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Germania: Risultati e prospettive del voto in Nord Reno Westfalia

di Paola Giaculli (Berlino)
Nel Nordreno Vestfalia si rafforza l’alleanza rosso-verde di Spd e Verdi soprattutto grazie al buon risultato della Spd, 39 percento (+ 4) che la avvicina al valore, più tradizionale per questa regione culturalmente a prevalenza socialdemocratica, del quaranta per cento. La ricetta del successo si chiama soprattutto Hannelore Kraft, l’attuale e futura presidente del governo della regione, che viene già ritenuta una valida candidata per la sfida alla cancelleria di Merkel per le elezioni del prossimo anno.

Kraft e i Verdi, che subiscono una lieve flessione (dal 12,1 al 11,7), in governo di minoranza dal 2010, avevano convocato elezioni anticipate, dopo la bocciatura del bilancio e dopo il risultato di ieri possono contare ora su una solida maggioranza. La Cdu crolla dal 34 al 26 percento, con il suo candidato Norbert Röttgen, ministro dell’ambiente del governo Merkel, il quale ha impostato una campagna elettorale puntando all’accordo o con Spd o Verdi, convinto che i due non avrebbero avuto i numeri per formare un governo insieme.

Questa strategia fallimentare ha contribuito a provocare un’emorragia di voti verso la Spd e i Liberali, che vivono, come riporta la Berliner Zeitung quotidiano di Berlino, una “resurrezione miracolosa” (dal 6,7 al 8,6).  Anche in questo caso si può parlare di una vittoria personale di Christian Lindner, il giovane dirigente liberale che ha saputo convincere i delusi della Cdu della sua maggiore competenza, com’era successo la scorsa settimana alle elezioni dello Schleswig-Holstein, dove il candidato locale Kubicki aveva saputo contrastare con efficacia il trend che ormai dava per esaurito il ciclo del partito liberale della Fdp.

I Pirati confermano la loro rapida ascesa (7,8) con questo quarto successo consecutivo in un’elezione regionale dopo Berlino, Saarland e Schleswig-Holstein. Male invece vanno le cose per la sinistra di Linke che viene espulsa per la seconda volta da un parlamento regionale (dal 5,6 al 2,5), dopo la sconfitta di domenica scorsa nello Schleswig-Holstein (dal 6 al 2,2), lontana dallo sbarramento del 5 percento. Il voto in questa regione ha condizionato negli anni scorsi l’andamento nazionale in particolare con il crollo della Spd locale alle elezioni del 2005, in conseguenza del quale l’allora cancelliere Spd Gerhard Schröder, al governo con i Verdi, decise di andare a nuove elezioni.

Queste portarono praticamente a un pareggio con la Cdu, superiore di misura nei consensi. Per mancanza di numeri da parte dei Liberali, la Cdu si alleò allora con la socialdemocrazia in una große Koalition, il primo governo Merkel. Dal 2005 al 2010 nel Nordreno Vestfalia i conservatori, diventati allora clamorosamente partito di (forte) maggioranza, governarono invece con i liberali. Dalla sconfitta della Spd nacque la Linke, in opposizione alle riforme del sistema sociale e del mercato del lavoro introdotte dal governo centrale di Spd e Verdi che causarono moti di indignazione e protesta in tutto il paese.

Se si osserva il flusso degli elettori, i 250.000 voti persi dalla Linke si dirigono ora rispettivamente verso la Spd (90.000), i Pirati (80.000), i Verdi (30.000), l’astensionismo (20.000) e i Liberali (10.000). Nonostante i cambiamenti sociali introdotti nella regione siano anche merito della Linke, che ha fatto pressione sul governo Spd-Verdi, questa è stata duramente penalizzata soprattutto, da una parte, dall’attrazione esercitata dai Pirati, tra le altre cose, per la loro novità e la loro lontananza con la politica istituzionalizzata; dall’altra per l’attrazione esercitata dalla personalità della socialdemocratica Kraft e la ricerca di un governo stabile, che ha fatto rientrare verso la Spd una parte dei voti in passato ceduti alla Linke.

La Spd guadagna anche dalla Cdu ben 190.000 voti, la quale ne cede altri 150.000 ai Liberali. I Pirati, come ormai di consuetudine, “pescano” consensi massicci ovunque, rispettivamente da Spd (90.000 voti), Verdi e Linke (80.000 da ciascuno), dall’astensione (70.000), da Cdu (60.000) e dai Liberali (40.000). L’affluenza alle urne è stata altrettanto bassa come nel 2010 (circa 59 percento pari a circa 7,9 milioni di aventi diritto).

Sul versante europeo, Hollande è atteso a Berlino per l’incontro con Merkel martedi (oggi ndr). Secondo la cancelliera, imperturbabile, il voto di ieri non condiziona la sua politica dell’austerità in Europa, e vorrebbe far approvare il patto fiscale il 25 maggio al Bundestag, come da tabella di marcia. Per questo però ha bisogno del sostegno anche dell’opposizione, essendo necessaria una maggioranza di due terzi.

La Spd vorrebbe un rinvio del voto, se la cancelliera entro quella data non dà risposte alle sue richieste su patto integrativo per la crescita e tobin tax, in modo da dare il via libera al patto fiscale, di cui la Spd condivide il rigore di bilancio. Merkel ha comunque fatto sapere che si consulterà con le opposizioni prima del voto al Bundestag. Intanto la Camera dei Länder, le regioni tedesche (Bundesrat) ha preso una posizione ufficiale sul patto fiscale, apprezzando l’impegno dei contraenti di introdurre il pareggio di bilancio nelle rispettive costituzioni.

Allo stesso tempo, però, il Bundesrat attacca le parti “anticostituzionali” dell’accordo, cioè il mancato rispetto della sovranità di bilancio, che nel sistema federale tedesco intacca anche l’autonomia dei Länder. Anche la Linke insiste su questo, oltre a opporsi al patto per gli aspetti ademocratici, antisociali e recessivi del diktat, e intende su questa base far ricorso alla corte costituzionale.  Il clima è di attesa e probabilmente la Spd cercherà di approfittare del voto di ieri – anche se la maggioranza Spd-Verdi nel Nordreno- Vestfalia non era per niente scontata e, a livello nazionale, la Spd non ha dato l’impressione di voler lavorare insieme ai Verdi a un cambiamento di rotta, quanto piuttosto puntare a una Große Koalition con la Cdu, come si è verificato prima a Berlino e poi nel Saarland.

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