto di tutto, dopo averlo eliminato fisicamente, perché di Thomas Sankara non rimanesse traccia, se ne perdesse ogni memoria.

Si voleva l’oblio sulla più grande speranza mai sorta in Africa, su di un’idea di politica come servizio alla felicità di tutti, sull’uomo che per primo, profeticamente, denunciò la nascita del più grande e odioso dei poteri, quello finanziario e sul pericolo di una nuova schiavitù globale. Quella finanziaria. Continua a leggere

Sergio Bellucci: “L’industria dei sensi”. Intervista

 

 

Maduro ha denunciato che la mafia dell’oro ha contatti con Américo De Grazia, da qualche giorno esule in Italia.

Foto Ansa

Lunedì scorso, l’ On.Ferdinando Casini è atterrato a Roma con un volo dal Venezuela, da dove ha riportato in Italia due parlamentari venezuelani (con doppio passaporto) che si erano rifugiati nell’Ambasciata italiana a Caracas circa 7 mesi fa, dopo che era stata loro sospesa l’immunità parlamentare. Continua a leggere

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