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Ambiente

Questa categoria contiene 127 articoli

La micidiale polmonite che toglie il respiro, sta a specchio dell’espansione umana che sottrae aria all’ambiente

di Erri De Luca

Ho una personale definizione di natura: è dove non esiste presenza umana, o è trascurabile e di passaggio. Quando vado in montagna in zone remote, ecco che mi trovo dentro un pezzo di mondo com’era prima di noi e come continuerà a essere dopo.

Natura è spazio totalmente indifferente a noi, in cui percepire la propria misura minima e intrusa. Non è un campo giochi né area da scampagnata fuori porta. Incute timore per l’immenso che sovrasta, premessa di rispetto e di ammirazione.

La bellezza di natura non è scenografia, è uno stato di provvisorio equilibrio tra energie colossali, eruzioni, terremoti, uragani, incendi. Continua a leggere

COVID-19: Cosa può accadere in Africa ? Esempio Madagascar.

di Maurizio Gandolfi

I pensieri di tutti, in ogni paese del mondo, da un mese ruotano intorno a questo virus che sta cambiando le nostre abitudini, la nostra vita. Si continua a parlare di trend, di terapia intensiva, di recessione. Di morti. Tutti i paesi del nord del mondo hanno due preoccupazioni che occupano la testa dei loro uomini di governo e di “coloro che contano”: la prima è come sconfiggere questo virus nel più breve tempo possibile, con meno morti; la seconda riguarda l’economia del proprio paese, nel dopo pandemia; e per questo timore stanziano centinaia di miliardi di euro (o di dollari), al fine di aiutare le proprie industrie a ripartire, a soffrire il meno possibile di questo cataclisma che ha colpito il nostro pianeta. Continua a leggere

APPELLO DEL SEGRETARIO GENERALE DELL’ONU PER UN CESSATE IL FUOCO GLOBALE

[Dal sito dell’Onu riprendiamo e diffondiamo]

Il nostro mondo fronteggia un comune nemico: il Covid-19.
Al virus non interessano nazionalita’, gruppi etnici, credo religiosi. Li attacca tutti, indistintamente.

Intanto, conflitti armati imperversano nel mondo. E sono i piu’ vulnerabili – donne e bambini, persone con disabilita’, marginalizzati, sfollati – a pagarne il prezzo e a rischiare sofferenze e perdite devastanti a causa del Covid-19.
Non dimentichiamo che nei Paesi in guerra i sistemi sanitari hanno collassato e il personale sanitario, gia’ ridotto, e’ stato spesso preso di mira. Continua a leggere

COVID-19: Reazione e rappresaglia di Gaia ?

di Leonardo Boff

Tutto è legato a tutto: oggi, questo è un dato di coscienza collettiva di coloro che coltivano un’ecologia integrale, come Brian Swimme e tanti altri scienziati e come papa Francesco nella sua enciclica “Sulla cura della casa comune”. Tutti gli esseri nell’universo e sulla Terra, compresi noi, esseri umani, sono coinvolti in intricate reti di relazioni in tutte le direzioni, in modo che non vi sia nulla al di fuori della relazione. Questa è anche la tesi di base di Werner Heisenberg e Niels Bohr nella fisica quantistica. Continua a leggere

Il tempo è adesso

Le frettolose riconversioni di oggi per produrre mascherine e respiratori dimostrano che, con una domanda pubblica adeguata, il sistema produttivo potrebbe imboccare un’altra strada (cominciando col non produrre più armi); a condizione che ai lavoratori “in esubero”, in attesa di nuovi impieghi, venga garantito un reddito; per poi redistribuire il lavoro tra tutti e ridurre gli orari e i ritmi forsennati di ora. Una prospettiva che la stasi di oggi rende realistica se promossa almeno a livello europeo.

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EMERGENZA COVID19: I PRODUTTORI LOCALI GARANTISCONO L’ACCESSO AL CIBO – GOVERNO ED ENTI LOCALI GARANTISCANO IL LORO SUPPORTO

EMERGENZA COVID19: I PRODUTTORI LOCALI GARANTISCONO L’ACCESSO AL CIBO – GOVERNO ED ENTI LOCALI GARANTISCANO IL LORO SUPPORTO

Per la tutela della salute e delle attività agricole, proposte e richieste dell’Associazione Rurale Italiana (ARI) sul decreto “Cura Italia” e sulle
norme relative alle attività agricole Gli agricoltori/trici dell’Associazione rurale italiana (ARI) sono impegnati a garantire l’accesso degli italiani al cibo di qualità e locale anche in questa situazione di emergenza. Quando questa avrà fine, non saranno le «immissioni di liquidità» a determinare la ripresa, ma la capacità, la volontà, la resistenza e l’autonomia produttiva di contadini, artigiani, piccole e medie aziende che operano a livello locale, la vera struttura portante dell’economia nazionale. Solo se nel frattempo non saranno
annientate definitivamente.

