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Gli USA non hanno il colpo del KO per mandare al tappeto il Venezuela

Che fara’ da grande l’UE?

di Tito Pulsinelli

Doveva essere un nuovo scoop spettacolare della macchina propagandistica del Pentagono: liberare il piu’ estremista dei capi dell’ultradestra dal carcere domiciliario in cui era ristretto, e caricarlo su un aereo che l’avrebbe espatriato. Si è trasformato in uno sconclusionato e imbarazzante tentativo fallito di conato golpista.

Una volta fuori dalla sua patrizia dimora, il recidivo eversore Leopoldo Lopez ha trovato uno scenario totalmente differente da quello che aveva vagheggiato. Non c’erano masse plaudenti ad inneggiare alle sue azzardate gesta avventurose. Dall’alto del palchetto in cui il suo gemello siamese Guaido’ arringava i pochi drappelli di seguaci, il giovane e fanatico rampollo Leopoldo ha mentalmente quagliato che la realta’ era diversa dalla fantasia golpista.

La fase finale della reclamizzata Operazione Liberta’ si rivelava come una truffaldina “operazione liberta’ di Leo Lopez”. E la coppia Guaido’-Lopez abbandona i fans e affannati si lanciano alla ricerca di un’ambasciata disposta ad accoglierli. Vanno in quella del Cile, ignorando che dopo la sospensione delle relazioni, è un luogo senza status di sede diplomatica. Poi bussano al portone del Regno di Spagna, trasformandosi cosi’ in una mina vagante anche per i loro soci di Madrid, e per il “socialista” primo ministro Sanchez.

Contemporaneamente, cioè alle 8 del mattino, intorno alla sede presidenziale di Miraflores si addensava la cittadinanza dei settori popolari, accorsi per difendere la Costituzione e i voti con cui avevano eletto Nicolas Maduro. La mobilitazione generale, estesa a tutti i centri urbani del Venezuela, è massiva ed e’ solo il preludio di questo Primo maggio combattivo.

La Casa Bianca non possiede il colpo per mandare al tappeto la rivoluzione Bolivariana. Soprattutto se continuera’ a imboccare i sentieri dell’avventurismo politico, dell’illegalita’ e del crudele blocco economico con cui flagella la popolazione civile. L’oligarchia che dall’11-9 imperversa negli Stati Uniti ha messo troppa carne nella graticola, troppa per la sua dentatura, gia’ cariata ad opera del multipolarismo crescente.

Il Venezuela si rivela un osso duro e continua a difendere la sua economia mista. lo Stato sociale e la sovranita’ sulle sue ingenti e strategiche risorse, di cui l’ha dotata il buon dio della giustizia e dell’equita’. Non permette che il potere politico venga divorato dal potere economico. La Russia e la Cina continueranno a difendere i loro investimenti ed interessi geopolitici nella latitudine continentale americana e nella patria di Simone Bolivar, l’affossatore dell’impero spagnolo.

Dell’UE e della sua cacofonia non è dato sapere se e’ consapevole della partita che si sta giocando tra le Ande e l’Orinoco, e di come intenda difendere i suoi interesssi. Basandosi sui twitter di Antonio Tajani -passato dalla soggettiva mediocrita’ militare a catastrofico leader del Parlamento europeo- si evidenziano rapporti di tipo “carnale” con l’oligarchia e le frange piu’ eversive sudamericane.

Il Tajani attingeva allo stesso abecedario semantico di Mike Pompeo per fare l’apologia del golpismo, proprio mentre le strade di Caracas erano colmate dal pugnace popolo venezuelano. Ma questo è ovvio, vista la sua notoria ripugnanza genetica verso le classi momentaneamente subordinate al neoliberismo. Che dire della quarta e ultima epidermide ideologica del PD? La senatrice Quartapelle ha atraversato il Rubicone e chiama a mobilitarsi in difesa di un torbido e raffazzonato putsch.

Per ultimo, la grancassa mediatica si conferma nel ruolo di arco da cui vengono scagliati dardi avvelenati contro coloro che sono invisi agli Stati Uniti. E sono fieri di stare dalla stessa parte di Trump, dei Bolsonari, neocons, Bannon e del tribalismo finanziario.

Che fara’ da grande l’UE? Gli struzzi di Bruxelles accetteranno che la Colombia diventi membro a pieno titolo della NATO? Non sembra che il mare dei Caraibi o il acifico abbiano qualcosa a che vedere con “il nord-Atlantico”. Neppure ha senso che gli Europei debbano accolarsi il costo di nuove basi militari che il Pentagono vuole aprire alla frontiera tra il narco-stato colombiano e il Venezuela.

Gli gnorri di Bruxelles, stentano a negare il diritto di invasione militare. Ritengono “normale” che un Paese proibisca il flusso di alimenti medicinali verso il Venezuela. A meno che accetti autorita’ designate altrove.

L’Europa, quella delle genti ispirate alla prevalenza dell’umanismo sullo strapotere economico, percepisce tutto questo come misure di abietta rappresaglia contro la popolazione civile. E avversa le confische di risorse finanziarie venezuelane effettuate dalle banche ed istituzioni europee.

 

 

FONTE: http://selvasorg.blogspot.com/2019/05/usa-non-ha-il-colpo-del-ko-per-mandare.html#more

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