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Vittoria laburista alle elezioni amministrative nel Regno Unito. Dura condanna per l’estremismo liberista dei conservatori .

di Andrea Amaro
Una valanga di voti laburisti si abbattuta sui conservatori di David Cameron, che a testa bassa dichiara in tv “chiedo scusa”. In tutto il Regno Unito la rivincita laburista, rispetto alle elezioni politiche del 2010, risulta evidente con la conquista della maggioranza delle città dove ieri si è votato: vanno ai laburisti 75 municipi, 32 in più, mentre i conservatori hanno la maggioranza in 41 città, 12 in meno.

Delle restanti amministrazioni 6 sono andate ai liberaldemocratici e 2 al partito nazionalista scozzese. Nessun trionfalismo nelle dichiarazioni del leader laburista Ed Milliband che dichiara ”c’e ancora un grande lavoro da fare” per recuperare quel 60% di elettori che hanno preferito non andare a votare profondamente disillusi dalla politica. Certamente si è rafforzata la posizione  di Milliband,  quale massimo dirigente del Labour Party, messo sotto accusa dalla destra laburista per le sue posizioni radicali e per l’accordo con i sindacati.

La sconfitta dei conservatori è aggravata dal crollo dei loro alleati liberal-democratici, che pagano con l’8% di voti in meno il fatto di non essersi opposti alle misure autoritarie e profondamente ingiuste della maggioranza del Governo, del quale fanno parte, soprattutto in materia di istruzione pubblica e diritti delle minoranze.

Rende meno definitiva la sconfitta conservatrice il risultato delle elezioni del Sindaco di Londra dove esce riconfermato il conservatore Boris Johnson che ha battuto, con un risultato inferiore al previsto, l’avversario Ken Livingston, dato per battuto in tutte la previsioni ed indebolito dal mancato appoggio della “destra” del suo partito che lo ha sempre considerato troppo di sinistra.

Soltanto nella notte i conservatori hanno potuto tirare un sospiro di sollievo quando i risultati definitivi hanno assicurato la vittoria del loro candidato con uno scarto minimo di voti (1 milione e 54 mila voti dei conservatori contro i 992 mila dei laburisti).

Senza il risultato di Londra le sorti della coalizione al Governo avrebbero subito una rovinosa verifica politica, anche per la punizione elettorale dei liberal-democratici che non sono stati mai in grado di difendere le loro posizioni, di centro-sinistra e di distinguersi dalle scelte dei conservatori.

Comunque se alle prossime elezioni politiche dovesse essere confermata questa tendenza i laburisti potrebbero contare in parlamento su di una maggioranza di 80 seggi e quindi ritornare a Downing Street.

Per cogliere appieno la svolta introdotta da questi risultati elettorali basta ricordare che i laburisti hanno conquistato la maggioranza dei consensi in Scozia, Galles ed Inghilterra e, con l’eccezione di Londra, dove comunque la vittoria conservatrice appare risicata, in tutte le più grandi città (Glascow, Newcastle, Leeds, Manchester, Liverpool, Sheffield, Birmingham, Cardiff , Southampton, Oxford ecc. ecc.).

La ragioni di questo terremoto sono da addebitare ad una politica di rigore senza giustizia ed a difesa delle grandi ricchezze e della grande finanza, che ha aggravato la disoccupazione e ridotto il welfare, soprattutto alle voci istruzione e sanità, con un secco peggioramento delle condizione dei più poveri, degli anziani, della classe operaia ed anche del ceto medio, che non riescono più a difendere le conquiste realizzate e vedono dinnanzi a loro un futuro sempre più incerto.

Nello stesso tempo tutto questo rigore a carico dei più deboli non è in grado di produrre una politica di ripresa economica capace di ricreare le condizioni per una nuova fase di sviluppo, anzi oggi tutti gli indicatori danno la Gran Bretagna alle soglie di una nuova fase recessiva.

Oltre alla sua politica di austerità, cieca ed ingiusta, il Governo conservatore e lib-dem paga gli scandali e la corruzione che investe diversi ed importanti uomini di governo, i ministri dell’Energia e della difesa costretti a dimettersi e lo stesso Primo Ministro Cameron ed i suoi collaboratori invischiati nel caso Murdoch, miscela esplosiva di corruzione, favori e di attacco alla libertà di stampa.

In tutta Europa, con le amministrative in Gran Bretagna, le elezioni in numerosi Land tedeschi, le prossime presidenziali in Francia (con la prevista ed auspicabile vittoria di Hollande),  le prossime amministrative in Italia, sembra consolidarsi un fronte anti liberale ed anti rigorista più orientato a favorire una politica di sviluppo e di occupazione ed a recuperare criteri di equità e giustizia per fare pagare i costi della crisi ai più ricchi ed alla speculazione, finanziaria in primo luogo.

Avremo modo di vedere nelle prossime ore se questa svolta prenderà corpo pienamente e se le forze della sinistra sapranno portare avanti con decisione ed efficacia una politica diversa rispetto alle ricette propinateci dai vari tecnici, liberisti e conservatori, ed aprire una nuova stagione di sviluppo economico e sociale adeguato e sostenibile.

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