La salute dei consumatori e il senso di responsabilità verso i produttori impongono alle istituzioni il massimo impegno. ARI, sostenendo tale impegno, rivolge le sue proposte al governo, dopo il varo del decreto “Cura Italia”, e agli Enti locali, molti dei quali hanno preso disposizioni relative alla commercializzazione dei prodotti agricoli. Continua a leggere

L’impatto macroeconomico globale del COVID-19: Sette Possibili Scenarî.

La ANU è tra le prime tre Università nel ranking delle università australiane. L’articolo costituisce un valido contributo alla conoscenza dei possibili sviluppi dell’epidemia da Covid-19.

L’articolo illustra 7 possibili scenari di diffusione della pandemia a livello globale. Il punto centrale dell’articolo: un maggiore investimento nella sanità pubblica ammortizza l’impatto economico dell’epidemia. Continua a leggere

“Coronavirus, l’ultimo contagiato si chiama Made in Italy”

Come un minuscolo microrganismo possa fare ammalare non solo degli esseri umani, ma anche l’intero sistema socioeconomicopolitico su cui si regge oggi il mondo.

Un sistema che, ricapitolando, funziona così:

    • Monocolture. Un luogo del pianeta si dedica solo a fare telefonini, un altro produce carne, un altro i SUV, un altro vende le proprie attrattive turistiche. Oppure, una sola ditta si accaparra le emozioni e le comunicazioni dell’intera specie umana, un’altra tutto ciò che gli esseri comprano e vendono.
    • Lo scambio tra le concentrazioni – il flusso globale – percorre incessantemente il mondo, su un fiume di energia fossile trasformato in inquinanti, in parallelo a un fiume di denaro speculativo.
    • Tutto sembra più economico. Quando non addirittura gratis. Il salmone dell’Alaska lo possiamo trovare nel supermercato sotto casa, a prezzi che sembrano bassissimi.
    • Pescare il salmone in Alaska, disossarlo in Cina e rivenderlo nei supermercati italiani ha un costo pazzesco, che è però nascosto dal fatto che il 90% del prezzo – in distruzione della vita del mare, uso di petrolio e altro – lo pagano l’aria, l’acqua e i nostri figli. Sia perché non troveranno più il salmone, sia perché dovranno pagare i debiti su cui si regge la parte finanziaria del sistema.

Questo sistema ha due caratteristiche evidenti. Continua a leggere

17° Rapporto sui Diritti GLOBALI 2019. CAMBIARE IL SISTEMA.

Giunto al suo diciassettesimo anno, il Rapporto sui diritti globali, promosso dalle associazioni più rappresentative, offre le analisi
più approfondite, le cifre più aggiornate, il quadro più ampio.

Il Rapporto sui diritti globali è una pubblicazione annuale sui processi connessi alla globalizzazione e alle sue ricadute, sotto i vari profili economici, sociali, geopolitici e ambientali.
Lo studio è realizzato dalla Associazione Società INformazione Onlus, che cura il volume pubblicato da Ediesse editore, da 17 anni è promosso dalla Cgil nazionale con l’adesione delle maggiori associazioni, italiane e non solo, impegnate a vario titolo sui grandi temi trattati nel Rapporto. Continua a leggere

CGIL: PRIMA DI TUTTO LA PACE! Contro il terrorismo, le aggressioni, per fermare le guerre. Sostenere i movimenti popolari e dei lavoratori per la libertà, la democrazia, i diritti sociali.

PRIMA DI TUTTO LA PACE!
Contro il terrorismo, le aggressioni, per fermare le guerre. Sostenere i movimenti popolari e dei lavoratori per la libertà, la democrazia, i diritti sociali.

Iniziativa di Sinistra Sindacale
Roma, Cgil nazionale, 28 gennaio 2020

 

Introduzione di Leopoldo Tartaglia, Direttivo nazionale Cgil

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No alla guerra di Trump. L’Italia neghi l’uso delle basi militari

Mentre Salvini si congratula con Trump per l’attacco terroristico ingiustificabile sul piano del diritto internazionale, chi si riconosce nei principi della Costituzione ha il dovere di mobilitarsi perché prevalgano le ragioni della pace.

