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La Germania vuole reintrodurre i controlli alle frontiere EU

di Massimo Demontis (Belino)
Sono passati 17 anni dal 26 marzo del 1995, da quando furono aboliti i controlli alle frontiere e venne dato il via libera alla libera circolazione non solo delle merci, ma anche delle persone nell’area Schengen. Da quando cioè ai cinque paesi Germania, Francia, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo – che firmarono l’accordo di Schengen il 14 giugno del 1985 – si aggiungesero la Spagna e il Portogallo e poi via via altri stati, compresa l’Italia nel 2007.

L’abolizione dei controlli alle frontiere dei singoli paesi e la libera circolazione delle persone rappresentò per molti il punto forse più alto dell’idea di Europa, quasi il suo coronamento.

Oggi il ministro dell’Interno tedesco, Hans-Peter Friedrich, cristiano-sociale (CSU) con una proposta che ha creato sconcerto sia in Germania sia in altri paesi europei, insieme con il suo corrispondente francese, il ministro dell’Interno Claude Guéant, vorrebbe reintrodurre i controlli alle frontiere per almeno 30 giorni.

La proposta, secondo quanto riportato dal primo canale televiso pubblico tedesco ARD, sarebbe diretta contro quei paesi che non sono in grado di adempiere ai propri obblighi e cioè Italia e Grecia.

Ci aveva già provato l’estate dell’anno scorso un piccolo stato come la Danimarca, quando il governo, messo alle strette dai populisti, reintrodusse i controlli di frontiera per breve tempo suscitando reazioni sdegnate in particolare nel governo di Berlino. Ora parliamo del più potente stato europeo, di quello stesso paese che arrivo quasi “a minacciare” la Danimarca con azioni diplomatiche se non avesse fatto subito marcia indietro.

Dura la reazione di Guido Westerwelle, FDP, ministro degli Esteri. In una dichiarazione rilasciata al settimanale Focus, Westerwelle ha detto che “un’Europa senza frontier e senza barriere era il sogno di coloro che hanno iniziato il processo di unificazione europea. Non possiamo ora mettere in gioco tutto questo e ancora meno per ragioni tattiche elettorali”.

Già, ragioni elettorali. Perché pare che la proposta dei due ministri dell’Interno sia nata a tavolino per “aiutare” al fotofinish la campagna elettorale di Nicolas Sarkozy e consentirgli di recuperare qualche voto a destra facendo leva su coloro che pensano che profughi e immigrati siano un problema da risolvere con le maniere forti.

In una lettera di tre pagine inviata il 17 aprile alla presidenza danese del consiglio d’Europa, Friedrich e Guéant si sono detti a favore della “possibilità per i governi nazionali di reintrodurre i controlli alle frontiere interne per un periodo di 30 giorni”. I governi dovrebbero poi decidere se ci sono le condizioni per applicare questa misura.

Per Claudia Roth, copresidente dei Verdi tedeschi, i Grünen, si tratta di “un aiuto alla campagna elettorale di Sarkozy”. “Con una retorica populista di destra contro i profughi si vorrebbe migliorare la situazione senza speranza del presidente francese” ha detto Roth all’Hamburger Abendblatt.

Anche per il socialdemocratico Martin Schulz, neopresidente del Parlamento Europeo, si tratta di “una lampante manovra elettorale”. “Con la convenzione di Schengen”, ha continuato Schulz, “la lettera non ha niente a che fare, piuttosto con la disperazione dei candidati” alludendo chiaramente ai sondaggi che vedono Hollande vincente contro  il president francese Sarkozy. Schulz ha anche fatto notare che la lettera del ministro Friedrich “contraddice totalmente” la posizione che assunse il governo tedesco l’anno scroso contro la Danimarca.

Persino il sindacato di polizia Gdp ha criticato le intenzioni di Friedrich. Dopo l’entrata in vigore della convenzione di Schengen, fa notare Bernhard Witthaut, la gran parte dei 10.000 funzionari di polizia di frontiera sono stati utilizzati per altri compiti. “E questo non si può modificare così facilmente” dice Witthaut al giornale di Amburgo “Hamburger Abendblatt”. Witthaut, presidente del sindacato di polizia Gdp, ha dubbi sull’efficia dei controlli che vorrebbe reintrodurre il ministro Friedrich. “Trafficanti di esseri umani, immigrati clandestini e scafisti attenderebbero lo scadere dei 30 giorni di controlli” taglia corto Witthaut.

Il solo politico scheratosi in difesa del ministro dell’Interno è della sua controversa proposta è il compagno di partito e presidente della Baviera Horst Seehofer.

Discussione

2 pensieri su “La Germania vuole reintrodurre i controlli alle frontiere EU

  1. Scusatemi tanto ma guarda che ha sbagliato 10. anni. le barriere sono stati abolite marzo 1995 e quindi sono 17, anni e non 7, come si legge.

    Pubblicato da Frank Padula. | 24/04/2012, 05:26
  2. Hai ragione, errore di battitura. Chiedo venia. MD

    Pubblicato da MD | 24/04/2012, 16:02

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