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Germania minaccia la Grecia. Rispuntano le ipotesi di un’Eurozona senza Atene

di Massimo Demontis (Berlino)
È un vero e proprio ultimatum alla Grecia quello che arriva da Berlino pochi giorni dopo le lezioni politiche che hanno modificato il panorama politico greco decretando gravi perdite di consensi per i socialisti del Pasok e i conservatori di Nuova Democrazia. Ad aprire il fuoco di sbarramento, soprattutto dopo che il president della Repubblica aveva conferito l’incarico di formare il nuovo governo ad Alexis Tsipras leader del partito di sinistra Syriza – in Germania definito di estrema sinistra – è stato il ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle (FDP).

“Se la Grecia dovesse sospendere le riforme, le tranche di aiuto non devono essere pagate”, ha dichiarato Westerwelle. Il ministro degli Esteri di Berlino si è affrettato ad aggiungere che “la Grecia deve rimanere nell’area Euro, ma le riforme che sono state concordate devono essere realizzate. Il futuro della Grecia è nelle mani dei greci”.

Nelle parole di Westerwelle c’è tutta l’irritazione di Berlino per il risultato delle elezioni politiche greche. E infatti si parla di ingovernabilità del paese, di caos e di vittoria delle forze contrarie al rigore del pareggio di bilancio. Irritazione attutita oggi non appena si è saputo della rinuncia di Tsipras e dell’incarico al leader del Pasok Venizelos di formare il nuovo governo.

Usa toni duri la Germania per richiamare la Grecia all’ordine, toni mai sentiti sinora. A Westerwelle si è aggiunto da Bruxelles Wolfgang Schäuble, ministro delle Finanze tedesco, dicendo che “se il popolo greco decide di non rimanere nell’euro, non lo costringeremo”.  Schäuble lancia poi  un avvertimento ad Atene: “per garantire la permanenza della Grecia nell’euro non c’è una via alternativa a quella che abbiamo trovato insieme in due anni”.

Nonostante le possibilità che Venizelos riesca a formare un nuovo governo siano piuttosto limitate, un fallimento porterebbe diritto a nuove elezioni, la Commissione europea ha dato via libera per oggi al pagamento di una tranche di 4,2 miliardi di euro del prestito per la Grecia, uno in meno del previsto. Il fondo Efsf dal Lussemburgo ha fatto sapere che l’importo sarà accreditato in un conto che la Grecia può utilizzare soltanto per pagare i suoi debiti e che il miliardo mancante sarà accreditato secondo i bisogni finanziari di Atene, ma non prima di giugno.

Le dichiarazioni del giovane leader Alexis Tsipras, che aveva definito “barbaro” il diktat sul risparmio, hanno di nuovo alimentato il dibattito sulla permanenza della Grecia nell’area euro e su un cosiddetto piano B, piano che prevederebbe la Grecia fuori dall’euro. Ipotesi di cui si fa portavoce  il ministro degli Esteri lussemburghese Jean Asselborn minacciando di cacciare Atene dall’euro se “non ci sarà un governo che rispetta le regole”.

In casa SPD da notare la differenza di accenti tra il presidente del partito Sigmar Gabriel e l’ex ministro delle Finanze di Merkel nella Große Koalition Peter Steinbrück.  Se Gabriel accusa la Merkel di condurre la Grecia sull’orlo baratro con il suo diktat sul risparmio “privo di fantasia” e di essere corresponsabile per il rafforzarsi in Grecia di forze estremiste, Steinbrück, concorrente di Gabriel all’interno della SPD come eventuale candidato socialdemocratico alla cancelleria ed esponente dell’ala destra del partito dice: “se avessi responsabilità politiche mi preparerei per un piano B che preveda un’Eurozona non più per forza di cose a 17 stati“.

Discussione

Un pensiero su “Germania minaccia la Grecia. Rispuntano le ipotesi di un’Eurozona senza Atene

  1. Se la Grecia uscisse dall’euro sarebbe salva. Pecato che le grinfie di Bruxelles la affogheranno, assieme a tutti noi.

    Pubblicato da miky | 14/05/2012, 22:14

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