La condanna della folle iniziativa dell’amministrazione USA non può che essere senza se e senza ma. L’assassino del generale Soleimani può scatenare una guerra con l’Iran ed investire l’intero Medio Oriente incluso il Mediterraneo. L’attacco Usa, in disprezzo della sovranità dell’Iraq, colpisce anche le speranze e le lotte del popolo iracheno che in questi mesi è sceso in piazza per rivendicare la fine di una politica fondata sulle divisioni settarie e uno sviluppo democratico e misure sociali pagando un duro prezzo di sangue. Continua a leggere

Clima: Alla fine ci salverà la Cina?

di Vincenzo Comito (da sbilanciamoci.info)

L’Europa, la Francia in testa, si sbraccia a Madrid sul riscaldamento globale ma fa poco, mentre la Cina ha già raggiunto gli obiettivi della Cop di Parigi. Ma di recente sta facendo dietrofront sulla decarbonizzazione, forse in relazione all’insicurezza energetica conseguente ai dazi di Trump.

Le parole e i fatti

E’ ovviamente noto quanto sia non solo importante, ma anche pressante, la questione del cambiamento climatico e dei possibili progressi nella lotta allo stesso. Ci troviamo peraltro di fronte ad una crescente consapevolezza del problema sul piano delle conoscenze sul come stanno i fatti e sul come bisognerebbe operare, come mostrato anche dalla ennesima conferenza sul tema, che questa volta si svolge a Madrid, ma, d’altro canto, i progressi operativi sul fronte della mitigazione dei rischi avanzano troppo lentamente.

In tale quadro un posto chiave, o, forse meglio, il posto chiave di tutta la vicenda, sembra essere detenuto, nel bene e nel male, dalla Cina e dalle sue strategie. Continua a leggere

Verso il Forum sociale mondiale delle economie trasformative di Barcellona (Giugno 2020)

di Riccardo Troisi

Sono trascorsi vent’anni dai primi movimenti di protesta globale iniziati a Seattle e poi visibili nei Forum sociali mondiali e, via via, in tante iniziative di mobilitazione e di disobbedienza dal basso. In tutto il mondo, forme di resistenza sempre più diffuse e multiformi provano a proporre a livello locale modelli alternativi di produzione, distribuzione, consumo e risparmio, dove le persone, l’ambiente e le comunità sono rimesse al centro del processo di soddisfazione delle proprie necessità. Continua a leggere

A 20 anni da Seattle: sappiamo cosa fare, ma manca la volontà politica.

di Monica Di Sisto

Una svolta egualitaria e verde per salvare il pianeta

“Un vero Green new deal può partire solo con degli Stati che reclamano il loro spazio politico, dal quale sono stati progressivamente esautorati negli ultimi 30-40 anni. Questa è la condizione di base. Il finanziamento può essere fatto in tantissimi modi, ma ci vogliono investimenti importanti. Si tende a pensare che non abbiamo i soldi, argomentazione che lascia perplessi quando nello stesso periodo si spendono 23 miliardi di dollari per espandere i bilanci delle banche centrali, si assiste a 700 miliardi di dollari in trasferimenti dai paesi in via di sviluppo ai paesi sviluppati per elusione fiscale e sussidi indebiti, migliaia di miliardi di dollari in combustibili fossili”. Lo ha detto l’economista dell’agenzia Onu che si occupa di Commercio e sviluppo (Unctad), Jeronim Capaldo, intervenendo con una lezione su quello che significa scommettere davvero su un accordo “verde” socialmente sostenibile, in Italia e a livello globale, all’iniziativa “Seattle+20: Green New Deal and/for Community-led Local Development”, organizzato a Roma dall’associazione Fairwatch insieme all’Associazione delle Ong italiane, la Fondazione Di Vittorio e il Kyoto Club. Continua a leggere

Il quadro generale della situazione ambientale, politica e dei movimenti sociali all’apertura della Cop 25

di Andrea Vento

Come introduzione al progetto scolastico proposto dal Giga per formare gli studenti alle tematiche ambientali

Il quadro generale della situazione ambientale, politica e dei movimenti sociali all’apertura della Cop 25. Come introduzione al progetto scolastico proposto dal Giga per formare gli studenti alle tematiche ambientali

La crisi del pianeta sta manifestando giorno per giorno il suo inesorabile incedere attraverso il manifestarsi di una molteplicità di effetti che disvelano agli occhi dell’umanità la gravità della situazione dell’ecosistema terrestre, il cui stato di crisi si sta pericolosamente avvicinando verso il punto di non ritorno (tipping point). Continua a leggere

Non dimentichiamo che anche le guerre e il complesso militar industriale uccidono il clima – oltre ai popoli! *

di Angelo BaraccaMarinella Correggia

Ci fu chi parlò di «seconda superpotenza mondiale»: il 15 febbraio 2003 milioni di persone scesero in piazza in quasi tutti i paesi del pianeta, simultaneamente, per dire no alla guerra di Bush Blair e valvassori contro l’Iraq, «no alla guerra per il petrolio e per gli affari». Quell’esperienza di rivolta pacifica planetaria, epica ma senza successo (non fu fermata nemmeno una bomba), non si è ripetuta in occasione di successive guerre di aggressione diretto o per procura, né per altre emergenze, ambientali e sociali. Continua a leggere

Stop TTIP Italia lancia un nuovo rapporto sull’accordo UE-Mercosur

La responsabilità ambientale e il cetriolo.

di Tonino D’Orazio – 21 settembre 2019.

Una giornata quella del 20 settembre emozionante e falsata. L’importante è mai tassare gli imprenditori che inquinano. La rivolta dei Gilets Gialli era partita da 10 centesimi/litro di benzina/nafta non dovuti perché non si ritenevano direttamente responsabili. Se non si cambia sistema di società, e sappiamo che “non ci sono alternative”, è tutto, quasi, inutile, se non risibile. Non può essere la globalizzazione finanziaria mondiale a proporre di modificare se stessa, né la politica che non conta più niente. Continua a leggere

Crisi: l’autunno infinito dell’emisfero boreale

di Gabriele Giorgi

Le estati sono sempre più calde, iniziano a primavera e intaccano gli autunni. Anche le crisi anticipano l’andamento stagionale e si propongono ormai nel mezzo del solleone.

Ben prima di settembre, le piogge torrenziali e piangenti si scaricano sulla terra, non più nuda e triste, ma fremente, come alle soglie di un’eruzione.

Il rumore di fondo della crisi è permanente e ubiquo e gli epifenomeni locali, nazionali, continentali sono soltanto manifestazioni del crollo imperiale (o del paradigma?) e del riassestarsi provvisorio delle sue zolle in frizione, quelle più vicine e quelle più lontane, che interagiscono mutuamente e sollecitano altre crepe interne ed esterne. Il sommovimento è giunto ad uno stadio che si autoalimenta e che continuerà fino a che un nuovo equilibrio (o nuovo paradigma?) sarà raggiunto. Continua a leggere

Il G7 approfitta degli incendi per provare a internazionalizzare l’Amazzonia?

di Aram Aharonian *

I terribili incendi che già hanno devastato quasi mezzo milione di ettari di selva amazzonica in Brasile hanno acceso il fuoco anche alla riunione del Gruppo dei Sette in Francia e hanno bruciacchiato, e lasciato in condizioni critiche, anche il trattato di libero commercio firmato recentemente tra l’Unione Europea e il Mercosur.

Paradossalmente, la vigliacca arrendevolezza dei governi neoliberisti del Mercosur ha salvato la riunione dei sette paesi capitalisti più industrializzati (Stati Uniti, Canada, Francia, Italia, Germania, Gran Bretagna e Giappone) e ha dato una bella mano al presidente francese Emmanuel Macron per rilanciarsi come figura internazionale “a difesa dell’ambiente”. Continua a leggere

L’eredità di Chico Mendes. Il vero tesoro dell’Amazzonia.

di Leonardo Boff  (da La Repubblica, 30-8-2019)

Non è necessario distruggere la foresta pluviale per ricavarne ricchezza. Una produzione agricola globale rende di più

Chico Mendes è un figlio legittimo della foresta, tanto da essersi identificato con essa. Presto si rese conto che l’attuale sviluppo prescinde dalla natura ed è contro di essa, perché la vede come un ostacolo piuttosto che come un’alleata. È stato uno dei pochi ad aver capito la sostenibilità come equilibrio dinamico e autoregolante della Terra, grazie alla catena di interdipendenze tra tutti gli esseri, soprattutto quelli che vivono di risorse riciclate in modo permanente e quindi sostenibili a tempo indeterminato. L’Amazzonia è il più grande esempio di questa sostenibilità naturale. Continua a leggere

Amazzonia: “Il bradipo, le fiamme e noi”

Disegno di Elisa, (Rocca d’Arazzo – At)

di Marinella Correggia

E’ fatta di singoli animali in carne ossa e sofferenza la ricca biodiversità nella foresta amazzonica e negli altri polmoni verdi in fiamme. Esseri viventi che a milioni incontrano una morte orribile, chi ardendo fra le lingue di fuoco, chi agonizzando a lungo, chi soffocando per il fumo – a causa del quale gli stessi uccelli spesso non sono in grado di salvarsi volando via. Continua a leggere

Giacarta affonda: l’Indonesia costruirà una nuova capitale entro il 2024

Giacarta finirà sott’acqua: la nuova capitale sorgerà nel Borneo, in un’area oggi coperta dalla giungla 

(Asiablog.it) — Il presidente della Repubblica di IndonesiaJoko Widodo, ha presentato lunedì un piano per la costruzione di una nuova capitale che rimpiazzerà quella attuale, Giacarta, che è sovraffollata e sta affondando.

La nuova capitale, che non ha ancora un nome, verrà costruita in un’area oggi coperta dalla giungla nella provincia del Kalimantan Orientale, sul Borneo, l’isola più grande dell’arcipelago indonesiano e la terza isola più grande al mondo. Continua a leggere

Incapaci di cambiare modello

di Tonino D’Orazio

Mi dispiace per Greta e per tutti quelli che ci credono, meno per il mio marcato pessimismo. Il problema planetario più grosso è l’economia e la nostra incapacità di passare da un modello a un altro. Cioè non possiamo cambiare modello e questa impossibilità è legata al modello stesso.

Il fallimento generale economico/ecologico, prima o poi, è più che certo e si rincorre da una crisi, ormai globale, a un’altra che ne assume le incapacità e le rilancia in debiti futuri e crisi future ricorrenti. Vi sono politiche da promuovere per evitare il collasso dei risultati delle disastrose politiche attuali?

Non siamo in grado di condurre politiche di prevenzione che richiederebbero un cambiamento radicale del e nel nostro sistema. Non si tratta di fare un po’ più lentamente di quanto già facciamo. Non si tratta di inquinare un po’ meno velocemente … con programmi ventennali alla fine inapplicati e inapplicabili, con una natura pressante. Si tratta di fare in modo totalmente diverso. Ma non possiamo. Continua a leggere

Alessandro Vissalli e Carlo Formenti: Partito e classe dopo la fine della sinistra.

Questa, relazione, firmata da Carlo Formenti e Alessandro Visalli, è stata presentata all’Assemblea: “Oltre la sinistra. Lavoro, sovranità, autodeterminazione”, tenutasi a Roma il 15 giugno presso il Circolo dei Socialisti alla Garbatella.

Il testo di lancio dell’Assemblea recitava:

Dopo il lancio, a marzo, del Manifesto per la Sovranità Costituzionale il campo in formazione del neo-socialismo patriottico ha subito le tensioni della fase in corso. La frattura tracoloro che sono connessi al sistema-mondo capitalista (mondo finanziario, reti industriali transanzionali, segmenti superiori dell’economia della conoscenza), e coloro che restano ai suoi margini, respinti nelle tante periferie del nostro paese, è stata rimossa da alcuni in favore di un’immaginaria frattura tutta morale tra destra e sinistra. Per altri la ricerca del consenso, e la fretta di intercettarlo, ha prodotto un’interpretazione del ‘populismo di sinistra’ come mera tecnica, priva di un’analisi all’altezza della durezza dello scontro in essere.

Noi crediamo che il conflitto sia tra i ‘centri integrati’ nel mercato mondiale, organizzati gerarchicamente, e le ‘periferie’ che sono nella posizione di essere sfruttate da questi. E crediamo che questo conflitto apra una frattura insanabile che attraversa diagonalmente l’intero campo del capitalismo. Esso crea fenomeni interconnessi come l’estendersi della precarietà, l’erosione della capacità di sostenere una vita decente, il degrado fisico delle nostre città, periferie e campagne, l’abbandono dell’ambiente e il saccheggio indiscriminato, di risorse e uomini del mondo. Continua a leggere

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